La prevalenza del cretino

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Messaggio Da Athos il Mer Set 12, 2018 3:35 pm

Nell'epoca dei libri e giornali abbiamo avuto la democrazia, le costituzioni, i diritti civili e il welfare, che si sono chiamati Bob Kennedy, De Gaulle, Brandt, Aldo Moro e Berlinguer.
 
Nell'epoca della televisione abbiamo avuto una democrazia chiamata Bush e Berlusconi.
 
Nell'epoca del web e dello smartphone abbiamo una democrazia chiamata Trump, Salvini e Di Maio.

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Messaggio Da Epoch il Ven Set 14, 2018 4:42 pm

In pratica, condensando, quello che abbiamo ce lo siamo cercati?
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Messaggio Da Athos il Ven Set 14, 2018 5:35 pm

Epoch ha scritto:In pratica, condensando, quello che abbiamo ce lo siamo cercati?

L'uomo è storia.
Tanto più è storia un intero popolo, una società.

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Messaggio Da Samael il Lun Set 17, 2018 3:12 pm

Certo, però non è il caso di fare del vittimismo.
Non è che poi nell'epoca dei giornali si vivesse tanto meglio che nell'epoca dell'iPhone di oggi.
Almeno così dice la storia, almeno è per quanto ho potuto constatare di persona.
Credo sia il prezzo che si paga per la democrazia. Per essere occidentalizzati e democratici.
Se fossimo un regime totalitario questi dilemmi non ardiremmo nemmeno di poterceli porre.
E ogni cosa ha un prezzo.
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Messaggio Da Rossoverde il Gio Set 20, 2018 2:31 pm

certo che dopo renzi , boschi, andrea romano, picierno, orfini, serracchiani, martina, orlando bonafede , morani, quella sciapita di verona che non mi viene in nome , serracchiani, e tutti gli altri che non mi vengono in mente, benvengano salvini e di maio. Distruggiamoci che ci fa bene e speriamo in un altra vita. La prevalenza del cretino 3139025231
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Messaggio Da Samael il Ven Set 21, 2018 1:04 pm

La Triade giallo verde è una merda. Non è questo il problema del distruggerci o del non distruggerci. Mi chiedo spesso da quanti anni, secoli, l'Italia non sia stata governata da della merda.
Parlavo di vittimismo perchè è tipico di noi italiani. Spaghetti e mandolino o Würstel mit Kraut, dipende solo da dove abiti, ma il carattere non cambia.
Forse è colpa nostra, ed è stato detto che la corruzione in Italia è iniziata con Augusto nel 27 a.C.
Forse non ci impegnamo abbastanza a capire e a studiare chi ci governa. Siamo intolleranti ed incostanti. Tutto ed il contrario di tutto.
Alla fine, sono i nostri governanti che non ci meritano.
E come ogni altra cosa (che non merita la fiducia di chi dovrebbe guidare), diventa assolutamente un rifiuto, oltremodo ingombrante.
Allora che si fa? La rivoluzione?
Vaglielo a dire a quelli che non lavorano perchè non ci sono posti di lavoro. O a chi ha lavorato tutta una vita e adesso non gli danno nemmeno la casa popolare... Magari sono già abbastanza incazzati.
Ma a quelli che si fanno il mutuo per comprarsi il Suv.... a quelli non chiederlo. Nemmeno a tanti ragazzi, che se domandi chi è Marx, ti chiedono se è uno dei SuperEroi della Wonder Comics. Non chiederlo nemmeno a questi. Neanche agli Afro-italiani. O ad altri nati altrove e che qua si trovano bene, nonostante tutto.
In fondo non è nemmeno facile governare.
Nemmeno dare una risposta. Occorrerebbe la panacea degli alchimisti, e forse non basta.



 
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Messaggio Da Mastro Titta il Dom Set 23, 2018 4:58 pm

Athos ha scritto:Nell'epoca dei libri e giornali abbiamo avuto la democrazia, le costituzioni, i diritti civili e il welfare, che si sono chiamati Bob Kennedy, De Gaulle, Brandt, Aldo Moro e Berlinguer.
 
Nell'epoca della televisione abbiamo avuto una democrazia chiamata Bush e Berlusconi.
 
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Messaggio Da Mastro Titta il Dom Set 23, 2018 5:06 pm

Samael ha scritto:
Forse è colpa nostra, ed è stato detto che la corruzione in Italia è iniziata con Augusto nel 27 a.C.


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Messaggio Da tessa il Dom Set 23, 2018 6:17 pm

Sì', Cicerone scrisse "In Verrem", ma la Roma repubblicana era più pudica, col princeps Augusto comincio' la sistematica corruzione a Roma, e il senato e il popolo romano tacquero, come ci racconta Tacito. La città di Roma nei primi tempi l'ebbero in mano i re, poi L.Bruto istitui', con la libertà,' il consolato.
Oramai essendo caduti Bruto e Cassio, a Filippi, la repubblica non aveva più eserciti, e siccome Pompeo ( Sesto Pompeo, figlio di Pompeo Magno) fu sconfitto, Lepido spodestato e Antonio ucciso, al partito cesariano non era rimasto nessun capo tranne Ottaviano che comincio' ad attirare su di sè le prerogative del senato, dei magistrati e delle leggi, e nè nessuno osava ostacolarlo, sicchè il raggiro e la corruzione regnavano sovrani. E questo era il princeps, il capo del mondo, non un oscuro ladrone, Verre, in Sicilia.Tacito cercò di opporsi, ma anche lui faceva parte della cerchia imperiale, avendo sposato la figlia del potentissimo Giulio Agricola, il conquistatore della Britannia, e per questo ebbe il cursus Honorum spianato.
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Messaggio Da tessa il Dom Set 23, 2018 6:48 pm

Mastro Titta ha scritto:
Athos ha scritto:Nell'epoca dei libri e giornali abbiamo avuto la democrazia, le costituzioni, i diritti civili e il welfare, che si sono chiamati Bob Kennedy, De Gaulle, Brandt, Aldo Moro e Berlinguer.
 
Nell'epoca della televisione abbiamo avuto una democrazia chiamata Bush e Berlusconi.
 
Nell'epoca del web e dello smartphone abbiamo una democrazia chiamata Trump, Salvini e Di Maio.
Per puro spirito polemico e per cristallina meschinità puntigliosa, ricordo ad Athos (che lo sa benissimo) che i libri sono stati inventati nella seconda metà del XVmo secolo e la televisione intorno al 1930, anche se si diffuse nel dopoguerra. Quanto alla democrazia (o a qualcosa che gli somigliava) risale addirittura ai tempi di Pericle, quando l'unica forma di comunicazione era mettersi al centro di una piazza e gridare forte.
Caro Mastro Titta, ma io sono più puntigliosa di te. Che tipo di libri intendi tu? Solo quelli di carta stampati da Gutemberg e altri tipografi? Certo, siamo nel 1492, data importante, morì' Lorenzo il Magnifico, fu scoperta l'America. Si dice che la carta venne inventata in Cina nel 100 a.C. dal tronco del gelso. I papiri, non sono libri per te? I codici non sono libri per te? L'epopea di Gilgamesh è stata ricavate da migliaia e migliaia di tavolte cuneiformi che si trovano, in gran parte, nei musei vaticani. Tu le hai viste? Quelle non sono libri? Per quanto riguarda i codici, che piu' si avvicinano ai libri che tu hai in mente, ebbene essi vennero creati con pergamene che erano pelli di pecore apportunamente trattate e cucite in quinterni.
Le pergamene più antiche che abbiamo sono:

1) Codice Sinaitico (IV sec) parte nel monastero di Santa Caterina sul Sinai, parte a Berlino.
2) Codice Alessandrino (V sec.) presso il patriarca ortodosso d'Alessandria
3) Il Codice Vaticano (IV sec.) nella biblioteca vaticana.

Sono giornali anche quelli digitali, ovvio.

Pericle, poi, non fece tutto da solo, accentuò le riforme di Clistene ed Efialte.
  A rivederci.
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Messaggio Da Mastro Titta il Dom Set 23, 2018 7:48 pm

study .


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Messaggio Da tessa il Dom Set 23, 2018 8:20 pm

@ Mastro Titta.
Sì, hai perfettamente ragione con Gutemberg, fin dalle medie consideravo nello stesso anno la scoperta dell'America ( perchè infausta per te? per il genocidio dei nativi? qualcuno ci sarebbe arrivato prima o poi), la morte del Magnifico e l'invenzione della stampa. Chissa' perchè si cristallizzano tali idee forse perchè molti libri furono stampati dal 1494 in poi. Come vedi ho imparato una cosa nuova grazie a te. Notte.
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Messaggio Da Athos il Dom Set 23, 2018 9:43 pm

Evidentemente il mio post di tre righe, all'inizio, non è così apoditticamnte chiaro quanto io pensavo.

Nella prima epoca ho evocato solo figure positive, ma era sottinteso - essendo cosa ben nota perfino a persone infinitamnte più limitate di quanto non siano gli illustri qui presenti - che negli stessi secoli (cioè dei libri) ci sono stati innumervoli perfidi individui, autocrati sanguinari, ignobili truffatori e anime di tutte le tonalità del grigio e nero.
Ma proprio questo è il senso: "nonostante tutto", cioè nonostante l'eterna nequizia umana, abbiamo avuto etc etc - ognuno metta gli eroi che preferisce, nel campo del pensiero, della politica, della scienza, della poesia, della bellezza.

Ciò detto, vorrei però sommessamente sottolienare che il mio post iniziale era poco più di una battuta, al solo scopo di far riflettere sull'unica cosa sulla quale, a quanto sembra, nessuno ha voglia di riflettere, ossia: quanto vale in termini culturali, e soprattutto politici, l'epoca del web?

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Messaggio Da tessa il Dom Set 23, 2018 10:58 pm

Io credo che l'epoca del web sia importante culturalmente perchè persone che non scrivevano una riga o non leggevano mai un libro, per poter partecipare a un forum hanno dovuto cominciare a leggere, sennò si è automaticamente esclusi dal gruppo web. Mi dirai che chi non sa scrivere non impara dalla sera alla mattina, ma io ho notato miglioramenti sintattici in alcuni, anche se lievi, vuol dire he si sono recati in libreria ad acquistatre libri, perchè, diciamocela francamente, stare sempre attaccati ad internet e vedere film porno è anche scocciante e si preferisce il confronto.  Eco disse che una massa di asini scriveva sul web, ma non tutti avevano la sua  cultura, confesso di aver letto piacevolmente Nel nome della rosa, e di essermi scocciata col Pendolo di Foucault e con Baudolino. Lui non è Spinoza.
Dal punto di vista culturale il web è stato un bene per molti. Da altri punti di vista è un'idiozia, ad es postare i propri selfie, tutte le donne seminude si fanno i selfie in bagno (?), poi c'è la moda delle curvy ( chiamale curvy, orrore! soo botti ) dove donne orrende con tonnellate di cellulite si fanno fotografare in bikini e dicono che stanno bene così, ma se non possono neanche camminare, ma che dicono, e così la moda di postare le foto del compleanno, del primo (...) bacio, del primo(?) fidanzatino, un cumulo di idiozie, e di aspettare i like, questo sì che è un abisso culturale, ma i cretini c'erano anche prima, direi che si è accentuato il razzismo e l'antisemitismo che sempre c'era in Italia, si è accentuato nelle solite persone, però, non è che vi siano stati proseliti. Coloro che hanno votato i giallo-verdi lo hanno fatto soprattutto perchè credono nel reddito di cittadinanza ( ma gia' vengono esclusi gli immigrati) ma solo in attesa di un lavoro vero, e se il reddito di cittadinanza è di 788€ al mese e il lavoro vero di 600, se arriva, a chi vuoi che interessi il lavoro vero? Boeri dice che non vi sono soldi e così anche la Corte dei Conti, ma Di Maio ( perchè è capitato a noi...), dice che i soldi usciranno. Intanto le pensioni d'oro non sono ancora state tagliate, un parlamentare ( non so chi) si lamenta che ha il cancro e che se gli tagliassero la pensione d'oro non potrebbe più curarsi come prima, centinaia di migliaia d'Italiani hanno il cancro e si curano con la mutua. Strepita anche Cicciolina che vuole i suoi 5000 € al mese, certo, ora a 67 anni i soldoni ballando nuda non li fa più.

Quindi penso che il web culturalmente sia stato un bene, perchè chi voleva partecipare a una discussione si è ripassato la grammatica, politicamente un male perchè ha aumentato il senso di razzismo e antisemitismo che taluni individui già avevano.
Non so se altri risponderanno alla tua domanda.
Buonanotte.
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Messaggio Da Mastro Titta il Lun Set 24, 2018 7:32 am

study


Ultima modifica di Mastro Titta il Ven Giu 07, 2019 1:26 pm, modificato 1 volta
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Messaggio Da Athos il Lun Set 24, 2018 8:59 am

tessa ha scritto:Io credo che l'epoca del web sia importante culturalmente perchè persone che non scrivevano una riga o non leggevano mai un libro, per poter partecipare a un forum hanno dovuto cominciare a leggere, sennò si è automaticamente esclusi dal gruppo web.
...
Quindi penso che il web culturalmente sia stato un bene, perchè chi voleva partecipare a una discussione si è ripassato la grammatica, politicamente un male perchè ha aumentato il senso di razzismo e antisemitismo che taluni individui già avevano.
Non so se altri risponderanno alla tua domanda.
Buonanotte.

Amesso che il web sia fatto solo di forum (il che non è) e ammesso che la partecipazione a un forum induca a migliorare la propria grammatica (il che è un trionfo dell'ottimismo più sfrenato), rimane il fatto che un razzista idiota dotato di buona grammatica non è meno iniquo di un razzista idiota analfabeta.

Ma è molto più pericoloso, inserito nel meccanismo comunicativo globale, perché gli analfabeti, i disgraziati ignoranti e i cretini potevano - al tempo dei libri e dei giornali - al massimo incontrarsi all'osteria, in gruppetti di quattro o cinque, e borbottare tra loro qualche invettiva, tra una partita a briscola e un rutto liberatorio in allegria.
Col web l'osteria è diventata grande come il mondo, gli ignoranti e i cretini si riconoscono, si salutano, si sostengono l'uno con l'altro e fanno massa planetaria.

Quanto all'esclusione dai "gruppi web", tu evidentemente ti riferisci ai forum che hai frequantato - che poi, stringi stringi, è uno solo, nelle sue varie metamorfosi: forum popolati da persone che appartengono, appunto, all'epoca dei giornali e dei libri
Ti posso assicurare che nella gran parte dei forum, soprattutto politici, e nei blog e in altri situazioni tipiche del web, è molto più probabile essere "automaticamnte esclusi" se si è in grado di leggere e scrivere correttamente, per non parlare del "pensiero", della "cultura", che equivalgono di fatto a un attentato alla "libertà del popolo".

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Messaggio Da Mastro Titta il Lun Set 24, 2018 1:12 pm

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Messaggio Da tessa il Lun Set 24, 2018 3:20 pm

Mastro Titta ha scritto:
Athos ha scritto: quanto vale in termini culturali, e soprattutto politici, l'epoca del web?

In che misura il web abbia cambiato il mondo (e continui a cambiarlo) è un tema di così grande rilievo e che ha scomodato tali schiere di sociologi ed antropologi che francamente mi sento ridicolo, io piccolo forumista, a trattarlo, rispondendo alla sollecitazione di Athos. Peraltro, mi sembra che Athos ne veda principalmente l’aspetto cultural-politico, richiamando la nota osservazione di Umberto Eco sul web quale “odierna osteria”. Ma anche Umberto Eco era un uomo del ‘900 e quel secolo non dista vent’anni dal nostro ma un millennio.

Dobbiamo infatti ricordare, in primo luogo, che, nel lungo percorso dell’Umanità, vi sono stati momenti di fortissima accelerazione che hanno trasformato completamente la nostra vita dal punto di vista economico, sociale, politico, familiare, culturale, religioso e sessuale. Si tratta, come noto, delle famose “rivoluzioni”: la rivoluzione cognitiva, la rivoluzione agricola, la rivoluzione industriale, ecc. Quella che abbiamo vissuto, negli ultimi, è la rivoluzione “informatica”, di cui il web è uno dei suoi artefici principali, che ha fatto in pochi anni diventare “antichi” tutti coloro che non fossero nativi digitali. La rivoluzione informatica, unitamente allo sviluppo della robotica, sta letteralmente cambiando i destini della specie umana. Per capirne molto di più, suggerisco a chi vuole di leggere due libri favolosi, che personalmente mi hanno impressionato molto, e che hanno venduto ognuno più di trenta milioni di copie nel mondo: si tratta di “Sapiens, da animali a dei. Breve storia dell’Umanità” e di “Homo Deus” dell’antropologo Yuval Noah Harari, dell’Università di Gerusalemme.

Come tutte le grandi rivoluzioni che hanno interessato l’intero genere umano, la rivoluzione informatica ha stravolto il mondo del lavoro (leggete, se volete, il Prof. Jerry Kaplan e il suo “Le persone non servono” e ne ricaverete motivi di riflessione), la vita sociale (e qui può venire utile lo studio di Kevin Kelly e il suo “L’inevitabile…”), i rapporti affettivi (mi vengono in mente le opere di Zygmunt Bauman e il suo “Amore liquido”) insomma, l’uomo di questo secolo è veramente un “uomo nuovo” rispetto al sua “antenato” che ha vissuto nel secolo scorso. La cosa potrebbe anche non piacerci, ma negare l'evidenza non è mai razionale.

E veniamo ad Umberto Eco e ad Athos e alla loro “Osteria” del web, dove ogni cretino può dire la sua. Il problema è che facciamo fatica a capire che la rivoluzione informatica ha stravolto anche il concetto di uomo “colto” e persino di uomo intelligente.  La robotica farà divenire assolutamente pleonastica l’intelligenza umana (che non può competere con quella artificiale) e la cultura che verrà richiesta all’intellettuale del futuro non sarà quella storico-analitica di uno studioso novecentesco.  Quella informatica è una rivoluzione globalista in economia e mondialista in politica (e in cultura) per cui sarà molto più importante un comune denominatore concettuale tra classi dirigenti dispersi in tutto il pianeta che una profondità di conoscenza localistica, basata su di una lingua nazionale destinata a morire e su di una storia destinata ad essere dimenticata.

Scusate l'estrema sintesi, resa necessaria dal luogo e dallo strumento. E' stato come tentare di riassumere in un solo post la Divina Commedia. Non mi resta che invitarvi a leggere la copiosa pubblicistica sull'argomento, lettura interessante, alla fine della quale vi accorgerete di essere ormai morti. Mi ha consolato la considerazione che, se un morto si accorge di essere tale, probabilmente non è morto del tutto.
MT
Caro Athos,
consideri il web come una Polymerase Chain Reaction ( Reazione a Catena della Polimerasi) per cui un chimico 20 anni fa ebbe il Nobel, è un apparecchio grande come una scatola di scarpe che con pochi nucleotidi del virus e cambiando temperatura, e aggiungendo una polimerasi, dà amplificazione del virus stesso, permettendo che si studi meglio, così è stato studiato l'HIV anche se è a RNA.  Ora consideri che l'amplificazione del concetto cerebrale avvenga solo per i cretini, ma si amplificano anche i concetti delle, poche, persone intelligenti rimaste, vedi la professoressa Conticelli, la senatrice Liliana Segre, e ancora Tony Morrison, del 1931, Nobel letteratura 1993, scrttrice afro-americana, e tante altre/i. Qui non c'è solo la prevalenza del cretino, ma c'è uno scontro tra cretinini e non cretini, come sempre. Per conto mio considero il web una conquista, almeno stai dietro lo schermo e non ti prendi nè AIDS, nè tubercolosi che è in recrudescenza e resistente ai farmaci, e nè niente. Capisco che così la vita è diversa da prima, ma da prima quando? A parte una breve parentesi tra sifilide e Aids, negli anni 70, siamo sempre stati aggrediti dai microrganismi.  Ci si arrangia come si puo', trovo lo schermo del pc molto protettivo nei confronti di infezioni sessualmente trasmesse, parliamo  pure attraverso lo schermo. Bisogna adattarsi. Manca la corporeità, ce ne faremo una ragione.
Ciao.


Ultima modifica di tessa il Mar Set 25, 2018 11:21 am, modificato 1 volta
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Messaggio Da Athos il Lun Set 24, 2018 9:39 pm

Mastro Titta ha scritto:
Athos ha scritto: quanto vale in termini culturali, e soprattutto politici, l'epoca del web?

In che misura il web abbia cambiato il mondo (e continui a cambiarlo) è un tema di così grande rilievo e che ha scomodato tali schiere di sociologi ed antropologi che francamente mi sento ridicolo, io piccolo forumista, a trattarlo, rispondendo alla sollecitazione di Athos. Peraltro, mi sembra che Athos ne veda principalmente l’aspetto cultural-politico, richiamando la nota osservazione di Umberto Eco sul web quale “odierna osteria”. Ma anche Umberto Eco era un uomo del ‘900 e quel secolo non dista vent’anni dal nostro ma un millennio.
Dobbiamo infatti ricordare, in primo luogo, che, nel lungo percorso dell’Umanità, vi sono stati momenti di fortissima accelerazione che hanno trasformato completamente la nostra vita dal punto di vista economico, sociale, politico, familiare, culturale, religioso e sessuale. Si tratta, come noto, delle famose “rivoluzioni”: la rivoluzione cognitiva, la rivoluzione agricola, la rivoluzione industriale, ecc. Quella che abbiamo vissuto, negli ultimi, è la rivoluzione “informatica”, di cui il web è uno dei suoi artefici principali, che ha fatto in pochi anni diventare “antichi” tutti coloro che non fossero nativi digitali.
...

E veniamo ad Umberto Eco e ad Athos e alla loro “Osteria” del web, dove ogni cretino può dire la sua. Il problema è che facciamo fatica a capire che la rivoluzione informatica ha stravolto anche il concetto di uomo “colto” e persino di uomo intelligente.  La robotica farà divenire assolutamente pleonastica l’intelligenza umana (che non può competere con quella artificiale) e la cultura che verrà richiesta all’intellettuale del futuro non sarà quella storico-analitica di uno studioso novecentesco. 

Una delle conseguenze caratteristiche della modernità è la consapevolezza "finita" del tempo e dello spazio, materiale o immateriale.
Un caso particolare e, a suo modo, pratico di tale consapevolezza è la perdita di una coscienza umana priva di aggettivi: non si è più "persona", ma persona adolescente, o giovane, o di mezza età, o vecchio, e così anche attuale, inattuale, occidentale, globale, locale, così come consumatore, produttore, allineato, disallineato, e così via.
Per troppa coscienza abbiamo perduto la fiducia nell'uso della coscienza stessa.

Noi - io, tu, quasi tutti gli altri qui - siamo quello che siamo, figli del '900, ed eredi un carto mondo e di una certa cultura, di un concetto di uomo e di intelligenza.
Non possiamo  fare altro che essere noi stessi: siamo quello che siamo anche quando immaginiamo un futuro completamnte diverso, e chiamiamo "rivoluzione" ciò che ai nativi digitali sembra la normalità - anzi "è" la normalità.
In ogni tempo, sia pure con minore nitida, lancinante nitidezza, uomini "inattuali" (come noi siamo ora) hanno visto arrivare le onde lunghe di cambiamnti epocali: non si sono rassegnati, ma hanno pensato, giudicato, parlato secondo la propria coscienza: quanto abbia pesato questa loro presenza, questa coscienza nel seguito della storia non siamo in grado di misurarlo coin precisione.
Certo, non hanno fermato il cambiamnto epocale, ma probabilmente hanno contribuito a conservare qualcosa - forse il meglio, forse chissà - di ciò che quel cambiamnto avrebbe travolto, o forse hanno contribuito a governarlo con spirito "laico", cioè non fideistico o rassegnato.

L'informatica, così come fu l'industrializzazione, costuitisce un progresso, ma va governato il sistema sociale che produce: governato, non solo "guardato" mentre avviene.
L'industrializzazione è stata governata a fatica, si poteva e si può fare di meglio: ma qualcosa è stato fatto, sia pure da uomini e coscienze rincorsi dalla propria, continua inattualità.
Chi altri, se non noi, siamo in grado di avvertire quanto ci sia di disumanizzante, di mostruoso, in certe conseguenze apparentemente marginali - perfino ludiche - della tecnologia?
Noi, che siamo in fondo gli ultimi testimoni di un'epoca e di una storia.
E' vero: forse fra non molto sarà considerato "anormale" un ragazzino che guarda il paesaggio, o fantastica in silenzio seduto nella propria stanza, invece di stare con gli occhi fissi sullo smartphone o a alla playstation.
Forse quel ragazzino con gli occhi fissi sullo smartphone sarà utilissimo alla società e a se stesso, Forse no.
Se noi, adesso, vedendolo, pensiamo di no, abbiamo il dovere di dirlo.
Forse non servirà a niente. Ma serve a noi, per essere coerenti con noi stessi: per il momento l'intelligenza umana è ancora questa.

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Messaggio Da Athos il Lun Set 24, 2018 9:48 pm

tessa ha scritto: Ora consideri che l'amplificazione del concetto cerebrale avvenga solo per i cretini, ma si amplificano anche i concetti delle, poche, persone intelligenti rimaste

Le persone intelligenti non sono poche, semmai sono una grande minoranza. Ma questo si sa da sempre.

No. Le idee stupide, le cazzate, le stramberie si diffondono, proliferano molto, molto, molto più facilmente e più rigogliosamnte delle buone idee e dei buoni sentimenti.
Innanzi tutto perché sono più semplici da dire, oltre che più semplicistiche neel contenuto.
Poi perché i cretini, o i creduloni, sono non solo più numerosi, ma soprattutto sono più infaticabili, essendo più ottusi.

Per costruire e far attecchire i principi, per non parlare delle istituzioni, della democrazia, ci sono veoluti decenni e decenni.
Per mandare al potere Hitler sono bastati cinque o sei anni.
E' un esempio rudimentale, ma chiarisce bene il concetto.

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Messaggio Da Mastro Titta il Mar Set 25, 2018 9:00 am

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Messaggio Da Athos il Mar Set 25, 2018 11:23 am

Dal tuo intervento mi sembra di evincere che tu pensi che io voglia negarti il diritto di essere "inattuale", cioè sostanzialmente di pensarla come la pensi. Mi spiace se ti ho dato questa impressione perchè non era questa la mia intenzione. Volevo solo ricordarti che abbiamo appena vissuto e continueremo a vivere anni di mutamenti epocali che hanno profondamente cambiato i nostri concetti di "cultura" e di "intelligenza" e perciò ci potrà accadere, sopratutto su internet, di imbatterci in soggetti che ci sembreranno "idioti" o "ignoranti" e che invece sono solo più "attuali" di noi. Non ti ho chiesto di "condividere" queste mutazioni antropologiche ma solo di non sorprenderti per esse. Ti volevo altresì fornire anche qualche buon suggerimento di letture sull'argomento. Se seguirai questo suggerimento, sono certo che mi ringrazierai. Saluti.


No, non parlavo per me, per un mio diritto.
Parlavo di noi, della nostra inattualità, che non è diritto, né opzione, ma un dato oggettivo, che merita però di essere ripensato: non come limite, ma come opportunità.

Prendere atto, "vedere" ciò che accade non significa "sorprendersi".
Nel mio caso sarebbe una ben strana sorpresa, visto che mi occupo di questo tema dalla fine degli anni 80, quando ne ho fatto l'ispirazione prevalente della rivista di cui ero responsabile, in base ai segni che già allora cominciavano a manifestarsi.

Tu, quando insisti sulla necessità dell'apertura mentale nel giudicare "l'intelligenza", usi esattamnte la "tua" intelligenza e la "tua" cultura, non quelle futuribili, e nemmeno quelle attualmente prevalenti.
Ignorare l'attualità e i suoi segni, in nome di un'ipotesi possibilista, non ha senso: il futuro è un'astrazione, o meglio, è un'eterna estensione del presente in forma di immaginazione - ossia giudicare il presente in base a ciò che tu immagini possa essere il futuro. Alla fine, sei sempre tu, la "tua" intelligenza e la tua cultura, la tua storia.

Il pessimismo è irragionevole tanto quanto l'ottimismo, quando entrambi siano aprioristici e senza legami con la realtà visibile.
Probabilmente tutto il discorso sarebbe assai più chiaro, e meno discutibile, se prendessimo in esame casi concreti, tra i mille e mille disponibili sul web, di questi "soggetti che sembrano idioti", o meglio ancora di certi fenomeni che sembrano mostriciattoli.

Athos

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Messaggio Da tessa il Mar Set 25, 2018 11:50 am

Athos ha scritto:
tessa ha scritto: Ora consideri che l'amplificazione del concetto cerebrale avvenga solo per i cretini, ma si amplificano anche i concetti delle, poche, persone intelligenti rimaste

Le persone intelligenti non sono poche, semmai sono una grande minoranza. Ma questo si sa da sempre.

No. Le idee stupide, le cazzate, le stramberie si diffondono, proliferano molto, molto, molto più facilmente e più rigogliosamnte delle buone idee e dei buoni sentimenti.
Innanzi tutto perché sono più semplici da dire, oltre che più semplicistiche neel contenuto.
Poi perché i cretini, o i creduloni, sono non solo più numerosi, ma soprattutto sono più infaticabili, essendo più ottusi.

Per costruire e far attecchire i principi, per non parlare delle istituzioni, della democrazia, ci sono veoluti decenni e decenni.
Per mandare al potere Hitler sono bastati cinque o sei anni.
E' un esempio rudimentale, ma chiarisce bene il concetto.
@ Athos. Eh, no. Per mandare al potere Hitler non sono bastati 5-6 anni. Devi considerare la sconfitta della Germania nella IGM, le pesanti sanzioni imposte dalla Pace di Versailles, l'iperinflazione, la disoccupazione al 40%, è chiaro che ville e case dei ricchi ebrei diventavano ambiti da queste masse di poveri tedeschi,  avendo la Repubblica di Weimar bisogno di lingotti d'oro e non di carta-straccia decise di cominciare la caccia all'ebreo, anzi all'oro degli ebrei. Quando le casse di uno Stato soo vuote e abbisognano d'oro si saccheggia sempre. Così fu da parte di isabelle di Castiglia che mandò i conquistadores a saccheggiare le popolazioni dell'America centrale, così fu per la l'avvento di Hitler, nel 33 che cominciò la lotta contro gli ebrei per riempire le casse dello stato col loro denaro.

Dici che il cretino è più ottuso, e quindi più pericoloso, ma  la persone intelligente vale 50 cretini, come vedi sono ottimista per il futuro dell'Italia.

Quanto al web c'è, internet fu inventato 30 anni fa, circa, nel CERN, si è diffuso nel mondo, si sta lavorando alla donna e all'uomo bionici, dei cyborg,  forse uomini e donne soli perchè brutti e butterati troveranno in essi conforto, chissà, anche i cani danno conforto perchè non un cyborg? Le cose sono in continua evoluzione, bisogna adattarsi e non rimpiangere i momenti in cui " gli innamorati andavano per il Lungotevere a rubasse li baci a mille de sotto l'arberi..." Ora vi sono troppi topi per il Lungotevere-
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Messaggio Da Athos il Mar Set 25, 2018 3:52 pm

tessa ha scritto:@ Athos. Eh, no. Per mandare al potere Hitler non sono bastati 5-6 anni. Devi considerare la sconfitta della Germania nella IGM, le pesanti sanzioni imposte dalla Pace di Versailles, l'iperinflazione, la disoccupazione al 40%, è chiaro che ville e case dei ricchi ebrei diventavano ambiti da queste masse di poveri tedeschi,  avendo la Repubblica di Weimar bisogno di lingotti d'oro e non di carta-straccia decise di cominciare la caccia all'ebreo, anzi all'oro degli ebrei.

... Le cose sono in continua evoluzione, bisogna adattarsi e non rimpiangere i momenti in cui " gli innamorati andavano per il Lungotevere a rubasse li baci a mille de sotto l'arberi..." Ora vi sono troppi topi per il Lungotevere-

Nel '24 Hitler stava in galera, a scrivere il Mein Kampf: poi esce, si organizza meglio, sfruttando quella situazione che tu hai descritto (che non era opera sua) e in in cinque, sei anni arriva al potere.

Che significa "adattarsi"?
Rimanere in estasi davanti i "mutamenti epocali"?
Anche il capire, giudicare, cercare eventualmente di opporsi - e sì, anche avere memoria e sentimenti relativi, suggeriti dalla situazione - è un modo di prendere atto della realtà.

Pare che si stia perdendo l'idea che sia normale "governare il cambiamnto", invece che semplicemente fare da spettatori - o al massimo, come a teatro, a cantare in coro il ritornello, chiamati dallo showman di turno, come forma di "attiva partecipazione".

Athos

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Messaggio Da tessa il Mar Set 25, 2018 10:42 pm

@ Ad Athos voglio dire che in qualche modo, noi non- cretini, abbiamo fatto del tutto per non mandare Berlusconi al Quirinale, e c'è mancato pochissimo che ci finisse, é stato Monti a non farlo entrare perchè si candidò e prese voti che, se avesse preso Berlusconi, poveri noi, che fine avremmo fatto, che si portasse tutte le sue bagasce al Quirinale sarebbe stato il meno. Io ricordo in quegli anni bui i girotondi, il sostegno a De Magistris, vestiti di arancione, la lotta strenua contro tutti quei ladroni suoi sodali. Il non-cretino s'è mosso, ha vinto i referendum, ha bloccato la berlusconizzazione totale dell'Italia. Non sono del tutto ostile ai 5*perchè non solo molti del PD, portroppo, hanno votato per loro, ma anche molti potenziali elettori di Berlusconi. Mi dirai, ora Berlusconi può essere rieletto e vincerà, e chi lo rielegge? Il 29 compie 82 anni, il suo ruolo nella storia del mondo è finito, anche se Reagan, Napolitano sono stati sulla breccia pure se molto più anziani.
Ho tutti questi ricordi tremendi, alcuni ragazzi occupavano gli incroci vicino a casa mia per lottare contro la legge bavaglio, distibuivano manifestini, insomma è stata la prevalenza del non-cretino a vincere. Ciao.

@ A Mastro Titta voglio dire che ha scritto in un suo precedente post :" La robotica farà diventare assolutamente pleonastica l'intelligenza umana ( che mai può competere con quella artificiale)...etc etc. Io direi il contrario.
Ecco qui non sono d'accordo, penso si inventeranno dei cyborg, già vi sono, sempre più perfezionati, lei farà le pulizie,
cucinerà, risponderà alle domande del padrone ( parlo di un cyborg donna) ma la strada per costruire un cervello umano con tutti i suoi miliardi di neuroni è ancora lunga, e non credo che si realizzerà un cyborg intelligente, perchè l'intelligenza è la capacità di risolvere i problemi ed è appannaggio fin ora solo dell'essere umano.
Buonasera.
tessa
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