Mendeleev, il padre dell’opera che nel 2019 compie 150 anni: la tavola periodica degli elementi

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Messaggio Da Verci il Sab Gen 26, 2019 5:44 am

Mendeleev, il padre dell’opera che nel 2019 compie 150 anni: la tavola periodica degli elementi 2Q==



Lunedì 21 gennaio 2019, abbiamo passato la giornata in compagnia non solo della retoica del Blue Monday, ma anche della gaffe del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (il MIUR). Nel lancio online della XXVIII Settimana della Cultura Scientifica e Tecnologica, settimana che si pone "l'obiettivo di mobilitare tutte le competenze e le energie del Paese per favorire la più capillare diffusione di una solida e critica cultura tecnico-scientifica", si leggono tre tematiche di lavoro suggerite dal MIUR, di cui, subito, una è saltata all’occhio a causa di un errore (ora corretto sulla pagina web del MIUR). È il suggerimento numero due che recitava: “la tavola degli elementi di Mendel, questa sconosciuta: la sistematicità del reale”. Certo, una tavola molto sconosciuta dal momento che di Mendel, quel Gregor Mendel passato alla storia per gli studi sulla genetica e i caratteri ereditari, proprio non si tratta. Si tratta invece della tavola periodica degli elementi del chimico russo Dmitrij Ivanovič Mendeleev, a cui l’UNESCO ha dedicato il 2019, anno in cui la tavola di Mendeleev compie 150 anni. 

Ma chi era quindi questo Mendeleev? E perché la sua tavola periodica degli elementi è considerata un capolavoro al punto da dedicarle un anno internazionale? Ne abbiamo parlato con Marco Ciardi, professore in Storia della scienza e delle tecniche all’Università di Bologna, membro del Comitato Direttivo del CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze), fondato da Piero Angela nel 1989, e autore del libro Il segreto degli elementi. Mendeleev e l'invenzione del Sistema Periodico che uscirà a metà febbraio 2019 nella collana Microscopi edita da Hoepli.


Mendeleev, il padre dell’opera che nel 2019 compie 150 anni: la tavola periodica degli elementi Screenshot_miur



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Dmitrij Mendeleev è stato un grande scienziato ma anche un grande pensatore, uno scienziato moderno, un illuminista del suo tempo. E tra l’altro raramente si parla di quanto l’opera di Mendeleev e la sua tavola siano debitrici verso l’Italia
Marco Ciardi

Innanzi tutto la tavola periodica degli elementi è la classificazione degli elementi chimici secondo il loro numero atomico e il numero degli elettroni negli orbitali atomici, un sistema di classificazione che oggi conta 118 elementi chimici e quello attuale si è sviluppato dalla proposta avanzata proprio da Dmitrij Ivanovič Mendeleev. 


Mendeleev, il padre dell’opera che nel 2019 compie 150 anni: la tavola periodica degli elementi Tavola_periodica_118


Mendeleev nacque in Siberia nel 1834 e poi, per volere della madre che cercava di garantire una formazione migliore possibile al figlio, si trasferì prima a Mosca e poi a San Pietroburgo. Lì, nel 1850, entro nel Grande Istituto Pedagogico dove si laureò. Dopo la laurea si ammalò di tubercolosi e, tornato in salute, nel 1862 sposò Feozva Nikitichna Leshcheva su spinta della sorella. Questo matrimonio gli diede due figli ma da subito non fu unione felice, tant’è che nel 1881 Dimitrij e Feoza divorziarono. Nel frattempo Mendeleev si era innamorato della giovanissima Anna Ivanovna Popova e voleva sposarla. La famiglia di lei, però, non ne voleva sapere e mandò Anna a studiare a Roma, impedimento che non fermò Dimitrij, il quale, raggiunta la ragazza nella capitale italiana, la sposò proprio qui. 

Un legame tra Mendeleev e l’Italia lo troviamo quindi già nella sua vita privata, ma lo scienziato russo è molto legato al nostro Paese soprattutto per il suo lavoro scientifico, e in particolare è molto legato al chimico italiano Stanislao Cannizzaro. Mendeleev e Cannizzaro si incontrarono al Congresso di Karlsruhe del 1860, dove Mendeleev era uno dei due giovani, insieme a Aleksandr Porfir'evič Borodin (chimico ma anche famoso compositore russo), della delegazione russa presente al congresso. 

I due giovani russi rimasero molto impressionati da quanto sosteneva Cannizzaro in quell’occasione in merito alle distinzioni tra atomi e molecole. In quel periodo infatti, nonostante gli importanti contributi di John Dalton e Amedeo Avogadro, non tutti erano ancora convinti dell’esistenza dell’atomo e “gli sviluppi della chimica erano legati anche alle diverse visioni del mondo e della materia”, racconta Marco Ciardi.

Prima di Mendeleev, ad esempio, altri scienziati avevano proposto sistemi di classificazione degli elementi chimici basati per lo più su raggruppamenti degli elementi secondo le loro proprietà, criteri che però, secondo Dimitrij, portavano fuori strada. O ancora c’era William Prout con la sua teoria secondo la quale tutti gli elementi erano riconducibili a una sola materia e nello specifico erano “multipli” dell’elemento idrogeno. Quindi a volte le teorie avanzate in campo scientifico potevano trovarsi a lavorare su piani epistemologici diversi.

Come è accaduto anche nel complesso rapporto tra Mendeleev e Julius Lothar Meyer. Il 1 marzo (17 febbraio nel calendario russo) del 1869 Mendeleev propose una classificazione di 63 elementi basata esclusivamente sul loro peso atomico. Anche Meyer, indipendentemente da Mendeleev, stava lavorando allo sviluppo di una tavola periodica degli elementi e poco tempo dopo ne propose una simile a quella del chimico russo.

“Per questo alcuni tendono ad attribuire a entrambi la paternità della scoperta. – racconta Marco Ciardi – Ma nella celebre Faraday Lecture del 1889 Mendeleev pensa che quello di Meyer sia uno sviluppo del suo lavoro che consente di comprendere meglio certe proprietà fisiche dei corpi. Il problema è, però - ancora una volta - non solo tecnico, ma relativo alle visione del mondo e della materia. Meyer è una sostenitore della teoria della "materia unica" di Prout, e quindi non è convinto di lavorare su elementi stabili e definiti, usa i volumi atomici e non i pesi. Insomma i due, pur partendo da un punto di riferimento unico (anche Meyer era al Congresso di Karlsruhe e si entusiasmò per la proposta di Cannizzaro), alla fine lavorano su due piani epistemologici diversi.”


Mendeleev, il padre dell’opera che nel 2019 compie 150 anni: la tavola periodica degli elementi Tavola_mendeleev_1969
La tavola periodica degli elementi proposta da Mendeleev nel 1869



La tavola di Mendeleev ricevette grande riconoscimento e consenso anche per un’altra grande novità. Oltre al ruolo del peso atomico, Mendeleev lasciò degli spazi vuoti nella sua tavola, spazi per nuovi elementi chimici e le sue predizioni furono così ben formulate che gli elementi chimici scoperti successivamente andarono ad occupare proprio gli spazi da lui previsti. 

Da qui emerge il ruolo della predizione e dell’evoluzione nella scienza che caratterizza il lavoro di Mendeleev, a cui si aggiunge l’importanza che lo scienziato alrapporto tra scienza e tecnologia. “Mendeleev infatti” – racconta Ciardi – “ha sempre sostenuto che scienza e tecnologia non sono scollegate e che la scienza comunque non può andare avanti senza i finanziamenti. Ma per avere i finanziamenti ci vuole un’economia che funzioni in un certo modo. Mendeleev non era quindi insensibile al problema dello sviluppo industriale che caratterizzava proprio gli anni ’50-’60 del 1800, gli anni delle riforme con Alessandro II di Russia, anni in cui c’era il tentativo di costruire una sorta di illuminismo”. Mendeleev amava anche il filosofo Immanuel Kant al punto che, riferendosi alla celebre conclusione della Critica della ragion pratica “[…] il cielo stellato sopra di me, e la legge morale dentro di me.” definisce la sua opera, la legge periodica degli elementi, come il punto di mezzo tra queste due cose.

Sono state quindi la visione del mondo e della materia, il ruolo della predizione e dell’evoluzione nella scienza, insieme al ruolo della relazione tra il progresso scientifico, la tecnologia e le riforme industriali e della società, a rendere Mendeleev il padre della tavola periodica degli elementi attuale. Una figura che da qualche giorno ha un legame in più con l’Italia, ma che in questo 2019 celebreremo per la sua grande opera scientifica e come lo scienziato moderno che è stato.



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Messaggio Da tessa il Ven Feb 01, 2019 12:43 am

Quanti ricordi legati alla tavola periodica degli elementi di Mendeleyev.
Io non la conoscevo, ero in 2a liceo classico, e fu per me una vera rivelazione. Premetto che fin dalle medie avevo incontrato persone che non capivano assolutamente niente di matematica, nei compiti in classe io mettevo il foglo del compito in mezzo così la compagna di banco poteva copiare. Tanto che mi costava. E allora ricordo che ci mandarono per supplente una professoressa terribile che mi disse, perchè metti il compito in mezzo per farlo copiare? Così non aiuti la tua compagna, così non andrà mai avanti nella vita ( sapesse quanto si sbagliava...si sposò, sistemò, insomma le solite cose) e mi presi un cazziatone che ancora ricordo, ci mancava solo che mi mettesse una nota. Ma quella, poverina, non solo copiava, ma non sapeva manco che copiava, e io non potevo controllare se copiava bene o male, allora un giorno la profe mandò la mia amica a fare espressioni alla lavagna, poveri noi, non ne azzeccò manco una, poi mandò me e le feci tutte bene, la profe fa, ma che credi che non avevo capito chi era quella brava tra voi due? Tornò la titolare e la supplente se ne andò. Arriviamo in 2a liceo con la tabella di Mendeleyev, e sappiamo che c'è una nuova insegnante di Scienze, era proprio questa, che mi riconosce subito facendo l'appello e dice tu sei quella che faceva copiare in 2a media e ora ti ritrovo in 2a liceo classico... Come vedi tu stai qua e l'altra chissà dov'è finita...e che ne sapevo, io? E iniziò a parlare di questa tabella, che mi affascino' molto, e la volta successiva cominciò ad interrogare su peso atomico, numero atomico, apriti cielo, le stronzate, le scemenze, tutti avevano capito fischi per fiaschi, e lei aveva spiegato bene che la prima parte della tabella era dei metalli, e la 2a dei non-metalli, e ci chiedeva cosa volesse dire, ne interrogò quattro, niente da fare, li cacciò, ne chiamo' altri quattro, niente, acqua da tutte le parti, lei era rossa in viso e si doveva anche sposare, dico dentro di me, poveretta, ora le viene un infarto e non si sposa più, mai farò l'insegnante nella mia vita..., alla fine chiama me e mi ripete la domanda, rispondo che metallo significa avere la tendenza a cedere elettroni, non metallo significa avere la tendenza ad acquistarli...sembra calmarsi un po',  mi manda a posto tutta avvelenata e dice, non crediate che questa poveraccia stia qua a tamponare tutte le vostre falle ( avesse saputo bene quante fossero...), finchè non imparate a perfezione la tabella non si va avanti, poi passeremo ai legami chimici..., ahainoi, pensavo...
E così la tabella mi ha ricordato non solo la fatica di Mendeleyev ma anche quella di Borodin, non solo chimico ma anche medico e musicista russo che collaborò per la tabella periodica.
Borodin studiò il ciclo dell'urea che fu il primo ad essere ben compreso.
Gli animali si suddividono, a seconda di come eliminino l'ammoniaca, in

a) Ammoniotelici ( i pesci, hanno tutto il mare, l'ammoniaca è tossica)
b) Uricotelici
c) Ureotelici, e cioè noi, eliminimo l'ammoniaca come urea, è un ciclo endergonico, cioè che ha bisogno di energia, e che avviene nel fegato, si chiama ciclo di Krebs _Henseleit, potevano aggiungere anche il nome di Borodin, che aprì anche la scuola di Medicina alle donne a San Pietroburgo.

Ricordi si sono accavallati, direi anche piacevolmete, grazie al numero atomico, al peso atomico, agli orbitali atomici, poi c'erano quelli specializzati ad inventare la storia, se eravamo nell'anno 1000 li chiamavasno tutti Ottone e ci ricamavano sopra  storie inventate, se eravamo nel' 500 c'erano gli Ugonotti e tutti ad inventarsi storie di Ugonotti sgozzati e morti ammazzati.
Comunque non fu un periodo felice, quando mai, si studiava troppo,
il massimo dell'ilarità si raggiungeva allorchè l'insegnante faceva leggere in metrica in greco un pezzo dell'Odissea al malcapitato, accenti, spiriti, piedi si mescolavano, non si capiva più niente, se così declamavano gli antichi aedi e rapsodi sarebbero stati tutti decapitati e impiccati a testa in giù, senza pietà.
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Messaggio Da Verci il Ven Feb 01, 2019 7:42 am

Grazie Tessa, per il bellissimo ritratto dei tempi di scuola. 
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Messaggio Da Erasmus il Mar Feb 05, 2019 3:44 am

tessa ha scritto:Quanti ricordi legati alla tavola periodica degli elementi di Mendeleev.
Io non la conoscevo, ero in 2a liceo classico, e fu per me una vera rivelazione.
No Tessa. Non facevi la 2ª Liceo classico, bensì la 1ª. Mendeleev, il padre dell’opera che nel 2019 compie 150 anni: la tavola periodica degli elementi Wink
Vedi Tessa: Anche tempo fa – a proposito della "poesia" che mi rifiutavo di credere scritta da un bimbo di 8 anni – volevo farti notare che i ricordi a volte possono essere sfumati; e addirittura "bugiardi" nel senso che ci sentiamo sicuri di qualcosa – disposti a giurare che è così come affermiamo – quando invece storicamente quel qualcosa non è stato come noi lo ricordiamo!
[Ti avevo anche scritto qualcosa in proposito ... ma chissà per quale errore di manovra l'ho perduto prima di inviartelo].

Al Liceo Classico (che anch'io ho fatto, e che han fatto anche due dei miei tre figli – mentre un terzo [o meglio: la figlia di mezzo] dopo la 5ª Ginnasio è passata alle Magistrali – ) la Chimica è il clou del programma di Scienze della 1ª (che, seguendo il biennio 4ª e 5ª Ginnasio, è il terzo anno delle "superiori"). E naturalmente il sistema periodico degli "elementi" (con l'appoggio proprio sulla "tavola di Meleleev") è uno degli argomenti principali dello studio organico della struttura sub-microscopica della materia.
In seconda Liceo classico, invece, il clou del programma di Scienze era lo studio della "vita": cenni di botanica, di zoologia e sopratutto di anatomia e fisiologia umana. [Però, almeno ai miei tempi – ma non sono sicuro che sia stato ancora così per i miei figli – in 2ª si studiavano anche "cenni di Mineralogia" (e soprattutto di "cristallografia").
In 3ª, invece, il programma di Scienze verteva sulla "geografia fisica" (con una premessa di astronomia ricca di nozioni ma poco approfondita).

P.S.
Tessa: se hai conservato i libri di scuola, prova a verificare dove sta la "Tabella periodica degli Elementi" (alias "Tabella di Mendeleev")
––––––––––
Ringrazio Verci per aver aperto questo "notevole" topic (notevole in senso storico oltreché scientifico).
Ciao Tessa
Ciao Verci
Ciao a tutti


Ultima modifica di Erasmus il Mar Feb 05, 2019 3:08 pm, modificato 2 volte

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Messaggio Da Erasmus il Mar Feb 05, 2019 4:15 am

Verci ha scritto:[ [...] la gaffe del Ministero dell’Istruzione,[...] (il MIUR) [...]
[...] un errore (ora corretto) sulla pagina web del MIUR). [...]
[...]tavola degli elementi di Mendel, questa sconosciuta [...]
Metto le mani avanti chiedendo scusa per la mia ignoranza sulla composizione del nostro governo.
["Sconosciuta" certamente all'autore della stessa postilla (per altro assolutamente superflua), non certo ai milioni di italiani che hanno proseguito gli studi dopo la media inferiore].
Di grazia, Verci, –o chi altro sa rispondermi – : «Come si chiama (o si chiamava) il ministro del MIUR all'atto dell'errore di scambiare Mendeleev con Mendel?»

Grazie per l'attenzione.
-------------
NB "Mendeleev" (in russo Менделе́ев) si pronuncia "Mendeléièv" (penultima "e" acuta, ultima "e" grave, accento tonico sull'ultima sillaba)
–––––––
Cioa ciao.


Ultima modifica di Erasmus il Mar Feb 05, 2019 3:13 pm, modificato 1 volta

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Messaggio Da tessa il Mar Feb 05, 2019 7:15 am

Sf
Erasmus,
Il mio non voleva essere un elenco puntiglioso sui programmi ministeriali scolastici.Bene, quindi la tabella di Mendeleyev è della 1a liceo classico, ricordo poi la sintesi proteica del
2' liceo (sfacchinata che mi permise di non aprire quasi libro  al 1' anno di università ) e ricordo benissimo la cristallografia, già fatta in 3a media , avevo una cassetta con tutti minerali dentro. Si, ricordo che la profe di scienze ci perseguitava con le valenze chimiche, anche in corridoio quando ci incontrava, per questo  le so ancora. Ricordo la geografia astronomica, i transiti di Venere,quasi quasi c erano più materie scientifiche  che greco. Ma io volevo scrivere più che altro un raccontino di quegli anni di scuola, tutto qui.
P.S. La barzelletta della "tavola di Mendel" è davvero unica, no, non è stato un lapsus, solo ignoranza pura. Ce li vedi questi che governano che si sono messi là a studiare tutti i piselli lisci e rugosi di Mendel con le leggi dell'ereditarietà scoperte? Ma quando mai...Poveri noi...
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Messaggio Da Verci il Gio Feb 07, 2019 9:33 am

Erasmus ha scritto:
Di grazia, Verci, –o chi altro sa rispondermi – : «Come si chiama (o si chiamava)  il ministro del MIUR all'atto dell'errore di scambiare Mendeleev con Mendel?»

Grazie per l'attenzione.

Ciao Erasmus. Ecco le notizie sul ministro (dal sito del MIUR)... Ah, dimenticavo: non iscritto alla Lega Nord, ma di area leghista. Se vuoi sapere qualcosa di più, leggiti questo articolo del Fatto Quotidiano:  LINK
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Il Ministro

Marco Bussetti è nato a Varese il 28 maggio 1962.

È laureato in Scienze e Tecniche delle attività motorie presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

Il suo percorso professionale è strettamente legato al mondo dell’istruzione e della formazione.

Dal 2014 ha ricoperto il ruolo di dirigente dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia nell’Ambito Territoriale di Milano e Città metropolitana. In precedenza è stato dirigente reggente dell’Ambito Territoriale di Monza.

Dal 2008 al 2014, sempre in Lombardia, ha svolto la funzione di dirigente tecnico. È stato dirigente reggente presso l’Ufficio V dell’Ufficio scolastico lombardo, occupandosi della gestione delle scuole paritarie.

Ha inoltre presieduto l’organo di garanzia regionale lombardo per la scuola secondaria di I grado.

Ha ricoperto incarichi di docenza presso alcuni atenei, fra cui l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, l’Università degli Studi di Milano e l’Università degli Studi di Pavia.

Ha collaborato con la Direzione Generale per lo Studente, l’Integrazione e la Partecipazione del MIUR, come membro di diversi gruppi di lavoro.

Nel 2010 ha fatto parte della Commissione Ministeriale che si è occupata dell’elaborazione delle Indicazioni Nazionali per i percorsi liceali.

È autore di diverse pubblicazioni su temi relativi al mondo della scuola.

Dal 1° giugno 2018 è Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.
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Messaggio Da tessa il Gio Feb 07, 2019 6:48 pm

Hai visto s'è fatto un nome ...chi più asino di lui... Potevano mettercene uno meno pirla, come dite voi al Nord..., tutti i ministri dell istruzione fanno a gara tra di loro su chi è più asino.
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Messaggio Da Erasmus il Ven Feb 08, 2019 7:26 am

Grazie Verci!
Ma nel frattempo ero andato a scovare "Cu fusse" 'sto ministro dell'Istruzione, delle Università nonché della Ricerca che confonde Mendel con Mendeleev. E ho poi trovato parecchie informazioni su di lui.
tessa ha scritto:Hai visto s'è fatto un nome ...chi più asino di lui... Potevano mettercene uno meno pirla, come dite voi al Nord..., tutti i ministri dell istruzione fanno a gara tra di loro su chi è più asino.
Magari asino non è nell'ambito di quella che è stata la sua formazione e la sua professionalità!
Laureato in scienze motorie si è poi occupato di istruzione sempre e solo a riguardo di ginnastica e attività sportiva, E' stato anche asllenatore di una squadretta di basket. Poi (ancora abbastanza giovane) ha abbandonato la scuola finendo a fare il burtocrate in un Provveditorato (sempre ie solo in ambito "educazione fisica). Insomma: che vuoi che ne sappia lui di Chimica (e di "genetica"; o, peggio ancora, di storia della Chimica... ).
Comunque ... non è peggio della Gelmini che credeva che tra il CERN di Ginevra e il Laboratori di Fisica sotto il Gran Sasso ci fosse un tunnel perfettamente rettilineo in cui infilare i neutrini per vedere quanto corrono (e se corrono o no veloci come la luce ... e forse anche di più).

In compenso, però, abbiamo Lino Banfi che rappresenta l'Italia all'Unesco. Anche lui molto dotto in materie scientifiche, avendo recitato per quaran'anni in film "puttanate" (detti eufemisticamente di genere "commedia sexy all'italiana").
Una volta ho sentito alla TV Lino Banfi (abbastanza recentemente, quindi dopo la sua "conversione" a personaggio "buono" di fiction strappalacrime) vantarsi di essere andato la prima volta in una casa di tolleranza il giorno stesso che compiva 18 anni (quindi ... nel luglio del 1954); e data la sua "tempestività" nel'usufruire dell'acquisizione del nuovo diritto ...si è visto offrire pure un "servizio gratuito".
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Ciao Verci
Ciao Tessa
Ciao a tutti

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Messaggio Da tessa il Ven Feb 08, 2019 11:47 am

Erasmus,
ah, non mi parlare della Gelmini...certi miei amici mi hanno anche deriso per questa ministra. Dunque si parla del tunnel per i neutrini, e io dico, non me lo sarei mai aspettato da lei, viene celebrata per i suoi quaderni tutti ordinati, con cornicette di fiorellini e pupazzetti vari, davvero una delusione. Gli amici mi dicono che comunque è stata più brava di me, in certe cose, perchè lei è ministro e io no, un altro si prodiga e dice che è stata istruita a kong Kong da Madame Liu Liu dove ha appreso le tecniche per soddisfare ministri vari, anche quelli ciccioni, mi diedero il sito di kong-kong: presto detto e fatto, ma lo persi...
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