Una piazza e una storia.

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Messaggio Da Samael il Dom Feb 03, 2019 4:16 pm

Allora ( si, lo so, che non si deve iniziare una frase con una congiunzione e che sicuramente ci sarà qualcuno Una piazza e una storia. 2640052933 che avrà da ridire, però ho fatto lo scientifico e non il classico ed ero pure abbastanza somaro...), dicevo quindi... allora tutto ha avuto inizio, come per tutti inizia, ovvero con la mia nascita.
Sono nato a Bolzano nel lontano 1978, da madre bolzanina e da padre veronese. Ci sono rimasto sino all'età di tre anni compiuti. Ho un fratello, sei anni più vecchio di me, pure lui è nato a Bolzano.
Mio padre lavorava in ferrovia, era capostazione. 
Queste sono mere premesse per dare un senso alla storia che segue.
Quando ebbi quei famosi tre anni di cui dicevo, papà riuscì ad avere il trasferimento e ritornare alla sua città di nascita. Mia madre non ha mai fatto problemi, almeno credo, e così tutti ci trasferimmo in una villetta di via Sirtori - Borgo Trento, Verona, dove ancora abito.
Vabbè, poi come tutti: infanzia, adolescenza, scuole varie e via così. Purtroppo (davvero purtroppo), quando avevo da poco finito le superiori, fatto l'obiettore di coscienza presso una cooperativa sociale, e mi stavo per iscrivere all'università, i miei ebbero uno stramaledetto incidente, e il maledetto destino ha voluto che li perdessi entrambi. Morirono sul colpo. (Tralascio le dinamiche dell'accaduto, comunque non era colpa loro).
In quella casa, triste, rimanemmo mio fratello ed io, con lui che mi fece non solo da "padre e madre" ma anche mi aiutò finanziariamente.
I rapporti con mio fratello non sono mai stati dei migliori. Lui benvoluto sin da piccolo, bravo e diligente, dopo la laurea in economia e commercio si mise in politica e poi è finito a fare il direttore di una filiale di banca.
Io ero un pò la pecora nera e spesso i miei mi "sopportavano".
Eravamo rimasti che stavo per iscrivermi all'università.
Beh... mi sono iscritto, ho fatto Filosofia a Padova, e mi solo laureato con un 100\110.
Ma, e allora (adesso ci sta) direte voi, che c'entra la piazza del titolo? Dov'è?
Torniamo al momento dell'iscrizione, quindi io voglio iscrivermi a Filosofia, ma mio fratello non ne vuol sapere, dice che è una laurea inutile, e che non mi darà mai da mangiare. E visto che deve pagare lui, avendo avuto la gestione finanziaria famigliare alle morte dei miei (era stato il Notaio, dopo l'incidente, e tutte le trattative con le assicurazioni... vabbè non mi dilungo) non ne vuol assolutamente sapere.
Andrai a finire a fare il pezzente in Piazza Walther a Bolzano...
Perchè poi gli sia venuta in mente Piazza Walther a Bolzano, questo non l'ho mai saputo, nè capito. Però quelle furono proprio le sue parole.
Finirai a fare il barbone in Piazza Walther a Bolzano! Ma io me la ridevo, mica mi interessava quello che diceva, alla fine l'università me l'ha pagata lui. Anche se io un pò ho contribuito. Ho sempre fatto lavoretti, sin da piccoletto, per avere qualche soldo in tasca, cameriere, aiuto barista, nei campeggi del lago di Garda d'estate, anche l'operaio in una fabbrica di sottaceti. 
Torniamo alla piazza, perchè Piazza Walther? Perchè è una delle piazze più belle d'Europa e in assoluto la più bella di Bolzano. Forse per quello gli venuta in mente.
E' considerata il salotto urbano della città, una piazza storica che prende il nome dal poeta lirico (o minnesinghero) del XIII secolo Walter von der Vogelweide, la cui statua è nel centro della piazza. E' la zona del passeggio della Bolzano "bene", piena di negozi, di locali bellissimi, e piena di turisti nel periodo dei mercatini di Natale.
Mica lo vedi un barbone seduto su di una panchina, neanche pagarlo a peso d'oro...
Credo fosse una metafora, nel senso che io andavo a fare il pezzente in mezzo alla gente piena di soldi. Uno straccione, perchè facendo filosofia mai avrei trovato lavoro, e sarei sempre stato un poveraccio.
Alla fine non è andata proprio così. 
Non faccio il filosofo, magari potessi, mi piacerebbe da morire. Ma un buon lavoro ce l'ho, senza ringraziare nessuno (o la politica), e Nietzsche, Kierkegaard, o il teosofo Steiner, sono sempre con me, e me li porto nel cuore.
Tutto qua, niente di più.
Se andate a Bolzano, passateci per quella piazza. Ne vale la pena.
Samael
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