F-35 e affini

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Messaggio Da ART- il Sab Ott 05, 2013 6:20 pm

Vorrei riprendere la discussione più volte affrontata su questo argomento, possibilmente senza ripetere per l'ennesima volta la stesse cose con chi ne ho già discusso sui precedenti forum.

In particolare mi chiedo il perchè di un fenomeno strano che ho osservato: nel discutere della questione F-35 spesso cito il Typhoon, l'altro caccia in acquisizione contemporanea all'F-35, e chiedo perchè nelle contestazioni nessuno ha mai neanche fiatato contro quello. Neanche mi si dà risposta... si salta direttamente la considerazione come se non l'avessi mai scritta.

Sarà che siamo un po' troppo abituati a pensare "a comando" solo quando i media sollevano una questione e ne parlano a lungo, trascurando tutto il resto, o che altro?


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Messaggio Da animalo il Gio Ott 10, 2013 5:11 pm

Buongiorno Sig. ART. Vedo che la sua mania la porta a percorrere luoghi quasi sconosciuti, non me ne vogliano i (pochi) partecipanti di questo forum se lo definisco quasi una trappa.
Ma voglio presentarvi il Sig. ART: è lo stesso che su un forum praticamente chiuso (es-circolare rossa) presentò un filmato della nuova (nuova si fa per dire) portaerei cinese; in effetti si trattava di una obsoleta portaerei convenzionale (e quindi NON nucleare)
sovietica venduta dagli ucraini al governo cinese e successivamente riattata (ma questo il sig. ART non lo scrisse).
Infatti il governo cinese, a differenza di quello italiota che si sputtanò fior di soldoni per costruire la garabalda e la cavurra, ed ora non ha i soldi per mantenerle, preferisce spendere i soldi per le infrastrutture necessarie per modernizzare il paese.

Ma il fatto che meglio definisce lo stereotipo che il Sig. ART incarna è costituito dal sarcasmo da quattro soldi con cui equipara l'imperialismo cinese (una vecchia portaerei riattata) a quello americano (DIECI PORTAEREI NUCLEARI, con i loro gruppi di battaglia, di cui fanno parte due sottomarini nucleari, uno da attacco ed uno lanciamissili, ed altre in costruzione).

Un'altra fatto di cui il Sig. ART non parla è la prassi consolidata nelle forze armate italiche di promuovere i colonnelli alla fine della loro carriera generali: il tutto al solo fine di aumentare la loro pensione. Ho conosciuto personalmente un paio di questi generaloni da scrivania: sono palloni che si sgonfiano con la punta di uno spillo.

E se si deve parlare di sistemi d'arma avanzati e del loro costo, voglio ricordare a tutti voi l'ultimo atto di questo governo: ha venduto (o meglio derubato) per CINQUECENTO MILIONI di beni demaniali, che valgono la minchia della mia cagna, i poveri babbioni che portano i loro sudati risparmi alle poste. E tutto ciò solo per far quadrare, o falsificare, un po' i conti del bilancio annuale.

E questo viene a parlare di sistemi d'arma avanzati?

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Messaggio Da ART- il Sab Nov 16, 2013 4:49 am

lo-anima ha scritto:Buongiorno Sig. ART. Vedo che la sua mania la porta a percorrere luoghi quasi sconosciuti, non me ne vogliano i (pochi) partecipanti di questo forum se lo definisco quasi una trappa.
Ehi.. ehi, andiamoci con calma! Abbiamo così tanta fretta di farci frantumare le ossa? F-35 e affini 3897401197

lo-anima ha scritto:Ma voglio presentarvi il Sig. ART: è lo stesso che su un forum praticamente chiuso (es-circolare rossa) presentò un filmato della nuova (nuova si fa per dire) portaerei cinese; in effetti si trattava di una obsoleta portaerei convenzionale (e quindi NON nucleare)
sovietica venduta dagli ucraini al governo cinese e successivamente riattata (ma questo il sig. ART non lo scrisse).
Allora, con questo già fai vedere che ti gonfi atteggiandoti a "gallo del quartiere" ma dell'argomento non sai un cazzo.
Il video in CG mostra una portaerei che non sarà certo l'unica, infatti la seconda è stata già annunciata (questa sarà di progettazione cinese, in quanto quella attuale serve più che altro a fare esperienza con questa categoria di navi) e altre seguiranno in futuro. Riporta anche un po' di altre cosette che fanno capire quanto la Cina si stia impegnando in campo militare, come i nuovi caccia stealth J-20. Progetto cinese anche questo, anche se probabilmente con qualche aiuto russo.
I miei commenti sarcastici al video, come il video in sè, facevano capire non l'ho postato certo con l'intenzione rappresentare un documentario sull'attuale potenza militare cinese... ma quel senso di "esaltazione" che molti cinesi provano davanti ai programmi di ammodernamento e potenziamento delle forze armate cinesi, che stanno assumendo lentamente ma decisamente dimensioni e capacità rilevantissime.

lo-anima ha scritto:Infatti il governo cinese, a differenza di quello italiota che si sputtanò fior di soldoni per costruire la garabalda e la cavurra, ed ora non ha i soldi per mantenerle, preferisce spendere i soldi per le infrastrutture necessarie per modernizzare il paese.
Questo lo credi tu perchè non hai idea di quello che dici, non conoscendo l'argomento e non sapendo niente delle spese militari cinesi o italiane. Al massimo pensi di saperlo dopo aver letto qualcuna delle tante vaccate in materia che girano su Internet.
Nel caso italiano le risorse sono sufficienti a mantenere in servizio sia la Garibaldi (la quale adesso viene usata come portaelicotteri da assalto anfibio) che la Cavour con annesso gruppo aereo. Quanto alla Cina ha non da poco un programma di potenziamento e ammodernamento delle sue forze armate che neanche si sa esattamente quanti soldi impegni, dato che come quasi tutte le potenze del mondo oltre al bilancio ordinario del ministero della difesa attinge anche a sostanziosi fondi neri e/o è finanziato anche da altri ministeri. Ad ogni modo è cosa ben nota (a chi conosce l'argomento, non è il tuo caso) che la Cina sta progredendo rapidamente anche nella progettazione di sistemi d'arma complessi, cosa anche più importante delle sole dimensioni delle forze armate.

lo-anima ha scritto:Ma il fatto che meglio definisce lo stereotipo che il Sig. ART incarna è costituito dal sarcasmo da quattro soldi con cui equipara l'imperialismo cinese (una vecchia portaerei riattata) a quello americano (DIECI PORTAEREI NUCLEARI, con i loro gruppi di battaglia, di cui fanno parte due sottomarini nucleari, uno da attacco ed uno lanciamissili, ed altre in costruzione).
Come già ho specificato, e come qualunque persona con intelligenza nella media capirebbe, non avevo intenzione di fare nessun confronto fra le forze navali o armate in generale cinesi e USA, solo sottolineare ironicamente i progressi militari cinesi a chi crede che gli USA sono/rimarranno gli unici a gestire anche militarmente i loro affari lontano da casa.

lo-anima ha scritto:Un'altra fatto di cui il Sig. ART non parla è la prassi consolidata nelle forze armate italiche di promuovere i colonnelli alla fine della loro carriera generali: il tutto al solo fine di aumentare la loro pensione. Ho conosciuto personalmente un paio di questi generaloni da scrivania: sono palloni che si sgonfiano con la punta di uno spillo.

E se si deve parlare di sistemi d'arma avanzati e del loro costo, voglio ricordare a tutti voi l'ultimo atto di questo governo: ha venduto (o meglio derubato) per CINQUECENTO MILIONI di beni demaniali, che valgono la minchia della mia cagna, i poveri babbioni che portano i loro sudati risparmi alle poste. E tutto ciò solo per far quadrare, o falsificare, un po' i conti del bilancio annuale.

E questo viene a parlare di sistemi d'arma avanzati?
Se non hai intenzione di parlarne non rompere i ******** e scrivi in altri thread.
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Messaggio Da ART- il Mer Dic 25, 2013 3:11 am

Pare che il Belgio stia per ordinare fra i 35 e i 55 F-35, che avrebbe intenzione di far costruire da noi alla FACO.
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Messaggio Da Verci il Sab Gen 04, 2014 2:55 pm

Armamenti, nel 2014 niente spending review per la Difesa: spese per 5 miliardi

Cacciabombardieri, navi da guerra, blindati ed elicotteri da combattimento, cannoni, siluri, bombe, droni e satelliti spia. E' la lista della spesa che l'apparato militare italiano ha in serbo nonostante l'opposizione parlamentare e le polemiche sugli F-35. Un "investimento" che non ha a che fare con la sicurezza nazionale, ma è il costo occulto delle missioni internazionali, prima fra tutte l'Afghanistan. E dal ministro Mauro arriva soltanto un "no comment"

F-35 e affini Afghanistan-soldati-italiani_640


Generali e ammiragli brindano all’inizio di un nuovo anno di spese pazze in armamenti alla faccia della crisi. Nel 2014 la Difesa si prepara a spendere altri 5 miliardi di euro incacciabombardierinavi da guerra, blindati ed elicotteri da combattimento, cannoni, siluri, bombe, droni e satelliti spia. Impermeabili a ogni spending reviewe refrattari a qualsiasi controllo parlamentare, gli stati maggiori continuano a sentirsi intoccabili. Ma l’anno che viene potrebbe riservare loro qualche sorpresina.

Il 2013 verrà ricordato come l’anno in cui il Parlamento, pungolato dall’opposizione di Sel e Cinque stelle e facendo leva su un’articolo della riforma militare del 2012, ha osato esercitare le proprie prerogative di controllo sui programmi di riarmo della Difesa. A partire dai famigerati F35 da 150 milioni di euro l’uno, per cui le mozioni approvate da Camera e Senato il 26 giugno e 7 luglio impegnavano il governo a non procedere a nessuna “ulteriore acquisizione” in attesa delle conclusioni di un’apposita indagine conoscitiva parlamentare. Un’inaudita insolenza per i vertici militari, che hanno immediatamente reagito attraverso il Consiglio supremo di Difesa presieduto daGiorgio Napolitano lanciando un duro monito: “Niente veti del Parlamento sulle spese militari”. E infatti, incurante della volontà del Parlamento, il ministro della Difesa Mario Mauro ha continuando ad autorizzare di nascosto la firma di nuovi contratti per centinaia di milioni di euro.

IL MINISTERO: “NUOVE COMMESSE? NO COMMENT”. Il 27 settembre scorso, oltre a saldare l’ultima rata da 113 milioni dei primi 3 aerei già acquistati (e già pagati per 350 milioni di euro), è stato firmato il contratto d’acquisto definitivo di altri 3 aerei per 403 milioni (per i quali in precedenza erano stati anticipati 47 milioni). Successivamente, non è dato sapere quando, sono anche stati versati 60 milioni di anticipo per ulteriori 8 aerei (che la Difesa vuole acquistare nel 2014, anno in cui intende inoltre dare anticipi per altri 10 aerei). Quando queste informazioni di “ulteriori acquisizioni” – trapelate dagli Stati Uniti – sono state riferite in commissione Difesa, diversi parlamentari, sentitisi presi in giro, hanno chiesto immediate spiegazioni e hanno preteso di avere accesso a tutti i documenti contrattuali. Niente da fare: il ministro Mauro si è limitato a ribadire (nemmeno di persona, ma per bocca di un messaggio letto in aula il 18 ottobre dal sottosegretario all’Agricoltura…) che a suo giudizio le mozioni parlamentari “non incidono sulle politiche di acquisto già determinate”. A più riprese ilfattoquotidiano.it ha chiesto alla Difesa dettagli sull’avanzamento dei contratti del programma F35, rimbalzando contro un cortese muro di gomma e ottenendo alla fine solo un secco ma eloquente “no comment”. 

“Queste ulteriori acquisizioni sono contra legem - taglia corto Gianpiero Scanu, capogruppo Pd in commissione Difesa – così come lo è l’ostinata resistenza della Difesa a ogni controllo parlamentare sulle sue politiche di spesa. Un potere di controllo che è stato introdotto nella legislazione italiana con una norma dall’aspetto innocuo ma di portata dirompente: l’articolo 4 della legge 244 del 31 dicembre 2012. Dal giorno della sua approvazione è in atto uno scontro durissimo, una continua guerra di posizione tra il Parlamento e la Difesa che non vuole accettare questa legge che pone fine a decenni di spese incontrollate. L’indagine conoscitiva parlamentare sugli F35, che qualcuno voleva chiudere frettolosamente a dicembre senza alcuna presa di posizione, proseguirà fino a febbraio e si dovrà concludere con un documento prescrittivo che la Difesa dovrà rispettare”. Quale sarà questa ‘prescrizione’ non è ancora dato sapere ma, dopo la svolta renziana del Pd, tra gli addetti ai lavori c’è chi ipotizza (e chi teme) un congelamento del programma o un suo ulteriore forte ridimensionamento. Durante la campagna per le primarie, il sindaco di Firenze aveva dichiarato: “Gli F35 sono soldi buttati via, io ho proposto il dimezzamento”. 

E GLI F-35 “ABBATTONO” GLI EUROFIGHTER. Ipotesi a parte, al momento ciò che fa testo rimane il cosiddetto Dpp (Documento programmatico pluriennale) della Difesa per il triennio 2013-2015 presentato lo scorso aprile dall’allora ministro della Difesa Di Paola – oggi consulente diFinmeccanica – che dei 5 miliardi di spesa totale allocata per il nuovo anno su decine di programmi di riarmo (guarda la tabella) ne assegna oltre mezzo (535,4 milioni per la precisione) agli F35 della Lockheed Martin. Questo mentre si continua a investire il doppio (un miliardo l’anno, anche nel 2014) nel programma aeronautico alternativo Eurofighter – rara concretizzazione della tanto auspicata cooperazione industriale europea nel settore difesa e principale concorrente del programma americano – che invece la Difesa ha deciso di tagliare proprio per far posto agli F35, nonostante tutti gli esperti del settore lo ritengano ampiamente sufficiente a soddisfare da solo le esigenze della nostra Aeronautica (come lo è per la Luftwaffe tedesca, che infatti ha scelto Eurofighter rinunciando agli F35), per giunta con indiscutibili vantaggi in termini di costi di manutenzione, di ricaduta tecnologica e occupazionale e, non ultimi, di autonomia operativa vista la comproprietà dell’hardware, che invece rimane sotto esclusivo controllo americano sugli F35: veri e propri “aerei a sovranità limitata”.

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Messaggio Da ART- il Dom Gen 05, 2014 11:16 pm

Verci ha scritto:Armamenti, nel 2014 niente spending review per la Difesa: spese per 5 miliardi

Niente "spending rewiew" per la difesa... bella questa. La difesa fa "spending rewiew" da una decina d'anni, ma questo non lo sappiamo o facciamo finta di non saperlo.

Verci ha scritto:
Un "investimento" che non ha a che fare con la sicurezza nazionale, ma è il costo occulto delle missioni internazionali, prima fra tutte l'Afghanistan.

Ancora questa vecchia palla trita e ritrita delle acquisizioni per la difesa che sarebbero legate solo alle missioni all'estero. Non c'è proprio niente da fare, su quest'argomento dire le cose come stanno pare che sia vietato...

Verci ha scritto:L’indagine conoscitiva parlamentare sugli F35, che qualcuno voleva chiudere frettolosamente a dicembre senza alcuna presa di posizione, proseguirà fino a febbraio e si dovrà concludere con un documento prescrittivo che la Difesa dovrà rispettare”. Quale sarà questa ‘prescrizione’ non è ancora dato sapere ma, dopo la svolta renziana del Pd, tra gli addetti ai lavori c’è chi ipotizza (e chi teme) un congelamento del programma o un suo ulteriore forte ridimensionamento. Durante la campagna per le primarie, il sindaco di Firenze aveva dichiarato: “Gli F35 sono soldi buttati via, io ho proposto il dimezzamento”. [/font][/color]

Questo fa già capire l'andazzo: si rischierà lo smantellamento di quel che rimane dell'apparato militare italiano, sommerso dalla montagna di disinformazione e puttanate totali che si continuano ad urlare tranquillamente da ogni parte, da politici ed elettori che manco sanno di cosa stanno parlando.
Ma tanto la difesa italiana non serve a niente, si sa, solo a far casino in Afghanistan: va cancellata, e così ci avvicineremo a grandi passi alla pace universale.

Verci ha scritto:E GLI F-35 “ABBATTONO” GLI EUROFIGHTER. Ipotesi a parte, al momento ciò che fa testo rimane il cosiddetto Dpp (Documento programmatico pluriennale) della Difesa per il triennio 2013-2015 presentato lo scorso aprile dall’allora ministro della Difesa Di Paola – oggi consulente diFinmeccanica – che dei 5 miliardi di spesa totale allocata per il nuovo anno su decine di programmi di riarmo (guarda la tabella) ne assegna oltre mezzo (535,4 milioni per la precisione) agli F35 della Lockheed Martin. Questo mentre si continua a investire il doppio (un miliardo l’anno, anche nel 2014) nel programma aeronautico alternativo Eurofighter – rara concretizzazione della tanto auspicata cooperazione industriale europea nel settore difesa e principale concorrente del programma americano – che invece la Difesa ha deciso di tagliare proprio per far posto agli F35, nonostante tutti gli esperti del settore lo ritengano ampiamente sufficiente a soddisfare da solo le esigenze della nostra Aeronautica (come lo è per la Luftwaffe tedesca, che infatti ha scelto Eurofighter rinunciando agli F35), per giunta con indiscutibili vantaggi in termini di costi di manutenzione, di ricaduta tecnologica e occupazionale e, non ultimi, di autonomia operativa vista la comproprietà dell’hardware, che invece rimane sotto esclusivo controllo americano sugli F35: veri e propri “aerei a sovranità limitata”.

Ecco l'ennesima serie di balle ben rivoltate. Vedo però che abbiamo finalmente scoperto il Typhoon, alla buon ora...

- Il Typhoon non è il "principale concorrente" dell'F-35 in quanto stiamo parlando di due categorie diverse, anche se in parte sono sovrapponibili: il Typhoon (programma avviato molto prima di quello dell'F-35) è soprattutto un caccia ed è para-stealth [uso questo termine fantasioso per evitare discorsi tecnici] mentre l'F-35 è soprattutto un bombardiere ed è totalmente stealth.

- Il taglio dei Typhoon non è stato deciso per "far posto" agli F-35 ma nell'ambito dei tagli che hanno riguardato tutti i settori di prima linea delle forze armate (compresi gli stessi F-35), dai caccia alle navi.  

- La Germania non ha mai "rinunciato" all'F-35 perchè fantomatici "tutti gli esperti del settore" ritengono il Typhoon "ampiamente sufficiente a soddisfare da solo le esigenze": non ha mai avuto intenzione di acquistarlo. Per precisa scelta le forze aeree italiana e britannica hanno deciso di affiancare gli F-35 ai Typhoon, mentre le forze aeree tedesca e spagnola hanno deciso di tenere solo il Typhoon, usando per il bombardamento la sua versione più prestante in questo ruolo (che però non può raggiungere il livello dell'F-35).



Complimenti, Il Fatto Quotidiano: come sempre a difesa della verità e all'approfondimento dei temi delicati. Viva l'onestà! F-35 e affini 2605073461
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Messaggio Da Verci il Lun Gen 06, 2014 12:30 pm

E' comunque inaccettabile, se quanto affermato dal quotidiano è vero, che il Ministero della Difesa agisca in "conto proprio" e si rifiuti di fornire i dati richiesti evitando il controllo del Parlamento sovrano. Il controllo della spesa è stato introdotto nella legislazione italiana con l’articolo 4 della legge 244 del 31 dicembre 2012 (Delega al Governo per la revisione dello strumento militare nazionale e norme sulla medesima materia).e come tale la legge va rispettata. Se la citata indagine conoscitiva parlamentare sugli F35 si concluderà a febbraio del corrente anno con un documento prescrittivo, tale documento andrà rispettato e il ministero della difesa non potrà sottrarsi a tale possibile vincolo. 
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Messaggio Da ART- il Lun Gen 06, 2014 1:55 pm

[E intanto la Corea del sud formalizza l'acquisto di 40 F-35 con opzione per altri 20. Ma i Difensori della Verità non dicevano che l'F-35 era una ciofeca al punto che certi paesi erano addirittura usciti dal programma? Tranquilli che qualche fantasiosa balla preconfezionata per giustificarsi la troveranno di certo, sono esperti in questo]


E' anche inaccettabile che il parlamento abbia la pretesa di bloccare programmi specifici di un ministero per ragioni puramente ideologiche, sulla base di favole raccontate da qualche politicante o giornalista, il tutto con aspri scontri in un contesto dove il 99% di chi deve prendere decisioni non ha neanche idea di cosa si sta parlando! Questo addirittura col pretesto di inesistenti "spese incontrollate", che come sappiamo per chi ha iniziato questa stupenda azione in realtà sono il normale ciclo di rinnovo del parco mezzi delle forze armate.

Ma si sa, qui ormai l'onestà la guardiamo col telescopio...
Invece di usare questi sporchi trucchi da carogne che stanno dimostrando di essere e nascondersi dietro un mare di balle dicano apertamente che la difesa per loro non serve a niente e va abolita! Ma no... troppo faticoso: è più comodo così come stanno facendo adesso, ingannare la gente con una valanga di frottole per cercare di portarla dalla propria parte e fare le cose di nascosto!

Mi fanno sempre più schifo tutti quanti... il sistema italiano mi fa ribrezzo: sinistra, destra, centro e il codazzo di finti rivoluzionari come cicciobello-grillo, appoggiato dal tabloid sparacazzate da cui hai preso questa perla di articolo, che presenta come "riarmo" e legato alle missioni in Afghanistan il totale dei programmi in corso e di ammodernamento per tutte le forze armate in tutti i settori. Complimenti ancora a Il Fatto Quotidiano per l'onestà!

Questo paese non è in grado di sopravvivere abbandonato a sè stesso: ci sono troppa disonestà e troppa ignoranza, e il senso della realtà del mondo se nè andato a ramengo da un pezzo. L'unica speranza che ci rimane è l'Europa, ma rischia di andarsene a ramengo pure quella.
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Messaggio Da Verci il Gio Gen 09, 2014 6:13 am

Egregio ART, il Parlamento può e deve, se necessario, bloccare, modificare od annullare programmi specifici di un ministero, quali siano le ragioni che ritiene dover addurre a giustificazione delle proprie scelte. Questo principio di prevalenza della politica è (o dovrebbe) essere espressione del sistema democratico di partecipazione alla vita del Paese, con le relative e conseguenti scelte. Diversamente avremmo un corpo dello Stato slegato dal controllo del Parlamento, il che, se può trovare giustificazione in un regime assolutista, non può certamente essere nemmeno lontanamente concepibile, come già detto, in una Nazione guidata da un Parlamento e da un Governo democraticamente eletti.

Fatta questa indispensabile premessa, tu parli di realtà del mondo ma sembri - more solito - trascurare l'evidenza drammatica della crisi che sta attanagliando l'Italia e alla risoluzione della quale ciascun Ministero dovrebbe dare un sostanzioso contributo in diminuzione delle spese. 

Diminuzione da utilizzare per abbassare i costi del lavoro, gli oneri fiscali e quanto contribuisce a rendere la nostra economia scarsamente competitiva rispetto alle altre europee. La situazione è drammatica, ma non è certo con la rigidità su determinate scelte  che essa può essere mitigata o, almeno in parte, risolta.

Per altro, mi sono letto, velocemente, l'art. 4 in questione e il punto trattato mi pare riguardi non tanto i tagli, quanto una sorta di redistribuzione interna al bilancio del ministero della difesa. Se sbaglio, correggimi.

L’art. 4 della legge 31 dicembre 2012 , n. 244, al punto 4 lettera c, riporta:

c) le risorse recuperate a seguito dell'attuazione  del  processo di revisione dello strumento militare sono destinate al  riequilibrio dei principali settori di spesa del Ministero della  difesa,  con  la finalita' di assicurare il mantenimento in efficienza dello strumento militare e di sostenere le capacita' operative.

Non sembra, quindi, che si parli di tagli dei bilanci ma di redistribuzione delle risorse.

Sempre allo stesso articolo, riguardo al controllo del Parlamento, viene riportato:

3. In relazione agli indirizzi di cui al  comma  1,  i  conseguenti programmi ed i relativi impegni di spesa sono approvati:   

a)   con   legge,   se   richiedono   finanziamenti   di   natura straordinaria;

b) con decreto  del  Ministro  della  difesa,  se  si  tratta  di programmi  finanziati  attraverso  gli   ordinari   stanziamenti   di bilancio, di concerto con il Ministro dell'economia e  delle  finanze se tali programmi sono di durata pluriennale. Salvo  quanto  disposto al  comma  4  e  sempre  che  i  programmi  non  si  riferiscano   al mantenimento delle dotazioni o  al  ripianamento  delle  scorte,  gli schemi di decreto di cui al periodo precedente  sono  trasmessi  alle Camere per l'espressione del parere delle Commissioni  competenti.  

I pareri  sono  espressi  entro   quaranta   giorni   dalla   data   di assegnazione. Decorso inutilmente il termine  per  l'espressione  del parere, i decreti possono essere adottati. Il  Governo,  qualora  non intenda conformarsi  alle  condizioni  formulate  dalle  Commissioni competenti, ovvero quando  le  stesse  Commissioni  esprimano  parere contrario, trasmette nuovamente alle Camere  gli  schemi  di  decreto corredati delle necessarie controdeduzioni per  i  pareri  definitivi delle Commissioni competenti da esprimere entro trenta  giorni  dalla loro assegnazione.

Viene ribadito il più che legittimo, se non  doveroso, controllo del Parlamento sul finanziamento dei programmi di spesa.

Il testo della citata legge e degli articoli citati sono ricavabili da questo insospettabile sito:

http://www.forzearmate.org/wordpress/legge-31-dicembre-2012-n-244-delega-al-governo-per-la-revisione-dello-strumento-militare-nazionale-e-norme-sulla-medesima-materia/
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Messaggio Da Epoch il Gio Gen 09, 2014 12:25 pm

L'unica vera "Spending Review" si avrebbe unificando gli eserciti delle nazioni europee sotto un unico grande esercito europeo.
Ma per fare ciò serve una Europa "Vera" e non fatta solo a livello economico...
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Messaggio Da ART- il Sab Gen 11, 2014 1:28 am

Verci ha scritto:Egregio ART, il Parlamento può e deve, se necessario, bloccare, modificare od annullare programmi specifici di un ministero, quali siano le ragioni che ritiene dover addurre a giustificazione delle proprie scelte.
Questo principio di prevalenza della politica è (o dovrebbe) essere espressione del sistema democratico di partecipazione alla vita del Paese, con le relative e conseguenti scelte. Diversamente avremmo un corpo dello Stato slegato dal controllo del Parlamento, il che, se può trovare giustificazione in un regime assolutista, non può certamente essere nemmeno lontanamente concepibile, come già detto, in una Nazione guidata da un Parlamento e da un Governo democraticamente eletti.

La questione principale non è cosa il Parlamento deve o non deve fare ma come questo paese con parlamento annesso affronta la questione difesa in generale ed F-35 in particolare. Come raramente avviene in Italia è nata una discussione su un argomento fondamentale, e che tale viene ritenuto in tutti i paesi normali, ma il risultato è stato un disastro che secondo me dovrebbe far riflettere, e anche far paura.

Chi aveva il dovere di dare un minimo d'informazione ai cittadini se n'è sbattuto alla grande, anzi, senza esitare neanche un secondo ha colto l'occasione per scatenare una battaglia politica a suon di disinformazione sui media. Chi dall'altro lato aveva il dovere di cercare di capire seriamente la questione, per la sua importanza e le sue implicazioni (anche economiche), se n'è altrettanto sbattuto: nell'era di Internet non è difficile rintracciare qualcuno che se ne intende e chiedere spiegazioni, cercare di comprendere al riparo dai giudizi troppo affrettati. Invece no... tutti dietro ai giornali, ai politici e alle loro vaccate. Tutti a pendere dalle labbra di chi sembra sapere tutto quando non ha neanche idea di cosa dice.
Quello che traspare è il senso di decadenza pura, il livello d'immaturità totale mostrato da tutto il sistema paese nell'affrontare la questione... e non oso pensare a cosa succederebbe se si tentasse di affrontare altri argomenti fondamentali per quanto complessi.

Verci ha scritto:Fatta questa indispensabile premessa, tu parli di realtà del mondo ma sembri - more solito - trascurare l'evidenza drammatica della crisi che sta attanagliando l'Italia e alla risoluzione della quale ciascun Ministero dovrebbe dare un sostanzioso contributo in diminuzione delle spese.

Diminuzione da utilizzare per abbassare i costi del lavoro, gli oneri fiscali e quanto contribuisce a rendere la nostra economia scarsamente competitiva rispetto alle altre europee. La situazione è drammatica, ma non è certo con la rigidità su determinate scelte  che essa può essere mitigata o, almeno in parte, risolta.

Come ho già spiegato 100 volte, visto che la gravità della situazione è chiarissima a me come a tutti per questa diminuzione il settore difesa ha già contribuito - tagli ai caccia compresi - e non da poco.

Non vedo però ulteriore impegno per risparmi in altri settori, come ad esempio comuni, province e regioni che fra mala gestione della sanità, assunzioni di comodo in massa, programmi e consulenze inutili, rimborsi non dovuti, ruberie varie e gestione opaca delle varie aziende partecipate (con tutto il rispettivo codazzo di sprechi e ruberie interne) continuano ad inghiottire una quantità di miliardi che fa quasi sembrare spiccioli i 5 di cui si lamenta il tabloid. Si parla di decine di miliardi all'anno... ma chissà perchè contro questo scempio nessuno urla. Perchè?

Verci ha scritto:Per altro, mi sono letto, velocemente, l'art. 4 in questione e il punto trattato mi pare riguardi non tanto i tagli, quanto una sorta di redistribuzione interna al bilancio del ministero della difesa. Se sbaglio, correggimi.

L’art. 4 della legge 31 dicembre 2012 , n. 244, al punto 4 lettera c, riporta:

c) le risorse recuperate a seguito dell'attuazione  del  processo di revisione dello strumento militare sono destinate al  riequilibrio dei principali settori di spesa del Ministero della  difesa,  con  la finalita' di assicurare il mantenimento in efficienza dello strumento militare e di sostenere le capacita' operative.

Non sembra, quindi, che si parli di tagli dei bilanci ma di redistribuzione delle risorse.

I tagli sono stati già fatti, qui c'è semplicemente scritto che bisogna organizzare meglio le spese del ministero (scopriamo l'America per decreto) ma il punto non è questo, è il metodo con cui viene portato avanti il processo.

Verci ha scritto:Viene ribadito il più che legittimo, se non  doveroso, controllo del Parlamento sul finanziamento dei programmi di spesa.

Ma l'organismo supervisore, qualunque sia, non deve agire "per capriccio": il controllo dev'essere una cosa seria e non un metter becco nei programmi specifici di un ministero senza avere la necessaria competenza per farlo. Specialmente in un campo come questo poi, dove mettere inutilmente ostacoli può generare ritardi nei programmi e quindi aumenti di costi.
Che cosa ne sanno i parlamentari, o almeno il 99% di loro, di cosa serve l'F-35 e perchè l'Aeronautica Militare italiana lo vuole? Proprio niente, eppure non hanno perso un secondo a pretendere annullamenti o sospensioni del programma prima ancora che fosse avviata qualsiasi indagine conoscitiva al riguardo, sullo sfondo di proteste per inesistenti corse agli armamenti, di inesistenti esenzioni della difesa dai tagli, di acquisti di armi "esclusivamente offensive" per andare a guerreggiare in Afghanistan, e tutte le altre bestialità totali del genere.
Ma cos'è, il parlamento o il circo??

Secondo me per l'Italia in generale ormai non ci sono più speranze, ma riuscissimo almeno a decadere mantenendo un po' di dignità...
Se almeno la piantassero di prenderci per il culo e chi ha montato tutta questa storia avesse il coraggio di dire apertamente che non gli interessa niente di come il Ministero della Difesa spende i suoi soldi. Il Parlamento e l'opinione pubblica intera la difesa non sa neanche da che parte è girata: approfittando di questo si è usato l'argomento per battaglie ideologiche dove tutto fa brodo e sulla correttezza nei confronti dei cittadini bisogna sparare a vista appena spunta dall'angolo.

A prescindere dalle discussioni su poteri e competenze del Parlamento, non so come tu veda tutto questo ma a me ha fatto fare un bel passo avanti verso la completa disillusione.

Epoch ha scritto:L'unica vera "Spending Review" si avrebbe unificando gli eserciti delle nazioni europee sotto un unico grande esercito europeo.
Ma per fare ciò serve una Europa "Vera" e non fatta solo a livello economico...

Questo è poco ma sicuro... vaglielo a spiegare però (in Italia).

Al Consiglio europeo di difesa a dicembre si è fatta una proposta molto interessante da parte di Italia, Francia e altri stati: una forza europea comune di UAV [termine generale che indica gli aerei telecomandati] ma ovviamente Cameron non ne vuole sapere. Ora non so come abbiano intenzione di muoversi, spero che si proceda almeno a livello intergovernativo.
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Messaggio Da Verci il Gio Gen 30, 2014 8:29 am

"Il caccia F-35 fragile e inaffidabile". Il Pentagono sferza la Lockheed. Il dipartimento alla Difesa Usa: "Problemi anche al software". Rapporto di un centro studi americano: la produzione potrà creare solamente la metà dei posti di lavoro promessi.

F-35 e affini 051337088-10f84a58-ece5-48e4-8569-c1fe12df9b95
Un caccia F-35 in volo 

Non finiscono mai i problemi dell'F-35: doveva essere il cacciabombardiere del futuro, ma i guai di messa a punto rischiano di renderlo operativo in tempi così lontani da rendere insignificante il vantaggio strategico tanto apprezzato dagli Stati maggiori. A sottolineare le difficoltà del sistema d'armamento più costoso della Storia sono ancora una volta i tecnici del Pentagono, che seguono con pignoleria lo sviluppo del programma Joint Strike Fighter e in passato ne hanno già evidenziato i punti deboli, dal casco di comando alla vulnerabilità ai fulmini.

A firmare l'ultimo rapporto è il capo della sperimentazione del Pentagono, Michael Gilmore: secondo i test condotti sul campo, in questa fase dello sviluppo "le prestazioni sull'operatività complessiva continuano ad essere immature" e rendono necessarie "soluzioni industriali con assistenza e lavori inaccettabili per operazioni di combattimento". In altre parole, la macchina è inaffidabile. Sotto accusa è fra l'altro la robustezza complessiva di fusoliera e motori: in almeno cinque occasioni i tecnici hanno trovato "significativi segni di cedimento", cioè crepe, che richiederanno nuovi aggiustamenti e con tutta probabilità un aumento del peso, con conseguente diminuzione delle prestazioni. Il peso, fra l'altro, è ormai vicino al limite stabilito nelle specifiche delle Forze armate Usa, e questo significa che lo spazio per le correzioni è molto limitato, sostiene Gilmore.

Anche il software di gestione, estremamente complicato, è un problema, soprattutto nella versione "B" a decollo corto e atterraggio verticale, destinata al corpo dei marines ma fortemente voluta anche dalla Difesa italiana per sostituire gli Harrier sulla portaerei Cavour. Secondo il rapporto di Gilmore il programma fornisce prestazioni definite "inaccettabili" e non è sicuro che l'F-35 B possa essere operativo entro la fine del 2015. Lockheed-Martin invece garantisce di poter fornire entro giugno come combat-ready gli 8,4 milioni di linee del software completo.

Secondo l'azienda americana il rapporto Gilmore registra anche progressi ed è in sostanza parte del dibattito legato ai fortissimi stanziamenti necessari, prova di trasparenza da parte del Pentagono. Ben diverse le condizioni in Italia, dove
 le scelte della Difesa sembrano sottratte a ogni possibilità di valutazioneNe è una prova il rapporto diffuso nei giorni scorsi dal Center for International Policy, un centro studi americano secondo cui la Lockheed ha "grandemente esagerato" nel valutare il numero di posti di lavoro creato dal programma F-35, e le cifre indicate andrebbero dimezzate. Nonostante l'Italia ospiti il secondo stabilimento di costruzione dell'F-35, e le decisioni strategiche siano state prese tenendo conto dell'occupazione, nessuno alla Difesa ha commentato il rapporto.


30 Gennaio 2014 

FONTE


Insomma, una mezza fregatura....  F-35 e affini 2376990156 
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Messaggio Da ART- il Sab Feb 22, 2014 1:02 am

Fonte affidabilissima, come sempre....
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Messaggio Da Verci il Sab Feb 22, 2014 8:10 am

ART- ha scritto:Fonte affidabilissima, come sempre....
E' vero. Del Pentagono non ci si deve mai fidare troppo.... F-35 e affini 955920882 

A firmare l'ultimo rapporto è il capo della sperimentazione del Pentagono, Michael Gilmore.....
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Messaggio Da ART- il Sab Feb 22, 2014 3:46 pm

Magari non ti viene in mente che questo autorevolissimo giornale che è La Repubblica al pari di molti altri autorevolissimi quotidiani che non hanno manco idea di cosa sia un F-35 rivolti un po' la fritatta/ometta qualcosa in quanto deve continuare la campagna "informativa" in materia che da non poco si fa in Italia su questo argomento?

Ma lasciamo perdere, perchè io mi sono ampiamente rotto i coglioni della politica italiana in generale.
Fate un po' come volete, tanto ho capito definitivamente come funziona il sistema: quello che conta è solo il tifo, di ragionare seriamente sulle cose non se ne deve proprio parlare, anche perchè è difficile e non diverte come sparare a ruota libera in base alle imbeccate di politici e giornali.

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Messaggio Da Verci il Sab Feb 22, 2014 9:04 pm

Beh, mi sembra che anche tu faccia una tua "campagna informativa", egregio Art. Qui, comunque, si parla di Pentagono e di relative affermazioni. Non si deve replicare a un giornale, ma - caso mai - alla fonte da cui quel giornale attinge, per farci capire che qualcosa non quadra. In ogni caso almeno l'agenzia Reuters dovrebbe apparirti più affidabile di Repubblica, ma potrebbe anche darsi che quest'ultima abbia preso a piene mani dalla prima.....

Exclusive: Pentagon report faults F-35 on software, reliability

BY ANDREA SHALAL-ESA WASHINGTON Thu Jan 23, 2014 3:36pm EST

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The supersonic Lockheed Martin F-35B Lightning II stealth fighter, piloted by Graham Tomlinson, lands vertically for the first time at Naval Air Station Patuxent River, Maryland on March 18, 2010.
CREDIT: REUTERS/ANDY WOLFE/LOCKHEED MARTIN/HANDOUT


(Reuters) - A new U.S. Defense Department report warns that ongoing software, maintenance and reliability problems with Lockheed Martin Corp's F-35 stealth fighter could delay the Marine Corps' plans to start using its F-35 jets by mid-2015.

The latest report by the Pentagon's chief weapons tester, Michael Gilmore, provides a detailed critique of the F-35's technical challenges, and focuses heavily on what it calls the "unacceptable" performance of the plane's software, according to a 25-page draft obtained by Reuters.
The report forecast a possible 13-month delay in completing testing of the Block 2B software needed for the Marine Corps to clear the jets for initial combat use next year, a priority given the high cost of maintaining current aging warplanes.

Gilmore, director of operational test and evaluation for the U.S. Defense Department, has long been critical of the $392 billion F-35 Joint Strike Fighter, the Pentagon's costliest weapons program, and the latest report is no exception.

The report, due to be sent to Congress this week, said the aircraft is proving less reliable and harder to maintain than expected, and remains vulnerable to propellant fires sparked by missile strikes.
Air Force Lieutenant General Chris Bogdan, the Pentagon's F-35 program chief, said in a statement to Reuters that Gilmore's report was factually accurate but did not reflect concerted efforts under way by his office and industry to address software, reliability and maintenance issues.

"The basic design of the F-35 is sound, and test results underscore our confidence in the ultimate performance that the United States and its international partners and allies value so highly," Bogdan said. "Of course, we recognize risks still exist in the program, but they are understood and manageable."

Bogdan said he remained confident that the F-35's initial combat capability would be ready in time for the U.S. Marine Corps next year, and cited a series of successful weapons tests done late last year. He said the program was about halfway through developmental testing after completing 1,153 flights and accomplishing more than 9,000 test objectives in 2013.

Lockheed is developing the F-35 for the Marines, Air Force and Navy, and eight countries that helped fund its development: Britain, Canada, Australia, Norway, Italy, Turkey, Denmark and the Netherlands. Israel and Japan have also ordered the jet.

The program, which began in 2001, is 70 percent over initial cost estimates, and years behind schedule, but top U.S. officials say it is now making progress. They have vowed to safeguard funding for the program to keep it on track.

OTHER CRITIQUES

Earlier this week, the nonprofit Center for International Policy said Lockheed had greatly exaggerated its estimate that the F-35 program sustained 125,000 U.S. jobs to shore up support for the program.
Both reports could provide fresh fodder for critics of the F-35 program, including backers of Boeing Co, which is hoping to sell the U.S. Navy more of its F/A-18 fighter jets.
But Lockheed Chief Executive Marillyn Hewson told reporters on Thursday that she saw continued support for the F-35 from the U.S. government, Congress and foreign allies. "There's no question ... that we need the F-35. It brings a very important, unique capability for our nation," she said.

Lockheed spokesman Michael Rein said Gilmore's report confirmed the F-35 was meeting or exceeding flight test goals, and the company would continue to tackle issues as they arose.
"The challenges identified are known items and the normal discoveries found in a test program of this size and complexity," he said.

Gilmore's report acknowledged the F-35's progress in 2013 on flight testing, despite government furloughs and two fleet-wide groundings. But it said the program was still struggling to integrate the plane's "mission systems," or sensors, weapons and other equipment needed for use in military operations.

The current software generated too many nuisance warnings and resulted in poor sensor performance. Further work on software had been slowed by testing required to validate earlier fixes, the report said.

It said Lockheed had delivered F-35 jets with 50 percent or less of the software capabilities required by its production contracts with the Pentagon.

The computer-based logistics system known as ALIS was fielded with "serious deficiencies" and remained behind schedule, which affected servicing of existing jets needed for flight testing, the report said. It said the ALIS diagnostic system failed to meet even basic requirements.
But the most immediate concern involved the Block 2B version of the software that must be completed in order for the Marines to start using the jets from July 2015.

"Initial results with the new increment of Block 2B software indicate deficiencies still exist in fusion, radar, electronic warfare, navigation, electro-optical target system, distributed aperture system, helmet-mounted display system, and datalink," the report said, noting the problems could delay efforts to complete Block 2B development and flight test.

The report cited projections that the 2B software would not be completed until November 2015, 13 months later than planned. This would delay release to the F-35 fleet until July 2016, a year after the Marines want to start using the jets.

It said there is also little margin for any weight growth, and the airplane's increased use of electrical systems makes it vulnerable to lightning and missile strikes.
Bogdan said extensive studies had showed the plane's radar-evading capabilities, advanced sensors, ability to fuse data, advanced countermeasures and electronic attack equipment greatly reduced the chance that it would be hit by enemy fire.

(Reporting by Andrea Shalal-Esa; Editing by Doina Chiacu and David Gregorio)

FONTE
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Messaggio Da animalo il Gio Feb 27, 2014 6:24 pm

Signor ART, Lei dichiara di essersi ammaccato i "gioielli di famiglia" seguendo la politica di questo paese. Poichè a me è successo ben prima che a lei voglio esporle la mia "strategia":
ho "esportato" il figlio, che oggi finalmente è cittadino soddisfatto di un paese un po' più serio;
ho anticipato il denaro (meglio fornirglielo ante piuttosto che post mortem) per l'acquisto di una casa
ho venduto i risparmi di tre generazioni, la mia compresa, e li ho trasferiti "fuori" (se li vendessi oggi ci rimetterei il 30% rispetto a quanto ho incassato)
tempo pochi mesi trasferirò anche la mia residenza, l'assistenza sanitaria è decisamente migliore (e finirò con il discutere della nuova fiamma di hollande, ed ovviamente del successo della marina - non la figlia del maiale imbellettato, ma quella che punta al 25% il 25 maggio).

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Messaggio Da Verci il Lun Mar 17, 2014 7:00 am

Difesa: Pinotti, su F35 lecito pensare una riduzione

16 marzo, 13:10, Ansa


Sugli F35 "è lecito immaginare una razionalizzazione, si può ridurre e rivedere", ma prima "bisogna chiedersi che difesa vogliano, quale tipo di protezione ci può servire. C'è un impegno assunto dal governo, aspettiamo la fine dell'indagine conoscitiva per prendere le decisione". Lo ha detto il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, su Sky Tg24 a "L'intervista" di Maria Latella.

Il ministero della Difesa è pronto a fare la sua parte per i risparmi e la spending review, in particolare a tagliare il personale e a chiudere 385 caserme o presidi, per poi vendere gli immobili.

Entro un mese arriverà in Cdm un provvedimento ad hoc e che sarà allestita una task force attiva 12 ore al giorno "per dare risposte, per non perdere tempo per mettere i beni della Difesa a disposizione dei Comuni, degli enti locali e anche dei privati.

Da tanti anni ci sono immobili fermi, risolvere questo problema non sarà semplice ma è un dovere patriottico". Per quanto riguarda i tagli, "stiamo passando da 190 mila a 150 mila militari da qui al 2024, e pensiamo di tagliare 20 mila unità del personale civile della Difesa. E se ci sono ancora attendenti, li taglieremo".

Auguriamoci che questo Governo sappia prendere adeguate misure per ridurre di alcuni miliardi di € la spesa per gli F-35. In questo momento all'Italia non servono cacciabombardieri che non svolgeranno mai la loro funzione, ma € per riavviare l'economia e aumentare l'occupazione.
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Messaggio Da Epoch il Mar Mar 18, 2014 2:37 pm

Ho sentito che c'è anche l'idea di vendere/dismettere la Giuseppe Garibaldi.
Effettivamente ora che c'è la Cavour forse è possibile farlo...
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Messaggio Da ART- il Mar Mar 25, 2014 10:46 pm

Verci ha scritto:[b][color=#333399][font=Comic Sans MS]Beh, mi sembra che anche tu faccia una tua "campagna informativa", egregio Art.

Come ho già detto non tornerò più in argomento perchè mi sono rotto i coglioni di quest'ambiente da santa inquisizione quando osi andare contro la vulgata a pilotaggio politico della massa e perchè non ne vale la pena: di come stanno le cose non interessa a nessuno e a tentare di spiegarle fai anche la figura del disonesto. Tanto ci sono gli autorevolissimi giornali e politici di turno che vi tengono ben "informati", ve li meritate in pieno. F-35 e affini 2376990156

lo-anima ha scritto:Signor ART, Lei dichiara di essersi ammaccato i "gioielli di famiglia" seguendo la politica di questo paese. Poichè a me è successo ben prima che a lei voglio esporle la mia "strategia":

Delle tue faccende personali non m'interessa un cazzo. Se delle cose non sai niente non ne devi parlare pretendendo anche di far passare per scemo chi se ne occupa da anni. A mai più risentirci, spero.

Epoch ha scritto:Ho sentito che c'è anche l'idea di vendere/dismettere la Giuseppe Garibaldi.
Effettivamente ora che c'è la Cavour forse è possibile farlo...

La Garibaldi è vecchia e la sua radiazione era programmata all'ingresso in servizio delle nuove unità da assalto anfibio, dato che la Garibaldi adesso fa da portaelicotteri d'assalto anfibio. Si è proposto di anticiparne la dismissione e venderla (forse all'Angola, che è interessata perchè ha un requisito per due vecchie navi e un programma d'assistenza per mettere in piedi con quelle una piccola marina militare), ma è una mossa simbolica dato che vendere quello che ormai è un ferrovecchio prossimo alla radiazione non porta di certo grandi guadagni.
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Messaggio Da Epoch il Mer Mar 26, 2014 10:53 am

ART- ha scritto:
La Garibaldi è vecchia e la sua radiazione era programmata all'ingresso in servizio delle nuove unità da assalto anfibio, dato che la Garibaldi adesso fa da portaelicotteri d'assalto anfibio. Si è proposto di anticiparne la dismissione e venderla (forse all'Angola, che è interessata perchè ha un requisito per due vecchie navi e un programma d'assistenza per mettere in piedi con quelle una piccola marina militare), ma è una mossa simbolica dato che vendere quello che ormai è un ferrovecchio prossimo alla radiazione non porta di certo grandi guadagni.


Solo porta elicotteri?

Peccato che da quanto mi sembra di ricordare alcuni degli F-35 in ordine erano destinati a lei...
Che storia tutta Italiana.
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Messaggio Da Verci il Mer Mar 26, 2014 5:46 pm

ART- ha scritto:
Verci ha scritto:Beh, mi sembra che anche tu faccia una tua "campagna informativa", egregio Art.

Come ho già detto non tornerò più in argomento perchè mi sono rotto i coglioni di quest'ambiente da santa inquisizione quando osi andare contro la vulgata a pilotaggio politico della massa e perchè non ne vale la pena: di come stanno le cose non interessa a nessuno e a tentare di spiegarle fai anche la figura del disonesto. Tanto ci sono gli autorevolissimi giornali e politici di turno che vi tengono ben "informati", ve li meritate in pieno. F-35 e affini 2376990156
Egregio ART, ritengo che ciascuno sia in grado di esprimere liberamente, sull'argomento, le proprie opinioni, che non debbono essere necessariamente l'espressione di pilotaggi politici, visto che ognuno è in grado di leggere, riflettere ed esprimere conseguentemente il proprio pensiero di fronte alle evidenze fattuali. Io non ho mai creduto che tu sia un disonesto, anzi ho sempre ritenuto "forti" e ben supportati gli argomenti che presenti, sorretti da vera e genuina passione. Tuttavia, nel momento in cui si riportano le già citate evidenze fattuali, riprese anche da agenzie indipendenti come la Reuters, qualche riflessione forse varrebbe la pena di farla anche da parte tua. E se io sono convinto che i problemi attuali più importanti non siano gli F-35, ma quelli relativi a disoccupazione e crisi economica, che attanagliano milioni di disoccupati e minacciano la stabilità di altrettanti milioni di famiglie, credo che qualche considerazione in merito possa essere fatta, senza che essa sia ritenuta oggetto di "pilotaggio politico", più di quanto non possa viceversa apparire - contingentemente parlando - considerazione di buon senso.

Cordialità.
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Messaggio Da animalo il Dom Mar 30, 2014 5:41 pm

Sig. Verci, che Lei o una nullità par mio si sia convinti che il problema principe di questo paese E' la crisi, economica e finanziaria insieme, non conta.
Contano i numeri, la previsione di incremento del pil da parte del FM di un misero 0,6 (e facendo i conti della serva questo incremento è già stato mangiato dagli sgravi fiscali irpef ed irap); non conta la diminuzione degli interessi alle aste dei titoli pubblici, in quanto non è un risparmio strutturale; non contano le vendite delle auto blu; non conta neanche il giochetto delle tre carte che il governo vuole attuare per il pagamento dei debiti della p.a. attraverso la cdp per la loro cartolarizzazione perchè siano pagati dagli istituti di credito (e parliamo di almeno 50 mld) tanto, in un modo o nell'altro, finiranno per gravare sul debito pubblico. Conta invece la bolla immobiliare che sta palesando i suoi effetti attraverso un progressivo blocco del mercato. Conta la progressione nella perdita di posti di lavoro fittiziamente occultata tramite i provvedimenti di cassa integrazione nelle sue varie forme (i 1000 lavoratori dello stabilimento pininfarina non avvitano un bullone da 5 anni, i 1000 dell'alcoa non torneranno a produrre alluminio, gli operai dell'industria del bianco non torneranno a produrre oggetti a basso valore aggiunto). Conta il fatto che a gennaio il debito pubblico abbia attinto il livello di duemilanovanta miliardi.
Conta infine che in questo sistema, interconnesso (non mi piace la parola globale) e capitalista, NON è possibile, con buona pace di sindacalisti vari, "creare" posti di lavoro: è stato dimostrato prima dalla grecia e poi dal venezuela.

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Messaggio Da ART- il Ven Mag 09, 2014 4:00 pm

Epoch ha scritto:
Solo porta elicotteri?

Peccato che da quanto mi sembra di ricordare alcuni degli F-35 in ordine erano destinati a lei...
Che storia tutta Italiana.

Gli F-35 in versione a decollo corto e atterraggio verticale della Marina saranno imbarcati sulla Cavour.
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Messaggio Da Verci il Sab Mag 24, 2014 5:55 pm

Cortesemente, invito coloro che volessero proseguire la discussione a rimanere strettamente aderenti al contenuto del thread, evitando polemiche.


Grazie.
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