Beato Pier Giorgio Frassati, il suo diritto ad amare i poveri

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Messaggio Da tessa il Sab Dic 15, 2018 7:08 pm

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Il Beato Pier Giorgio Frassati ( 6 aprile 1901-4 luglio 1925),
era figlio del direttore della Stampa di Torino, Alfredo Frassati, e della pittrice Adelaide Ametis. Il padre era anche senatore del Regno e ambasciatore dell'Italia a Berlino. Il piccolo Pier Giorgio, carattere vivido e giocoso, bimbo bellissimo, non seguì le orme paterne che l'avrebbero portato alto in politica e in economia, ma si avvicinò sempre di più alla Chiesa Cattolica. Terminato il liceo classico, si iscrisse al Politecnico, facoltà ingegneria con indirizzo minerario per poter stare vicino ai minatori sofferenti e alle loro famiglie bisognose. Entro' nella FUCI ( federazione universitaria cattolici italiani, fondata nel 1896) e poi nel partito di don Sturzo, Partito Popolare, fondato nel 1919.  Nel 1922 prese l'abito di terziario domenicano. Si oppose alle durissime condizioni imposte dalla Francia alla Germania dopo la pace di Versailles, e al fascismo, cosa che fece anche il padre dalle colonne della Stampa.
Cominciò a seguire i più poveri in una Torino  che andava industrializzandosi e lo si vedeva spesso con carretti trasportare pacchi carichi di viveri e di altri generi di prima necessità a famiglie povere che vivevano in tuguri malsani. Aveva la sua idea sulla carità, non consisteva per lui nel dare qualcosa agli altri, ai bisognosi, ma nel dare sè stesso, il proprio cuore caldo d'amore che condivide la pena. Amava inoltre recarsi in montagna, fare scalate, ciò lo faceva sentire più vicino a Dio. Si affaticò molto per studiare e seguire le famiglie bisognose di Torino. Fu contemporaneo di Gramsci e Gobetti ma non si incontrarono mai.  I suoi genitori non andavano d'accordo e lui ne soffriva molto.
Nel 1925 si sposò a inizio dell'anno la sorella Luciana, e poi a fine giugno si ammalò la nonna materna, ma anche lui comincio' a non stare bene, avvertì dei malesseri, stanchezza, inappetenza, dolori, sembrava influeanza, invece saranno gli ultimi giorni della sua vita. Aveva contratto una terribile malattia infettiva, poliomielite fulminante. Probabilmente in uno dei luoghi malsani dove andava ad aiutare i poveri, però il verdetto vero arrivò troppo tardi. Ma l'attenzione della famiglia era tutta per la nonna e non per il" piccolo" disturbo di Pier Giorgio. Il 1^ luglio morì la nonna, dopo 2 giorni i funerali. Intanto il male aggrediva sempre di più la forte fibra di Pier Giorgio che non riusciva ad alzarsi più dal letto, il verdetto terribile lasciò increduli i famigliari e gli amici.
Ricevette la comunione e l'unzione degli infermi, poi l'agonia, sabato 4 luglio, alle sette di sera, spirò.
Centinaia di persone, gente semplice, vennero a rendere omaggio a Pier Giorgio.e poi gli amici. E così ai genitori divenne chiaro quanto di Pier Giorgio non avevano mai saputo o capito.
Il 6 luglio una folla immensa ai funerali nella parrocchia della Crocetta.
Ora è nel paradiso dei giusti, da dove prega per noi.


Ultima modifica di tessa il Dom Dic 16, 2018 11:12 am, modificato 1 volta
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Messaggio Da Samael il Dom Dic 16, 2018 7:02 am

Beato Pier Giorgio Frassati, il suo diritto ad amare i poveri 280_0_3708223_113862
Credo tutti, credenti o meno, sappiano chi fu Pier Giorgio Frassati, 
proclamato beato nel 1990 da Papa Giovanni Paolo II. E' considerato anche se non canonizzato, uno dei santi sociali torinesi per la grande attività caritatevole, sociale e benefica rivolta verso i poveri e gli emarginati.
Non è stato, comunque solo un filantropo, sebbene figlio di alti borghesi, l'educazione che ebbe in famiglia fu improntata su metodi e principi piuttosto rigidi.
La sorella Luciana, che al contrario di lui visse sino a tarda età (105 anni) definì quell'educazione "spartana" e la casa Beato Pier Giorgio Frassati, il suo diritto ad amare i poveri 9fnlvkBeato Pier Giorgio Frassati, il suo diritto ad amare i poveri Blessed-piergf-twoshotsignorile in cui vivevano, "una caserma".
La famiglia quindi gli trasmise un duro sistema di regole e doveri, basato sul rispetto, l'ordine, la disciplina e l'onore. La fede gli fu impartita unicamente dalla madre.
Nonostante la sua attivissima partecipazione a numerose associazioni di quell'epoca, il 18 maggio 1924, durante una gita al Pian della Mussa, era fortemente innamorato della montagna, insieme ai suoi più cari amici fondò la "Compagnia o Società dei Tipi Loschi",Beato Pier Giorgio Frassati, il suo diritto ad amare i poveri Tipiloschi un'associazione caratterizzata da un sano spirito d'amicizia e d'allegria, che dietro le apparenze scherzose e goliardiche, nascondeva l'aspirazione a un'amicizia profonda, fondata sul vincolo della preghiera e della fede.Ed era proprio il vincolo della preghiera a legare i "lestofanti" e le "lestofantesse", come scherzosamente si denominavano tra di loro.Oltre a essere un'intuizione quasi profetica (il cattolicesimo vissuto nella sua interezza anche nelle circostanze ordinarie della vita, senza separazioni e divisioni, in uno spirito di cristiana gioia) fu l'occasione di indimenticabili gite in montagna e buffi proclami in stile rivoluzionario.  Ma dietro l'apparente facezia si celava però il progetto di un'amicizia cristiana a tutto tondo, capace di valere per tutti gli ambiti della vita.
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Nonostante le ricchezze della famiglia venissero elargite ai figli con grande parsimonia, Pier Giorgio era spesso al verde perché il più delle volte i pochi soldi di cui disponeva venivano da lui generosamente donati ai poveri e ai bisognosi che incontrava o a cui faceva visita. Non di rado gli amici lo vedevano tornare a casa a piedi perché aveva dato a qualche povero i soldi che avrebbe dovuto utilizzare per il tram. Fece attivamente parte della Conferenza di San Vincenzo, aiutando tantissime persone che spesso non avevano di che vivere. "Aiutare i bisognosi - rispose un giorno alla sorella Luciana - è aiutare Gesù". In famiglia nessuno sapeva alcunché delle sue opere caritative; inoltre non compresero mai appieno chi fosse veramente Pier Giorgio, questo figlio così diverso dal cliché alto-borghese della famiglia, sempre pronto ad andare in aiuto dei poveri o in chiesa e mai a prendere parte alla vita mondana del suo stesso ceto.
Questi i sui meriti e la sua grande speranza nella fede, che visse attivamente.
Beato Pier Giorgio Frassati, il suo diritto ad amare i poveri 74-piccozza2

E' ovviamente solo un compendio a quanto hai già detto tu, tessa, che già avevi ben definito la figura di quest'uomo così ricco vita, carico di bontà e di fede.
Un rivoluzionario nel nome di Gesù.
Ed in fondo chi fu Gesù se non un rivoluzionario nel nome di Dio?
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