Situazione dei candidati all'ingresso nell'unione monetaria

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Messaggio Da ART- il Sab Dic 22, 2018 9:21 pm

[ERM II, ovvero Meccanismo Europeo di Cambio. Sistema secondo cui chi aderisce al meccanismo deve mantenere la sua valuta con un margine di fluttuazione del ± 15% rispetto all'euro. Per entrare nell'unione monetaria bisogna farne parte per almeno due anni]


Bulgaria

Il 29 giugno 2018 il ministro delle finanze bulgaro e il governatore della Banca Nazionale Bulgara hanno inviato una lettera all'Eurogruppo per chiedere l'ingresso nell'ERM II entro luglio 2019 ( http://www.consilium.europa.eu/media/36111/letter-by-bulgaria-on-erm-ii-participation.pdf ). Il 12 luglio l'Eurogruppo e la BCE hanno pubblicato una dichiarazione sui passi necessari perché la Bulgaria venga accettata nel meccanismo ( http://www.consilium.europa.eu/en/press/press-releases/2018/07/12/statement-on-bulgaria-s-path-towards-erm-ii-participation/ ). La permanenza nell'ERM non sarà un problema dato che la Bulgaria ha la sua valuta ancorata da cambio fisso all'euro ( 1,95583 lev = 1 euro ).
Tutti gli altri requisiti sono già soddisfatti ma la Bulgaria è ostacolata dal troppo elevato tasso di corruzione, che spaventa non poco e fra l'altro impedisce il via libera a Schengen.


Romania

La Romania scalpita per l'ingresso nell'unione monetaria ma l'obiettivo del 2022 che il governo aveva fissato l'ultima volta non è considerato realistico, perchè nonostante il forte sviluppo economico c'è bisogno di riforme strutturali per rendere più stabile e moderno il sistema. Per ideare un piano dettagliato di passaggio all'euro è stata fondata la "Commissione nazionale per il passaggio alla moneta unica" che coordinerà gruppi di lavoro tematico formati da membri dell'Amministrazione Presidenziale, delle confederazioni padronali e sindacali, della Banca Nazionale di Romania e dell'autorità di vigilanza finanziaria rumena, ma anche da personalità della scienza e della cultura e da rappresentanti di organizzazioni non-governative. Per quanto rigurada la possibile data d'ingresso non ci si sbilancia troppo ma ora si parla di non prima del 2024.


Croazia

Anche l'ultimo entrato in UE sta cominciando a darsi da fare. Alla fine dell'anno scorso è stato presentato congiuntamente da governo e Banca Nazionale Croata il documento "Strategia per l'adozione dell'euro in Croazia" (*), dove si spiega nel dettaglio cosa dovrebbe fare la Croazia per arrivare all'adesione all'unione monetaria e le linee guida da seguire anche durante e dopo l'evento. Dato che alcuni criteri non sono ancora soddisfatti non si stimano date per l'ingresso: per ora di certo c'è solo che la prima tappa sarà l'adesione all'ERM II, con l'intenzione di attuarla entro il 2020.
In Croazia l'euro è già oggi piuttosto usato: basta pensare che l'80% dei crediti e dei risparmi sono espressi in euro, come anche molti prezzi.
 
(*) https://euro.hnb.hr/documents/2070751/2104255/e-strategy-for-the-adoption-of-the-euroin-Cro.pdf/9e02b33f-665a-46a9-a1b6-ac63f9af3c95



Altri stati e casi particolari


UNGHERIA - L'ingresso nell'unione monetaria, cosa gradita a una vasta maggioranza della popolazione, richiede una modifica costituzionale ed è bloccata dal ducetto nazionalista Orbán, che per fermare tutto fingendo di non essere contrario di principio ha stabilito che non entreranno prima che lo stato abbia raggiunto il 90% della media di reddito pro-capite dell'eurozona. Di fatto quindi non si partirà almeno finchè il ducetto non finirà di ammorbare l'Ungheria e l'UE intera con la sua esistenza politica.


REPUBBLICA CECA - Il governo ha una posizione attendista e si limita a dichiarare che bisognerebbe entrare "il prima possibile" nell'unione monetaria.


POLONIA - L'adozione dell'euro richiede una riforma costituzionale e il governo non sembra realmente intenzionato ad affrontare la questione generale dell'ingresso nell'unione monetaria, quindi campa cavallo


SVEZIA - In seguito al referendum del 2003 continua a rimanere fuori dall'unione monetaria evitando apposta di entrare nell'ERM II.


UK e DANIMARCA hanno l'opt-out che gli permette di rimanere fuori dall'unione monetaria, salvo loro ripensamenti. La Danimarca aderisce lo stesso all'ERM II e mantiene volontariamente un margine di fluttuazione ristretto al ± 2,25% sull'euro, attuando di fatto un cambio fisso.




Paesi non UE


ALBANIA - Dal 2014 è uno dei candidati ufficiali all'ingresso in UE. Nonostante il percorso d'adesione sia ancora lungo già da tempo si parla di adozione unilaterale dell'euro, come in Montenegro e in Kosovo (per quest'ultimo escluse le zone del nord a maggioranza serba), dove l'euro viene usato come valuta nazionale.
Il principale sostenitore di quest'idea è l'economista Zef Preçi, direttore del Centro Albanese per la Ricerca Economica, secondo cui in tutti i Balcani occidentali sarebbe meglio sostituire le valute locali con l'euro, sia per favorire la crescita economica che per spronare il processo di allargamento dell'UE nell'area. Si fa anche notare che come in altri paesi gran parte dei risparmi e dei prestiti albanesi sono già ora denominati in euro, il cui tasso di cambio influenza anche la formazione dei prezzi. Altri esperti invece sono contrari e sostengono che il passo sarebbe prematuro, in quanto l'Albania ha ancora molto da fare nel corretto funzionamento dello stato di diritto e nella stabilità finanziaria. In quest'ottica i casi dl Montenegro e Kosovo sono ritenuti particolari, in quanto per loro l'adozione dell'euro era soprattutto un modo per ottenere l'indipendenza effettiva dalla Serbia.


Ultima modifica di ART- il Ven Gen 11, 2019 2:34 am, modificato 3 volte
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Messaggio Da Erasmus il Mar Dic 25, 2018 1:01 am

ART- ha scritto:Croazia [...]
La Croazia è da decenni meta di turismo estivo internazionale molto consistente (sviluppatosi ancor prima della dissoluzione della Iugoslavia), sopratutto proveniente da paesi dell'UE. La Croazia confina con L'Italia, con la Slovenia e con l'Austria (che sono in Eurozona). I suoi scambi commerciali sono in gran parte con la Slovenia e l'Austria. La moneta croata è la Kuna: ma ovviamente, date le menzionate condizioni, in Croazia circolano forse più Euro che Kune!
[E' anche pacifico che la gente croata veda con favore il cambio da Kuna ad Euro appena sarà possibile.]
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Approfitto della data e dell'ora in cui sto scrivendo per augurare a tutti da qua
BUON NATALE!
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Messaggio Da ART- il Mar Dic 25, 2018 2:58 am

Devo correggerti su un punto, Erasmus: la Croazia non confina con l'Austria e via terra nemmeno con l'Italia (ce l'abbiamo avanti al di là dell'Adriatico).

Buon Natale a che a te.
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Messaggio Da Erasmus il Mer Dic 26, 2018 3:40 pm

ART- ha scritto:Devo correggerti su un punto, Erasmus: la Croazia non confina con l'Austria e via terra nemmeno con l'Italia (ce l'abbiamo avanti al di là dell'Adriatico).
Hai ragione, è proprio come dici tu. E ti ringrazio per la correzione.
Però ... da Trieste (che ha perduto quasi totalmente l'entroterra ed è quasi circondata dalla Slovenia) si va in Croazia (cioè in Istria) via terra attraversando una striscia slovena di qualche chilometro soltanto. E scendendo da Graz (in Austria) verso la Croazia si deve attraversare una fetta di Slovenia ampia solo una ventina di km (circa come la distanza di Verona dalla costa veronese del Lago di Garda) e abitata da popolazione etnicamente più croata che slovena e fino alla 1ª guerra mondiale quasi tutta ungherese o austriaca. Gli attuali confini della Slovenia e della Croazia sono quelli "artificiali" conseguenza delle due guerre mondiali. [E continuano anche ai nostri giorni le rivendicazioni della Croazia su porzioni di territorio attualmente sloveno]. Dal punto di vista etnico gli sloveni sono un ramo separato degli slovacchi; e la popolazione slovena dell'800 non era affatto "costiera", costituendo solo una specie di isola incastrata tra la fascia costiera etnicamente tutta "veneta" e la regione più orientale abitata da croati (che verso est erano però mescolati da secoli con gli ungheresi). Tutta la costa dalmata nulla aveva a che fare con la Croazia!
Non sono mai stato in Croazia né in Slovenia. Ma sono stato più volte in Austria (e anche a Sud di Graz). Ricordo in particolare la mia impressione in un viaggio in autostop del 1987, osservando quanto traffico di camion c'era sulle strade che andavano dall'Austria sud-orientale nel nord della allora Iugoslavia. Ho anche fatto un centinaio di km su un camion che veniva da Marburgo (una volta Marburg e oggi Maribor in Slovenia). Il camionista era croato, parlava abbastanza bene sia il tedesco che l'italiano e mi diceva che il fatto che la Croazia fosse una "repubblica" era una farsa, perché in realtà a comandare era solo il governno centrale di Belgrado attraverso ramificazioni sostanzialmente ancora "titine" le cui persone fisiche erano quasi tutte serbe. E' stata allora per me una novità lo scoprire che in Croazia covava ancora (come in passato, ossia come sempre!) l'avversione al potere accentratore di Belgrado e un profondo desiderio di autonomia dalla Iugoslavia proprio nel suo significato etimologico (di "Slavi del Sud"). I Croati non si sono mai sentiti "Slavi del Sud".
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Messaggio Da ART- il Gio Dic 27, 2018 12:08 am

Erasmus ha scritto:Non sono mai stato in Croazia né in Slovenia.

In Croazia ho avuto occasione di andarci solo una volta, in Slovenia invece ci vado ogni anno e devo dire che mi piace molto. Poco popolata, con una differenza visibile anche "fisicamente", piena di monti e foreste enormi.
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