Sempre sui misteri della Natura.

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Sempre sui misteri della Natura.

Messaggio Da Samael il Gio Nov 29, 2018 2:46 pm


D'inverno, gli alberi e la terra sono spenti e rigidi da sembrare morti, e invece la vita, come cuore che batte dentro ad un corpo che dorme, conserva la sua forza e continua a pulsare in silenzio.
Quando le dita contratte dell'inverno cominciano lentamente a distendersi, la neve si lascia bere dalla terra; la scorza legnosa dei semi s'ammorbidisce e si spacca, le gemme si gonfiano. Come un grande polmone che respira, la vita d'inverno si riduce, si contrae; d'estate invece si apre e si espande, cerca spazio e lo occupa con tutte le sue possibili forme. Germogli tenerissimi, che si spezzano solo a sfiorarli con le dita, bucano la crosta della terra con potenza inaudita, crescono, s'innalzano, si aprono, fanno steli, foglie e fiori.
Gemme dormienti fra le crepe delle cortecce e nelle cicatrici delle foglie cadute, si destano e s'inturgidiscono fino a scoppiare. Ma dell'esplodere hanno solo la forza, per il resto è un lento , silenzioso e commovente manifestarsi della bellezza, una cosa che accade e si lascia osservare. E' un meraviglioso nascere, Ogni gemma è un mistero da indovinare: saranno foglie, fiori, oppure un germoglio che genera un ramo? Guardate da vicino mentre si aprono, sembrano quasi organismi indipendenti, ma se si allarga lo sguardo, si nota, come crescendo, vanno a creare nell'insieme l'armonia.
C'è un alberello che cresce sulle pendenze calde delle colline, dalle mie parti, che chiamano la pianta di Giuda. Secondo un' antica leggenda, dopo aver tradito Gesù, Giuda si sarebbe impiccato a questo albero. 
Non lo so se questo è vero, ma c'è un miracolo che accade ogni anno sul tronco e sui rami di questo albero: è la sua incredibile fioritura. Ogni primavera, sui rami ancora nudi compaiono manciate di fiori compatti di un color rosa-fucsia intenso. La cosa più strana avviene però sul tronco nerastro di questa specie: i fiori escono direttamente dalle fessure della corteccia e, il loro colore saturo, in contrasto con il nero fuliggine della scorza, li fa sembrare carne viva su di una ferita aperta.
Da sempre la natura è un equilibrio, è un sistema che funziona grazie a fattori diversi e che concorrono a forze opposte che si contrastano.
Questi teneri germogli e fiori serviranno per il nutrimento degli animali selvatici del bosco, che in primavera saranno madri e cuccioli, e questi piccoli erbivori potranno a loro volta diventare carne fresca di cucciolo per la volpe, il lupo o l'aquila.
Tornare alla Natura è la cosa più giusta che l'uomo possa fare, solo così tornerà ad essere in pace con se stesso.
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Re: Sempre sui misteri della Natura.

Messaggio Da andrea936 il Ven Dic 07, 2018 5:16 pm

bellissime parole e bellissime immagini!
Io sono abbastanza vecchio da aver visto un'Italia meravigliosa. Purtroppo le mutazioni climatiche, l'inquinamento, la scomparsa delle biodiversità fanno presagire il peggio: non sono un catastrofista ma realista, dubito che le prossime generazion ipotranno mai avere una Naturacome l'abbiamo conosciuta noi
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Re: Sempre sui misteri della Natura.

Messaggio Da Samael il Sab Dic 08, 2018 3:50 pm

Ciao andrea936, intanto ben arrivato! .
Sono contento ci sia qualcuno a cui sta a cuore la nostra Natura.
Una volta l'uomo apparteneva integralmente all'ambiente naturale. Dico (e riprendo il tuo post) apparteneva perchè oggi i suoi mezzi tecnologici lo hanno allontanato da quello che, comunemente, consideriamo ambiente.
La sua esistenza continua a svolgersi sulla crosta terrestre, ma in zone da lui modificate profondamente, dove le forme della vita hanno ben poco spazio per manifestarsi. Tuttavia egli è un essere che respira, mangia, e si riproduce come qualsiasi altro mammifero. Quindi l'idea di poter ignorare l'ambiente come fonte di vita fisica e spirituale per l'uomo, è un'illusione piuttosto sempliciotta.
Chi non calpesta mai con i propri piedi i sentieri di montagna o all'interno di un bosco, o altri ambienti rimasti più o meno "selvatici", gode ugualmente di un bene che, anche se per lui non è proprio tangibile, è comunque un valore posseduto senza rendersene conto.
L'aria buona e l'acqua pulita non sono un bene solo per chi si interessa dell'ambiente, ama la Natura, sono cose preziose per tutti.
Viene da ridere nell'osservare quanto l'uomo moderno ricco di soldi, sia rimasto, inconsapevolmente, un anomalo essere primitivo. Egli ha fatto quello che la sua intelligenza gli ha permesso, per arrampicarsi su una posizione che lo facesse sentire al di sopra degli animali. Si è costruito protesi che hanno amplificato a dismisura la potenza dei suoi sensi e della sua forza, ma alla fine è rimasto quello che era: un animale.
Chi più è arrivato in alto nella scala sociale, più manifesta palesemente quella caratteristica: Le tribù primitive, ancora oggi esistenti ( aborigeni australiani, Piaroa, idios amazzonici, ecc.) ci dicono quanto lo spazio sia indispensabile per vivere serenamente, Invece la maggior parte della gente del mondo civilizzato vive in abitazioni accatastate una sull'altra, in una vicinanza innaturale con i propri simili; con una densità assolutamente insopportabile anche per qualsiasi altra specie sociale.
La Natura ci insegna che molti mammiferi vivono in branco, ma con un numero di individui limitato e con spazi enormi fra un gruppo e l'altro. Perfino gli insetti, esseri sociali per eccellenza, come le api e le formiche, interpongono spazi relativamente grandi fra una colonia e l'altra.
Noi, per quanto insistiamo a ritenerci al di sopra di certe cose, in questo non siamo per niente diversi.
Infatti, la cosa più comune che fa un uomo ricco della nostra società è la stessa che faceva un uomo primitivo o un animale dominante: si crea spazio vuoto intorno, riservandolo per se stesso, alla sua piccola tribù e pochi altri individui.
Il ricco esce dalla città, si fa la villa con una grande recinzione (gli animali emettono segnali odorosi) per difendere fisicamente il suo territorio e, per custodirlo almeno simbolicamente con violenza dichiarata, espone lance acuminate sul muro e sulle cancellate (gli animali esibiscono, zanne, corna e artigli).
Ovviamente, intorno alla villa, non deve mancare un parco molto grande, che imiti il più possibile un bosco naturale, arricchito da cespugli fioriti, intervallato da spazi aperti che diano la sensazione della profondità dello spazio. C'è chi è arrivato perfino a comprarsi un'isola per farsi vuoto intorno.
Altri elementi importanti sono la piscina e le fontane, perchè l'acqua è il simbolo stesso della vita, immergersi in essa dà una sensazione di contatto pieno con la Natura. Senza dimenticare che intorno all'acqua, (nel periodo degli amori), la femmina di turno esibisce le sue grazie all'aria aperta, per invitare il maschio dominante all'accoppiamento. Serve inoltre il campo da tennis dove il capo possa battersi con l'avversario per dimostrare o confermare la propria superiorità. Si può aggiungere la palestra privata per meglio definire i muscoli; perchè se in pubblico, per apparire superiori, bastano le auto di grossa cilindrata e l'abbigliamento di qualità, nel "corpo a corpo" la femmina mette a nudo e richiede al maschio una certa dose di efficienza e forza fisica "animale".
Nell'alta società esiste anche un'arena per soli maschi, un campo di battaglia neutro, al di fuori dei territori di ciascuno, dove i dominanti si battono amichevolmente. Il conflitto è simbolico, ma gli elementi sono sempre gli stessi: tecnica, concentrazione e, soprattutto, tantissimo spazio, alberi, prati e laghetti. Sto parlando dei campi da golf, ovvero dei club dove i maschi si confrontano e si esibiscono, mentre le femmine si mantengono in posizione defilata a commentare, valutare e scegliere.
Ne deduco che questo non proprio inconscio desiderio di superficie Naturale, sia più una necessità vitale radicata dentro di noi, che una voglia culturale di ostentare ricchezza materiale.
Per i poveri cristi, i comuni mortali, che non possono permettersi il parco privato e neppure l'arena, gli spazi naturali di cui possono godere sono patrimonio comune e forse per questo ancora più importanti.
Più persone saranno consapevoli e conosceranno le regole del vivere secondo Natura, più tutta la nostra terra sarà tutelata.
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Re: Sempre sui misteri della Natura.

Messaggio Da andrea936 il Sab Dic 08, 2018 8:09 pm

Buonasera, grazie!)
...e pensa per contraddizione alla disgrazia di ieri: un migliaio di ragazzi si ammassano in un capannone senza spazio e pieno di frastuono per trovarvi la morte. Io conosco le Marche: una regione bellissima , con tanti piccoli borghi isolati in mezzo alla campagna, tanto spazio , tanta aria e verde.
Si dice che tra qualche decennio la maggior parte della popolazione mondiale vivrà in [poche] spaventose megalopoli...
   Forse resterà qualche borgo medioevale circondato da mura e ponte levatoio dove rifugiarsi come ai tempi delle invasioni barbariche...
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Re: Sempre sui misteri della Natura.

Messaggio Da Erasmus il Dom Dic 09, 2018 1:51 am

andrea936 ha scritto:[...] pensa per contraddizione alla disgrazia di ieri [...]
Questa non è una "disgrazia" (come potrebbe essere la morte per terremoto, o perché (come è già successo) cade un aereo proprio dove si sono radunate mole persone!
Questa è una "tragedia" dovuta non solo alla criminalità di chi organizza un concerto per un gran numero di spettatori –venduti ben 1400 biglietti! – in un ambiente angusto [non solo senza alcuna scappatoia, ma addirittura senza finestre almeno per dar aria in casoo di insufficiente ossigeno] e alla idiozia di che in un simile ambiente si permette l'uso di bombolette che alterano gravemente l'aria (già scarsa e viziata dal solo respiro di troppa gente). La tragedia è dovuta all'idiozia collettiva di accettare un simile rischio!
No: non mi sono spiegato, credo che non si capisca quello che volevo dire.
Allora dico qualcosa di generale, prescindendo da questo luttuoso ennesimo caso.
Quando si scatena "il panico" ci scappa inevitabilmente il morto!
[Vi ricordate la partita di calcio in Belgio durante la quale la conflittualità tra avverse tifoserie ha indotto la gente a tentare la fuga? E' scattato anche là il "panico" ... e ci furono ben 11 morti, calpestati dalla massa di gente che semplicemente aveva fretta di uscire!]
Allora non si va assolutamente dove è possibile il "panico" collettivo di molta gente! Si evita OVVIAMENTE di partecipare a raduni dove è possibile l'innesco del panico.
Più gente c'è, più è probabile che ci sia anche un cretino, un delimquente, un depresso al quale non dispiace nemmeno morire!
Per me quel migliao di giovani è un migliaio ... di "coglioni" (e chiedo scusa per la parola triviale ... ma questa volta non trovo di meglio per sottolineare la stupidità di tutta questa gente, nessuno escluso!).
Uno dovrebbe pemsare: cosa succede se, chissà per quale motivo, qualcuno inizia a spingere, a voler farsi largo? Cosa succede se uno semplicemente sporca l'aria con una bomboletta di gas puzzolente (come purtroppo succede in ogni carnevalata)?
Ma perché si permette di vendere queste moleste bombolette? Addirittura bombolette con effetti, benché modsestissimi, paragonabili all'iprite: irritazione cutanea che porta alla smania incotrollabile di grattarsi!
Non ho mai preteso di essere superiore agli altri: di certo però non mi sono mai messo in situazioni dove potesse scatenarsi il "panico" collettivo! E considero stupidi (perché assolutamente imprudenti) quelli che non valutano in anticipo quali sarebbero le conseguenza nel caso in cui per chissà quale motivo potesse innescarsi il panico collettivo.
[Per esempio: una partita di calcio ben giocata piace anche a me. Ma a vedere una partita di calcio allo stadio sono andato una sola volta (e solo per restare in compagnia degli amici che avevano scelto così). Avevo circa 16-17 anni (quindi ... eravamo nel 1953 o '54). Ricordo che era una amichevole tra il Verona (allora in serie B) ed il Torino (ovviamente in serie A). Ma proprio quell'esperienza è stata sufficiente a farmi decidere di non andare mai più allo stadio: troppa gente agitata che pare desiderosa di venir dalle parole alle mani! [E se scatta il fugg–fuggi che succede? La gente spinge, qualcuno cade, e gli altri lo calpestano e ci inciampano.]
––––––––
Cari Samael e andrea936
Sì: troppa gente se ne frega di rispettare la Natura!
Ma perché la legislazione permette che dai supermercati esca materiale di confezione (quindi da buttare) di peso e di volume anche maggiori del peso e del volume dei prodotti da consumare?
Questa non l'ho mai capita!
[Quando è iniziata la raccolta differenziata dei rifiuti "porta a poarta" qui dove abito io – più di 20 anni fa – ho predisposto dei contenitori per la carta, per la plastica e per il vetro. Eravamo in 5 e il contenitore della plastica si riempiva in circa ubna settimana! Aesso (che i miei tre figli sono sposati ) siamo rimasti in due... ma il contenitore dekla plastica si riempie in due gioni (e a volte in un sol colpo sistemando una sola"spesa"!).
Per giunta: ci sono un sacco di confesioni (latte UJT, succhi di frutta, ecc.) in carta plasticata, cioè uno strato di carta ed uno di plastica, asolutamente inseparabili! Dove li butto? Non nella plastica perché sono soprattutto di carta. Ma nemmeno nella carta perché quella plastica è ... "indigesta" nel processo di riciclaggio della carta!
[Inciso: purtroppo in Italia più della metà della raccolta differenziata dei rifiuti è una presa per i fondelli! I rifiuti (raccolti magari "porta a porta") vengono spesso buttati tutti insieme in discariche dove vengono bruciati all'aperto dopo essere stati cosparsi di cherosene o altro simile combustibile! E molto spesso questo non basta a smaltirli tutti. E allora si pagano ditte straniere perchè se li vengano a caricare e portare all'estero! Gli amministratori di Roma e Napoli ne sanno qualcosa più di me!]

Io ho smesso di fumare da quattro anni. Ma nei precedenti 14 anni fumavo solo un pacchetto di sigarette alla settimana. [In precedenza, per circa 40 anni ho fumato poco meno di unn pacchetto al giorno!]. E non ho mai comperato sigarete col filtro! La mia scelta di sigarette senza filtro era proprio per motivi "ecologici". Una cicca di tabacco – ritagli minuti di foglie e un pezzetto di sottile carta di riso [che le formiche si mangiano volentieri, le ho osservate iostesso] non inquina, come non inquina una foglia secca. Invece una cicca con fitro, se non viene raccolta, resta lì dov'è sempre uguale (senza alcun degrado biologico) per decenni! Vi siete mai fermati in autostrada sulla corsia di emergenza? Avete mai osservato il bordo della carreggiata? E'cosparso di cicche di sigarette con filtro (semplicemente buttate dal finestrino da automobilisti fumatori). Migliaia di km di autostrade con milioni (o anche centinaia di milioni) di cicche con filtro, praticamente indlebili!
--------------
Voi mi parlate di passeggiate nei boschi e sui sentieri di montagna!
Ho passato la gioventù a gustare ascensioni (e attraversamenti di boschi)! Sempre evitando di mettermi a rischio (e quindi non coltivando l'alpinismo atletico ma non risparmiandomi in salite impegnative per dislivello di quota). [La quota più alta è stata per me la vetta del Monte Rosa –luglio 1974 –]. Ma anche in bici e in sci da fondo ho gustato la vista dall'alto di paesaggi naturali stupendi! [Specie sulle Dolomiti: ma anche sulle alpi Orobiche, sull'appennino toscano, ecc, ecc.]. E non ho mai capito quelli che salgono solo sui passi in moto o in auto! L'assenza di rumori fastidiosi che si gusta a piedi, in bici o in sci da fondo è impagabile! E' il giusto contorno alla contemplazione dei paesaggi circostanti ...

Scusate queste confessioni d'un vecchio che ora quelle gite (quasi sempre in solitudine) non le può più fare! Sono stato colto da ... un attacco di nostalgia.
––––––––––


P.S. (editando apposta)
Do anch'io il "Bene arrivato!" ad andrea936 (di cui vedo per la prima volta un suo intervento)
Ma ... che significa "936"?
Non mi dire che anche tu sei della mia stessa "classe 1936" hai cioè 82 anni)!
No: chissà cosa significa!
Me la risolverai questa mia curiosità?

Ciao ciao.
Saluti ed auguri a tutti!

_________________
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