George Gershwin- Rapsody in blue

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George Gershwin- Rapsody in blue

Messaggio Da Samael il Lun Dic 10, 2018 2:50 pm


La Rapsodia in blu (Rhapsody in Blue) è una delle più famose composizioni musicali dello statunitense George Gershwin. Il brano fu inizialmente pensato dall'autore per due pianoforti. L'incontro con Paul Whiteman, direttore della omonima orchestra jazz di New York, spinse Gershwin a proporre la rapsodia come brano per pianoforte e big band. L'orchestrazione fu affidata all'arrangiatore di Whiteman, Ferde Grofé.
La rapsodia fu scritta da Gershwin nel tempo di qualche giorno per l'imminente esibizione in pubblico.
Il brano venne presentato il 12 febbraio del 1924 all'Aeolian Hall di New York. L'esecuzione, al pianoforte Gershwin, che non aveva avuto neanche il tempo di scrivere la parte,  fu un clamoroso successo: erano presenti alcuni grandi della musica del tempo, tra cui Fritz KreislerIgor StravinskySergej Rachmaninov e Leopold Stokowski.
L'anno successivo la Rapsodia venne trascritta una prima volta da Grofé per pianoforte ed orchestra e nel 1942, dopo la morte dell'autore, un'altra volta per orchestra sinfonica, così come è celebre oggi in tutto il mondo.
La registrazione del brano del 1927 con Gershwin e Whiteman venne premiata con il Grammy Hall of Fame Award 1974.
La Rapsodia in blu fonde due generi musicali, musica jazz e colta. La cultura musicale dalla quale proviene Gershwin lo porta sicuramente a inserire in un genere classico sonorità e arrangiamenti jazz o blues da cui il titolo della composizione.
La Rapsodia è fortemente rappresentativa della realtà metropolitana newyorkese e più in generale della cultura americana. Il titolo originario pensato da Gershwin infatti era American Rhapsody; l'autore stesso dichiarò: " .. la udii come una sorta di multicroma fantasia, un caleidoscopio musicale dell'America, col nostro miscuglio di razze, il nostro incomparabile brio nazionale, i nostri blues, la nostra pazzia metropolitana."
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Re: George Gershwin- Rapsody in blue

Messaggio Da tessa il Lun Dic 10, 2018 11:47 pm

George Gershwin (26 -settembre-1898- Brooklyn
                          11-luglio-1937 - Los Angeles).


Di Gershwin, ebreo russo, trasferitosi con la famiglia a New York da S.Pietroburgo, tutti ricordano la sua struggente Rapsodia in blu.

La esegui' la 1a volta in una giornata freddissima a New York,  era il 12 febbraio del 1924, nell'Aeolian Hall, e la gente era anche in piedi per ascoltare gli artisti che si esibivano, tra di loro vi erano molti altri musicisti, e poeti e scrittori.
L'inizio era per le 15, partecipavano 23 musicisti e Gershwin era il 22^.  Non era stata una serata molto brillante ma appena lui si sedette al pianoforte preceduto dal famoso glissando iniziale del clarinettista Gordon, si diede inizio  alla musica colta americana. Il brano è stato scritto con estrema fretta, Gershwin non ha preparato tutti i passaggi del piano e deve spesso improvvisare, tanto forte è la sua emozione che suona con le lacrime agli occhi. Quando si spegne l'ultima nota, dalla platea si leva un applauso forte, lungo, spontaneo.
La  sua" grande illusione," come scrive anche Massimo Mila, è quella di  creare un "jazz sinfonico", quasi a riscattarlo dai postriboli in cui è nato ed elevarlo al rango della musica classica. Ci vorrà del tempo prima che il tentativo risulti apprezzabile.

Arriviamo alla fine della sua vita, al 1937.
Gershwin si era trasferito a Los Angeles, e lì ebbe il primo segnale di pericolo, mentre dirigeva sul podio sbandò e stava per cadere se un amico vicino non lo avesse sorretto, poi vi sono mesi di tregua, poi settimane con mal di testa atroci, mentre le sue forze appaiono in declino. I sintomi possono essere attribuiti sia a un male fisico e sia a un superlavoro cui si sta sottoponendo. Viene ricoverato all'ospedale Cedars of Lebanon per una serie di esami tra cui la puntura lombare che, però, George rifiuta, e che avrebbe permesso una diagnosi immediata del suo tumore al cervello. Il paziente viene dimesso senza che le analisi abbiano chiarito niente, le sue condizioni sembrano stazionarie e migliorano anche, finchè sopraggiungono una serie di sintomi drammatici, un giorno in autostrada aggredisce l'amico che sta guidando e lo scaraventa fuori dalla macchina, riescono a fermarsi e ammette di non sapere perchè l'abbia fatto. Poi una persona a lui antipatica gli regala dei cioccolatini che stringe tra le mani e se li cosparge sul corpo. Ma dopo tutto precipita, il venerdì 9 luglio, dopo aver suonato un'ora, dice di sentirsi stanco e va a riposarsi, non vedendolo dopo qualche tempo i familiari lo cercano ma era passato dal sonno al coma dal quale non si sveglierà mai più.
Gli amici chiamano la Casa Bianca affinchè rintracci il miglior neurochirurgo del paese che era in vacanza col suo yacht nell'Atlantico, il presidente manda due navi militari che lo trovano in mezzo al mare e lo trasferiscono  nel New Jersey, e da lì sarebbe dovuto andare a Los Angeles. In realtà Gershwin era già stato operato e il neurochirurgo dice che non c'era nulla da fare, anche se l'avesse operato qualche settimana prima il tumore si sarebbe riformato.
Gershwin muore l'11 luglio del 1937, non aveva ancora 39 anni, e i funerali si svolgono nel tempio ebraico Emanuel di New York accompagnati dalle note della Rapsodia in blu.
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