La Banshee di Bunworth. Racconto Irlandese.

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Messaggio Da Samael il Mar Ott 02, 2018 1:26 pm

A circa metà di tre secoli or sono, il reverendo Charles Bunworth era rettore di Buttevant, nella contea di Cork.
Era un uomo di grande pietà e profonda cultura, puro di cuore e ricco di buoni intendimenti. Rispettato dai ricchi era amato dai poveri, nè la diversità del credo impediva loro di rivolgersi al "Ministro" (così essi chiamavano Mr. Bunworth) nella difficoltà e nel bisogno, sicuri di ricevere da lui i consigli e l'assistenza che un padre presterebbe ai suoi figli.
Era un amico ed un benefattore per tutti gli abitanti della zona circostante; a lui si rivolsero per consigli e istruzioni sia Curran che Yelverton, venuti appositamente dalla vicina città di Newmarket prima di entrare al Dublin College.
Giovani, poveri e privi di esperienze questi uomini, in seguito tanto eminenti, ricevettero da lui, oltre ai consigli che cercavano, anche un aiuto finanziario, e la loro brillante carriera giustificò in seguito il discernimento del benefattore.
Ma quel che rese famoso Mr. Bunworth ben oltre i confini delle parrocchie limitrofe, fu la sua perizia nel suonare l'arpa irlandese e la sua ospitalità e buona accoglienza verso i poveri arpisti che giravano il paese di casa in casa. Grati al loro mecenate, questi menestrelli itineranti cantavano le sue lodi con l'accompagnamento tintinnante delle loro arpeLa Banshee di Bunworth. Racconto Irlandese. Bard1
invocando sulla sua testa canuta calorose benedizioni in cambio della sua generosità e celebrando con i loro versi, le fiorenti grazie delle sue figlie Elizabeth e Mary.
Era tutto ciò che questi potevano fare, ma chi può dubitare della sincerità della loro gratitudine quando, all'epoca della morte di Mr. Bunworth, non meno di 15 arpe vennero deposte nel solaio del suo granaio, a lui offerte dagli ultimi appartenenti  ad una razza ormai scomparsa.
Queste vestigia erano senza dubbio insignificanti come valore intrinseco, ma vi è qualcosa nei doni che vengono dal cuore, che merita di essere conservato, ed è assai triste che quando egli morì, queste arpe siano state distrutte una dopo l'altra e usate come legna da ardere da un servitore ignorante che era rimasto a custodia della casa, una volta che la famiglia si era temporaneamente trasferita a Cork.
Le circostanze riguardanti la morte di Mr. Bunworth potranno essere messe in dubbio da alcuni, ma esistono ancora dei testimoni attendibili che ne attestano l'autenticità e che possono essere citati per avvalorare molti, se non tutti, dei particolari che seguono.
Circa una settimana prima della sua dipartita, nelle prime ore delle seraLa Banshee di Bunworth. Racconto Irlandese. 1701336i?
fu udito un rumore alla porta di ingresso che somigliava a quello prodotto dalla tosatura delle pecore. Però, al momento, nessuno ci fece caso. 
Erano circa le 11 di quella stessa notte quando Kavanagh, il pastore, fu di ritorno da Mallow, dove era stato mandato nel pomeriggio per procurare una certa medicina.
Miss Bunworth, alla quale egli consegnò il pacchetto, lo vide in uno stato di grande agitazione.
Ricordiamo che in quel momento suo padre non era affatto in pericolo di morte.
" Che c'è Kavanagh? " chiese Miss Bunworth, ma il poveretto, che appariva assai confuso, riuscì a borbottare solo: " Il padrone, Miss, il padrone, sta per lasciarci". E vinto dallo sconforto, scoppiò in lacrime.
Miss Bunworth, che era una ragazza dai nervi saldi, gli chiese se a Mallow egli aveva saputo qualcosa che gli facesse sospettareche suo padre fosse peggiorato.
:- No signorina- disse Kavanagh , :- Non a Mallow... --
"Kavanagh" disse la ragazza, con quel suo fare dignitoso per cui andava famosa.La Banshee di Bunworth. Racconto Irlandese. A70f026bfc6e1e44dc5d84495550f7e4 "Temo tu abbia bevuto, cosa che non mi sarei mai aspettata in un momento come questo, quando il tuo dovere sarebbe quello di rimanere sobrio; credevo che di te ci si sarebbe potuti fidare, che avremmo fatto se il flacone della medicina si fosse rotto o fosse andato perduto? Il dottore ha detto infatti che è cosa della massima importanza che mio padre prenda la medicina stasera stessa. Ne riparleremo domattina, quando sarai nelle condizioni di capire ciò che ti dico.
Kavanagh la guardò con aria inebetita, il che certamente non contribuì a cancellare l'impressione che egli fosse ubriaco,e i suoi occhi erano gonfi e vuoti dopo il pianto. La sua voce, tuttavia, non era certo quella di un ubriaco.
"Signorina", disse, "poichè spero di ricevere la grazia nell'altro mondo, giuro di non aver toccato nemmeno una goccia di whiskey da quando ho lasciato questa casa, ma il padrone...".
"Parla piano" disse Miss Bunworth, " sta dormendo, e speriamo continui a riposare".
"Che Dio lo voglia" rispose Kavanagh, " ma oh! Signorina, ci lascerà, certamente lo perderemo, il padrone. Lo perderemo!! " e si torceva le mani.
" Ma che vuoi dire Kavanagh?" chiese la ragazza.
"Che significa?... La Banshee è venuta per lui, signorina, e non sono stato il solo ad udirla".
"Non è che una sciocca superstizione" disse Miss Bunworth-
"Può essere" rispose Kavanagh, come se le parole "sciocca superstizione" arrivassero alle sue orecchie senza raggiungere la mente.
"Può essere, ma mentre attraversavo la gola di Balybeg....La Banshee di Bunworth. Racconto Irlandese. 20e02b3370487f4446a2b0086064f23b... lei mi seguiva, lamentadosi ed urlando, i lunghi capelli sciolti sulle spalle e lungo il corpo, la sentivo ripetere di quando in quando il nome del padrone, in modo chiarissimo. Quando arrivai alla vecchia Abbazia, si separò da me e si diresse verso l'antico cimitero e, avvolgendosi nel mantello, se sedette sotto l'albero che era stato colpito dal fulmine e cominciò a lamentarsi tanto amaramente da straziare il cuore a sentirla".
"Kavanagh" disse Miss Bunworth, che era rimasta ad ascoltare questo straordinario ed incredibile resoconto, "credo che mio padre stia molto meglio e spero che presto sia in grado di alzarsi e di convincerti lui stesso che tutto questo è frutto della tua fantasia, comunque, ti prego non far parola con nessuno di quanto hai detto, gli altri servitori si spaventerebbero o ti giudicherebbero un pazzo".
Poco a poco, però, Mr Bunworth peggiorò, ma non accadde nulla di particolare fino alla notte prima della sua morte.
Quella notte entrambe le figlie, esauste per la continua assistenza, vennero convinte a prendere un pò di riposo e un'anziana signora, lontana parente, e amica di famiglia rimase al capezzale del loro padre.
L'anziano gentiluomo era stato sistemato in salotto, dove era stato trasferito il mattino per suo espresso desiderio, immaginando che il cambiamento gli avrebbe giovato un poco.
La testata del letto era accostata alla finestra.In una stanza attigua stavano alcuni amici e, come si usa in simili circostanze, molti conoscenti della famiglia erano riuniti in cucina.
La notte era serena e illuminata dalla luna, il malato dormiva e nulla rompeva il silenzio della loro triste veglia, quando la piccola compagnia, che si trovava nella stanza attigua al salotto, la cui porta era aperta, fu improvvisamente colpita da un rumore proveniente dalla finestra vicina al letto: fuori della finestra cresceva un roseto, tanto vicino da sfiorare quasi il vetro; esso fu scostato con un certo rumore e si udì un fioco lamento, accompagnato da un battere di mani, come di una donna in grande afflizione.
Il suono sembrava provenire da qualcuno o qualcosa che fosse molto vicino alla finestra.
La signora che sedeva al capezzale di Mr. Bunworth, si reco nella stanza attigua e chiese allarmata ai gentiluomini presenti se avessero udito la Banshee.
Due di loro, scettici sulle apparizioni soprannaturali, in fretta si alzarono e uscirono, per scoprire la vera causa di quei rumori, che pure loro avevano sentito distintamente.
Girarono tutto intorno alla casa, esaminando ogni luogo, soprattutto vicino alla finestra, da dove sembrava provenire quella voce; ma invano, non trovarono nulla, e attorno regnava il silenzio più assoluto. Tuttavia nella speranza di svelare quel segreto continuarono ansiosamente le ricerche anche lungo la strada che, per essere dritta ed essendo la notte chiara potevano vedere distintamente per un buon tratto.
Ma tutto era silenzioso e deserto ed essi tornarono delusi, ma tanto più sorpresi furono quando appresero che, per tutto il tempo della loro assenza, coloro che erano rimasti in casa avevano udito i lamenti ed il battere di mani ancora più forti e più distinti di prima.
Come la porta d'ingresso fu chiusa alle loro spalle, ecco che sentirono di nuovo i medesimi funebri lamenti!
Dopo di ora in ora, il malato si aggravò e quando sorsero le prime luci dell'alba, Mr. Bunworth spirò.
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Beh... in effetti è difficile credere a cose che non si vedono. Ma quella che sopra ho riportato è una storia "vera". In effetti il personaggio di Mr. Bunworth è realmente esistito ed i particolari della sua morte sono riportati nel " Worthies of Ireland" dell'illustre studioso ed eminente Docente del folklore Dott. Ryan, vol. I, p. 228, dove si afferma che il fatto è documentato sugli atti della fam. Bunworth, e nell'archivio della Trinity College di Dublino.
Samael
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