Le disavventure di messer Rinaldo da Ferrara. Novella tratta dal Decameron.

Andare in basso

Le disavventure di messer Rinaldo da Ferrara. Novella tratta dal Decameron. Empty Le disavventure di messer Rinaldo da Ferrara. Novella tratta dal Decameron.

Messaggio Da Samael il Lun Feb 25, 2019 10:56 am

Ed eccoci ora nella seconda giornata di racconti di novelle da parte dell'allegra compagnia fuggita da Firenze per orror della peste nera.
Regina della giornata è Filomena, e dopo la prima novella narrata da Neifile è ora il turno di Filostrato che narrerà la sua. Tema del giorno è : " ragionar su chi sebben colpito da sfortuna è riuscito a cavarsela con lieto fine..."

Le disavventure di messer Rinaldo da Ferrara. Novella tratta dal Decameron. Canvas-prints-europe-people-life-picture-classical-oil-painting-Noble-son-and-ladies-wild-outing-sketch

Le disavventure di messer Rinaldo da Ferrara

Al tempo del marchese Azzo di Ferrara, un giorno un mercante di nome Rinaldo, uscito
da quella città,

Le disavventure di messer Rinaldo da Ferrara. Novella tratta dal Decameron. Pellegrini-ricchi-a-cavallo si avviò a cavallo verso Verona per motivi di lavoro.
Lungo la strada si imbatté in due uomini

Le disavventure di messer Rinaldo da Ferrara. Novella tratta dal Decameron. Medievali che avevano un’apparenza di mercanti, ma in realtà erano invece dei banditi, e ignaro si unì alla loro compagnia.
I furfanti, per carpire maggiore fiducia al malcapitato, durante il cammino cercarono di
assumere un atteggiamento onesto e caritatevole.
Uno dei lestofanti domandò a Rinaldo: "Quali preghiere siete solito recitare quando vi
trovate in viaggio?"
I
Le disavventure di messer Rinaldo da Ferrara. Novella tratta dal Decameron. Monaci
Il mercante rispose: «Io veramente prego poco; tuttavia la mattina quando esco
dall’ albergo ho l’abitudine di recitare il Padre Nostro e l’Ave Maria per l’anima dei
genitori di San Giuliano; dopo di che prego Iddio e questo Santo affinché la notte
seguente mi permettano di trovare sempre un alloggio. E già in passato mi è capitato più
volte che mi sono trovato in difficoltà, e grazie all’ aiuto di San Giuliano tutto si è risolto
nel migliore dei modi.»
Il bandito che gli aveva prima rivolto la domanda gliene fece un’altra: «E stamattina le
avete recitate le preghiere?»
«Certamente» rispose Rinaldo.
Allora il bandito disse: «Pure io ho molto viaggiato, ma non ho mai recitato preghiere
per San Giuliano, bensì altre preghiere, e finora ho sempre albergato bene; vedremo
stanotte se alloggerò meglio io o voi.»
Mentre così discutevano, arrivarono in un posto buio e solitario, dove i furfanti
approfittarono

Le disavventure di messer Rinaldo da Ferrara. Novella tratta dal Decameron. IMG_0645 per assalire Rinaldo e derubarlo delle sue cose, tra cui il cavallo e i vestiti.
E mentre si allontanavano lo deridevano: «Va pure e vedi se il tuo San Giuliano questa
notte ti offrirà un buon alloggio, ché il nostro Santo ce lo darà sicuramente buono.»
Il garzone di Rinaldo, vedendo il suo padrone assalito, anziché aiutarlo scappò col
proprio cavallo e andò ad albergare pacificamente a Castel Guglielmo. 
Rinaldo, rimasto mezzo nudo, scalzo e senza cavallo, cercò disperatamente un ricovero
in cui trascorrere la notte senza morire di freddo, dato che stava anche nevicando forte, e tutto intorno c'era solo il bianco dei cristalli di neve.

Le disavventure di messer Rinaldo da Ferrara. Novella tratta dal Decameron. Iarna_desktop
Dopo un po’ di cammino vide Castel Guglielmo e decise di provare a chiedere ospitalità.
Ma trovò tutte le porte e finestre chiuse e i ponti levatoi alzati. Per sua fortuna trovò
vicino al castello una casa disabitata

Le disavventure di messer Rinaldo da Ferrara. Novella tratta dal Decameron. Seri-Vera__la-vecchia-casa_g sotto il cui tetto si riparò alla bene e meglio finchè non arrivasse il giorno . Triste e sconsolato, egli si risentì con San Giuliano che non l’aveva aiutato.
Ma anche stavolta il Santo stava per accorrere in suo soccorso.

Le disavventure di messer Rinaldo da Ferrara. Novella tratta dal Decameron. 462px-Piero_della_francesca%2C_san_giuliano
Nel castello del paese quella notte si trovava una vedova dal corpo e dal viso bello come nessun’altra donna Le disavventure di messer Rinaldo da Ferrara. Novella tratta dal Decameron. 971
la quale era amata perdutamente dal marchese Azzo. Costui spesso dava appuntamento alla bellissima donna in questo castello, per portarsela a letto. Ad un certo punto però arrivò un ragazzo per riferire al marchese delle brutte notizie

Le disavventure di messer Rinaldo da Ferrara. Novella tratta dal Decameron. Painting-font-b-Art-b-font-font-b-Battles-b-font-Middle-Ages-Armor-font-b che lo costrinsero ad abbandonare il castello.  La donna, delusa, decise di farsi preparare un bagno caldo, cenare e andare a dormire.
Per puro caso il bagno si trovava proprio vicino alla pensilina sotto la quale giaceva,
tremante come una foglia, Rinaldo.
Quando la vedova stava per entrare in bagnò, si accorse dei
lamenti del povero mercante; quindi chiamò la domestica e le disse: «Va fuori ai piedi di
questo muro e guarda chi c’è e cosa fa.»
La serva eseguì l’ordine della padrona, uscì dal castello e trovò Rinaldo rannicchiato nella
paglia e infreddolito. Gli domandò chi egli fosse e cosa ci facesse là, e lui le raccontò
l’increscioso fatto che gli era accaduto; dopo di che la pregò di non abbandonarlo al
freddo.
La domestica tornò e raccontò tutto alla vedova, e costei le disse di fare entrare
quell’uomo e di offrirgli cena e alloggio.
L’ancella andò da Rinaldo e lo invitò ad entrare e a farsi un bagno.

Le disavventure di messer Rinaldo da Ferrara. Novella tratta dal Decameron. Bagno-medioevoIl mercante, dopo
essersi immerso nell’acqua calda, si sentì rinato.
La vedova gli fece preparare dei vestiti, che erano del marito morto da poco tempo, i
quali gli calzavano benissimo.
Rinaldo ringraziò Iddio e San Giuliano per averlo liberato da quella che si prospettava
come una notte terribile e per avergli offerto un confortevole alloggio.
Poi la vedova domandò alla serva come stesse il pellegrino, e lei rispose che si era vestito
e che era un uomo molto bello . Allora la donna le ordinò di andarlo a chiamare.

Le disavventure di messer Rinaldo da Ferrara. Novella tratta dal Decameron. Depositphotos_59553137-stock-photo-tough-middle-aged-man
Quando la vedova vide arrivare Rinaldo, constatò che era effettivamente come lo aveva
descritto l’ancella. Lo invitò a sedersi accanto a lei davanti al fuoco e a dirle ciò che gli
era successo, e lui le raccontò tutto per filo e per segno. La donna aveva già ascoltato
qualcosa su di lui dal suo garzone, che era arrivato al castello prima, e perciò credette
immediatamente al racconto di Rinaldo, e gli disse anche come avrebbe potuto
raggiungere il garzone.
Appena la cena fu pronta, il mercante si lavò le mani e si sedette a tavola

Le disavventure di messer Rinaldo da Ferrara. Novella tratta dal Decameron. 1280px-Amsterdam_-_Rijksmuseum_1885_-_The_Gallery_of_Honour_%281st_Floor%29_-_Still_Life_with_Fruit%2C_Nuts_and_Cheese_1613_by_Floris_van_DijckEgli era un
uomo di mezza età, dal fisico alto e robusto, con un bel viso e dalle maniere affabili e
cortesi. La vedova, provando attrazione per Rinaldo, ed essendo rimasta frustrata per il
mancato incontro a letto con il marchese, carica ancora di appetito sessuale insoddisfatto
coltivò dentro sé il desiderio di fare l’amore con quest’uomo.
La vedova si consigliò con la serva se fosse il caso di vendicarsi della beffa che il
marchese le aveva arrecato, ed approfittare di quel bene che sembrava esserle stato
inviato dalla Provvidenza. La domestica, conoscendo la natura passionale della sua
padrona, assecondò la sua intenzione.
Così dopo cena la vedova si avvicinò al mercante e gli disse: «Rinaldo, perché siete così
pensoso?Le disavventure di messer Rinaldo da Ferrara. Novella tratta dal Decameron. Tristano_isotta Non credete che vi saranno restituiti il cavallo e i panni che vi sono stati sottratti? Tiratevi su col morale! Questa è casa vostra! Anzi, dirò di più: con questi panni
addosso, che erano della buon’anima di mio marito, mi sembrate proprio lui, tant’è che
questa sera mi è venuta cento volte voglia di abbracciarvi e di baciarvi, e se non avessi
temuto di darvi fastidio, di certo lo avrei fatto.»
Rinaldo, udendo queste parole e vedendo il lampeggiare degli occhi vogliosi della donna,
le si fece incontro a braccia aperte e disse: «Signora, pensando che grazie a voi io sono
ancora vivo e la brutta situazione da cui mi avete tratto fuori, mi comporterei da vero
villano se non facessi tutto ciò che è di vostro gradimento; quindi abbraccerò e bacerò
voi finché ne avrete voglia.»
La donna, cui non servivano altre parole per infuocarsi, subito si gettò tra le braccia di luiLe disavventure di messer Rinaldo da Ferrara. Novella tratta dal Decameron. 1671
e lo cominciò a stringere e baciare, e altrettanto fece lui. Quindi, alzatisi, se ne andarono
in camera da letto e, senza alcun indugio, si coricarono e soddisfecero più volte le loro
voglie prima che si facesse giorno.
Giunta l’alba, la vedova diede dei panni scadenti a Rinaldo, gli diede del denaro
dicendogli di tenerlo nascosto, e dopo avergli indicato la strada per raggiungere il suo garzone, lo fece uscire da una porta secondaria del castello.
Quindi Rinaldo rientrò nel castello dalla porta principale, fingendo di tornare da un
lungo viaggio. E qui egli ritrovò il suo garzone, (che venne adeguatamente punito).
Nel frattempo i due furfanti erano stati acciuffati per un altro colpo da loro commesso e
furono condotti proprio a Castel Guglielmo e, dopo la loro confessione, Rinaldo poté
recuperare le cose che gli erano state rubate. Per la qual cosa egli, dopo aver ringraziato
Iddio, San Giuliano, e la  bellissima vedova ( e ci mancherebbe ) ,rimontò sul proprio cavallo e tornò a casa nella sua amata Ferrara.

Le disavventure di messer Rinaldo da Ferrara. Novella tratta dal Decameron. A1b7d0751363ec732627779e3ce40a89
...
E così a conclusione di questa novella e di questa giornata che oramai volge al termine , mentre Neifile ci canterà con soave voce una canzone, noi balleremo il saltarello e la farandola al magico suono del liuto di Panfilo. Così decido io, Filomena, Regina di questo giorno.
Le disavventure di messer Rinaldo da Ferrara. Novella tratta dal Decameron. Decamerone
****

Anche questa novella, come molte delle altre tratte dal Decameron, ha un lieto fine.
E' bella questa opera del Boccaccio. Adatta a ogni età.
Alla prossima.
Samael
Samael

Messaggi : 360
Data d'iscrizione : 30.08.18
Località : Verona

Torna in alto Andare in basso

Le disavventure di messer Rinaldo da Ferrara. Novella tratta dal Decameron. Empty QUARTA GIORNATA DEL DECAMERON:I FRATELLI DI LISABETTA UCCIDONO L'AMANTE DI LEI, CHE LE APPARE IN SOGNO.

Messaggio Da tessa il Mer Feb 27, 2019 10:14 pm

Iinizia la quarta giornata del Decameron,
sotto il reggimento di Filòstrato
e si ragiona di coloro
i cui amori
ebbero infelice fine.

Il capolavoro della giornata è l'idillio voluttuoso della folle Lisabetta. La bellissima novella, in cui anche i particolari più macabri sfumano, nacque da un canto popolare e ispirò un poemetto di John Keat: Isabel or the pot of basil (Isabella, ovvero il vaso di basilico).

A raccontare è Filomena.

A Messina vivevano tre giovani fratelli, mercanti, e il padre era di San Gimignano. Avevano una bellissima sorella, Lisabetta,  che non era ancora maritata. In un loro fondaco viveva un giovanotto pisano, di nome Lorenzo, assai bello di persona, che guardò spesso Lisabetta e fu ricambiato da costei. Egli allontanò da lui tutti gli altri innamoramenti e si concentrò su di lei, ricambiato. Accadde che il maggore dei fratelli, una notte,  si accorse di ciò che accadeva e al mattino si confidò con gli altri due e  tutti decisero di far andare avanti la storia, come se non sapessero nulla, e poi di togliere di mezzo questa vergogna. E così un giorno, scherzando e ridendo, chiesero a Lorenzo di accompagnarli fuori città, egli andò senza presagire nulla, e lo uccisero e seppellirono in un luogo isolato. Non tornando Lorenzo più, Lisabetta si struggeva e chiedeva spesso ai fratelli quando sarebbe tornato, essi risaposero che se avesse insistito a chiedere non avrebbe mai saputo dove fosse ma se avesse taciuto prima o poi glielo avrebbero detto. Lisabetta passò la notte piangendo e striggendosì finchè Lorenzo le venne in sogno e le indicò il posto dove era stato sepolto. La fanciulla si recò lì il giorno dopo, con una fantesca, trovò la terra smossa, scavò e vide l'amato Lorenzo, non potendo portarlo tutto a casa, ne spiccò la testa, ancora intatta, la avvolse in un drappo nero e la mise in un vaso di basilico, ove si recava a piangere notte e giorno. I vicini si accorsero che la fanciulla piangeva e era oramai di una bellezza guasta e avvertirono i fratelli, che tolsero a Lisabetta il vaso di basilico. Ella continuava a chiedere la restituzione del vaso e loro vollero vedere cosa ci fosse dentro e videro la testa di Lorenzo ben conservata. Al che la seppellirono e per paura di conseguenze nefaste si trasferirono a Napoli. La povera Lisabetta, rimasta anche senza il vaso di basilico, ne morì.

Non so se Samael vorrà aggiungere qualche immagine, egli ha carattere più gioviale, io sono più romantica e tenebrosa.
tessa
tessa

Messaggi : 1043
Data d'iscrizione : 30.07.13

Torna in alto Andare in basso

Le disavventure di messer Rinaldo da Ferrara. Novella tratta dal Decameron. Empty Re: Le disavventure di messer Rinaldo da Ferrara. Novella tratta dal Decameron.

Messaggio Da Samael il Gio Feb 28, 2019 6:39 am

tessa ha scritto:Iinizia la quarta giornata del Decameron,
sotto il reggimento di Filòstrato
e si ragiona di coloro
i cui amori
ebbero infelice fine.

Il capolavoro della giornata è l'idillio voluttuoso della folle Lisabetta. La bellissima novella, in cui anche i particolari più macabri sfumano, nacque da un canto popolare e ispirò un poemetto di John Keat: Isabel or the pot of basil (Isabella, ovvero il vaso di basilico).Le disavventure di messer Rinaldo da Ferrara. Novella tratta dal Decameron. Lisabetta+da+Messina

A raccontare è FilomenaLe disavventure di messer Rinaldo da Ferrara. Novella tratta dal Decameron. Decamerone-seconda-giornata

A Messina vivevano tre giovani fratelli, mercanti, e il padre era di San Gimignano. Avevano una bellissima sorella, Lisabetta,  che non era ancora maritata. In un loro fondaco viveva un giovanotto pisano, di nome Lorenzo, assai bello di persona, che guardò spesso Lisabetta e fu ricambiato da costei. Egli allontanò da lui tutti gli altri innamoramenti Le disavventure di messer Rinaldo da Ferrara. Novella tratta dal Decameron. Boccaccioe si concentrò su di lei, ricambiato. Accadde che il maggiore dei fratelli, una notte,  si accorse di ciò che accadeva e al mattino si confidò con gli altri due e  tutti decisero di far andare avanti la storia, come se non sapessero nulla, e poi di togliere di mezzo questa vergogna. E così un giorno, scherzando e ridendo, chiesero a Lorenzo di accompagnarli fuori città, egli andò senza presagire nulla e lo uccisero e seppellironoLe disavventure di messer Rinaldo da Ferrara. Novella tratta dal Decameron. Screenshot_2 in un luogo isolato. Non tornando Lorenzo più, Lisabetta si struggeva e chiedeva spesso ai fratelli quando sarebbe tornato, essi risposero che se avesse insistito a chiedere non avrebbe mai saputo dove fosse ma se avesse taciuto prima o poi glielo avrebbero detto. Lisabetta passò la notte piangendo e struggendosì finchè Lorenzo le venne in sognoLe disavventure di messer Rinaldo da Ferrara. Novella tratta dal Decameron. Lorenzo-and-isabella e le indicò il posto dove era stato sepolto. La fanciulla si recò lì il giorno dopo, con una fantesca, trovò la terra smossa, scavò e vide l'amato Lorenzo, non potendo portarlo tutto a casa, ne spiccò la testa, ancora intatta,Le disavventure di messer Rinaldo da Ferrara. Novella tratta dal Decameron. 2Q== la avvolse in un drappo nero e la mise in un vaso di basilicoLe disavventure di messer Rinaldo da Ferrara. Novella tratta dal Decameron. Lisabetta-messina-sconfitta
dove si recava a piangere notte e giorno. I vicini si accorsero che la fanciulla piangeva e era oramai di una bellezza guasta e avvertirono i fratelli, che tolsero a Lisabetta il vaso di basilico.Le disavventure di messer Rinaldo da Ferrara. Novella tratta dal Decameron. Meacci_Isabella Ella continuava a chiedere la restituzione del vaso e loro vollero vedere cosa ci fosse dentro e videro la testa di Lorenzo ben conservata. Al che la seppellirono e per paura di conseguenze nefaste si trasferirono a Napoli. La povera Lisabetta, rimasta anche senza il vaso di basilico, ne morì. Le disavventure di messer Rinaldo da Ferrara. Novella tratta dal Decameron. Jpg_lisabettapetitsans_titre_3Le disavventure di messer Rinaldo da Ferrara. Novella tratta dal Decameron. Romeo_e_giulietta_05

Non so se Samael vorrà aggiungere qualche immagine, egli ha carattere più gioviale, io sono più romantica e tenebrosa.
Ecco, tessa, ho aggiunto qualche immagine. Spero ti piacciano e che ovviamente siano gradite a chi ti legge.
Anche questa novella è molto piacevole.
Purtroppo di amori contrastati ne è piena la storia.
Samael
Samael

Messaggi : 360
Data d'iscrizione : 30.08.18
Località : Verona

Torna in alto Andare in basso

Le disavventure di messer Rinaldo da Ferrara. Novella tratta dal Decameron. Empty Re: Le disavventure di messer Rinaldo da Ferrara. Novella tratta dal Decameron.

Messaggio Da Contenuto sponsorizzato


Contenuto sponsorizzato


Torna in alto Andare in basso

Torna in alto


 
Permessi di questa sezione del forum:
Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum