O.T. L'anno che verrà.

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Messaggio Da tessa il Gio Dic 27, 2018 11:05 pm

Oramai l'anno sta finendo e arriverà quello nuovo. Sta finendo nel migliore dei modi, tsunami, eruzioni vulcaniche e terremoti. Siccome siete tutti del Nord, Val di Susa, Bassano del Grappa, Verona, Trento, Modena, Vicenza, Gorizia, Trieste io direi di iniziare i festeggiamenti con un bel Canto degli Alpini.

Di quindici anni facevo all'amore:
Dàghela avanti un passo,

delizia del mio cuore.


A sedici anni ho preso marito:
Dàghela avanti un passo,
delizia del mio cuore.


A diecisette  mi son spartita,
Dàghela avanti un passo,
delizia del mio cuore...


( Speriamo che mi soccorra Samael con un bel coro bandistico, come sa ravanare nel web lui, nessuno lo sa fare).
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Messaggio Da Samael il Ven Dic 28, 2018 3:31 pm


Fu scritta nel 1858 dal compositore milanese Paolo Giorza che si ispirò ad alcuni canti popolari lombardo-piemontesi. Essendo il tema principale del canto l'invito a Vittorio Emanuele II di Savoia a fare avanti un passo, diventò quasi subito una canzone patriottica.
Alludeva al fatto che le truppe italiane dovevano scacciare via quelle austriache e viene usato il termine polenta perché la bandiera austriaca è gialla come la polenta, la "malada" che non vuole mangiar polenta rappresenta la Lombardia. Venne scritta in dialetto perché gli austriaci non ne capissero il significato.
La bella Gigogin ebbe un tale successo che le bande militari austriache avevano imparato a suonarla e quando a Magenta si trovarono di fronte i francesi, intonarono le note della canzone in segno di attacco. Il fatto divertente è che i francesi risposero col ritornello Daghela avanti un passo e quindi i due eserciti si affrontarono al suono della stessa canzone.
Secondo l'opinione di Giuseppe Fumagalli, l'autore delle parole può definirsi ignoto e quindi la canzone fu completata grazie a un mosaico di strofe di vecchi canti e canzoni popolari di varie parti d'Italia, visto che la stessa parola "Gigogin" è un termine piemontese utilizzato come diminutivo di Teresa. La canzone fu ufficialmente cantata in pubblico il 31 dicembre del 1858 nel Teatro Carcano di Milano durante un concerto offerto dalla Banda civica diretta dal maestro Gustavo Rossari. L'entusiasmo con il quale la canzone venne accolta raggiunse il delirio, al punto che la banda dovette eseguirla otto volte, segno premonitore di quello che fu l'entrata delle truppe franco-sarde nella città di Milano liberata dopo la vittoria nella battaglia di Magenta.
C'è anche da dire che nel corso della prima guerra mondiale questa canzone venne ripetutamente cantata dalle nostre truppe alpine sul Carso. 
Dice inoltre la storia, che durante quella devastante guerra di trincea, la canzone fosse cantata nel mezzo dei combattimenti dai soldati... per farsi coraggio, ...che quel misero bicchierino di grappa che passava la fureria prima di ogni grande combattimento, non serviva proprio a nulla.
E i soldati sapevano che ogni volta che arrivava la grappa sarebbero arrivate anche le bombe.
Purtroppo.


Ultima modifica di Samael il Ven Dic 28, 2018 4:30 pm, modificato 1 volta
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Messaggio Da Samael il Ven Dic 28, 2018 3:52 pm

Ma voglio mettere qualcosa di più allegro. Qualcosa che porti tanta serenità a tutti.
Il buon vecchio poeta, Lucio. Immortale.
(Vecchio, non perchè fosse vecchio, ma a Verona si dice così, quando ci si riferisce ad un caro amico, ... ciao vecio...)

L'anno che verrà.

Caro amico ti scrivo 
Così mi distraggo un po' 
E siccome sei molto lontano 
Più forte ti scriverò


Da quando sei partito 
C'è una grossa novità
L'anno vecchio è finito ormai 
Ma qualcosa ancora qui non va


Si esce poco la sera 
Compreso quando è festa 
E c'è chi ha messo dei sacchi di sabbia vicino alla finestra
E si sta senza parlare per intere settimane 
E a quelli che hanno niente da dire del tempo ne rimane


Ma la televisione ha detto che il nuovo anno 
Porterà una trasformazione 
E tutti quanti stiamo già aspettando
Sarà tre volte Natale e festa tutto il giorno 
Ogni Cristo scenderà dalla croce 
E anche gli uccelli faranno ritorno


Ci sarà da mangiare e luce tutto l'anno 
Anche i muti potranno parlare 
Mentre i sordi già lo fanno


E si farà l'amore ognuno come gli va 
Anche i preti potranno sposarsi 
Ma soltanto a un a certa età
E senza grandi disturbi qualcuno sparirà
Saranno forse i troppi furbi 
E i cretini di ogni età


Vedi caro amico cosa ti scrivo e ti dico 
E come sono contento di essere qui in questo momento
Vedi, vedi, vedi, vedi
Vedi caro amico cosa si deve inventare 
Per poter riderci sopra 
Per continuare a sperare


E se quest'anno poi passasse in un istante 
Vedi amico mio come diventa importante 
Che in questo istante ci sia anch'io


L'anno che sta arrivando tra un anno passerà
Io mi sto preparando 
È questa la novità...
Samael
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Messaggio Da Samael il Ven Dic 28, 2018 4:49 pm

... e la splendida canzone der califfo!!!!
 e mò ce piazzo pure er testo... O.T. L'anno che verrà. 1326021764 ( mi scuso per le immagini che non si muovono,  )...

Capodanno.

Già stanotte che se fa
Io nun c'ho voglia de inventamme niente
Dormirei solamente.
E lascerei le cose come stanno
Anche se è il nostro primo capodanno,
Se annamo a letto mica casca er monno.
Io dico si noi due stanotte s'addormimo
Ma che famo de strano.
No.no, l'amore nun me va
C'ho er corpo qui, ma la mia testa è altrove
Manco so bene dove,
Immagino attaccata all'altomare
Con tante idee confuse da ordinare,
Stasera nun me chiede si te amo
Perché te direi "si" pensanno a 'n aeroplano
O a quarcosa de strano
Il nostro capodanno
Sai l'artri che faranno
Sicuro brinderanno e poi se m'briacheranno
Finchè se stancheranno e a casa torneranno
Gridanno a tutto er monno
Auguri de bon anno, bon anno e poi bon anno
E se violenteranno a corpi de bon anno
Bon anno e poi bon anno,
Bon anno e poi bon anno.
La.la.la.la.la.
Già stanotte che se fa,
A me de perde tempo co' la gente
Nun me frega più niente
Pe' quanto me riguarda ho già deciso
Però nun vorrei essete de peso
Auguri de bon anno in ogni caso
Si te vai a diverti', oppure si rimani.
Se sentimo domani.
Il nostro capodanno
Sai l'artri che faranno
Sicuro brinderanno e poi se m'briacheranno
Finchè se stancheranno e a casa torneranno
Gridanno a tutto er monno
Auguri de bon anno,
Bon anno e poi bon anno
E se violenteranno a corpi de bon anno
Bon anno e poi bon anno
Bon anno e poi bon anno
Bon anno e poi bon anno
Bon anno e io m'addormo...
Samael
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