Sulla nascita della religione.

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Messaggio Da Samael il Ven Set 07, 2018 1:47 pm

Quando è nata la religione? 
Se vi siete posti questa domanda vuol dire che vi interessate all'evoluzione dell'uomo.
Nel senso che  dobbiamo far partire l'evolversi della ricerca spirituale dell'essere umano a circa 180.000 anni fa. Ovvero, dal terzo periodo (caldo) interglaciale in poi, per arrivare, passando per la cultura musteriana inferiore dell'uomo di Neanderthal, sino al panorama religioso odierno.
Le domande che ci poniamo sono varie: dov'è cominciato questo comportamento che noi definiamo "religioso"? Quanto indietro dobbiamo andare nel tempo per trovare l'origine della credenza della vita dopo la morte o dell'esistenza di esseri, divinità e spiriti soprannaturali?
Gli antropologi credono che il comportamento religioso possa essere facilmente individuato già circa 135.000 anni fa, nel cosiddetto periodo Neanderthaliano, visto che gli uomini di Neanderthal seppellivano i propri morti con grande sensibilità e cura.
Nelle loro tombe venivano deposti dei fiori, e insieme ai corpi venivano seppelliti anche dei manufatti che dovevano servire per la vita dopo la morte o per essere offerti agli dei. 
Ancora, quello che ci chiediamo è: che cosa ha spinto questi uomini a credere ad un'altra vita, o in esseri soprannaturali? Le uniche motivazioni plausibili sono "la paura" e "i sogni".
Tutti noi conosciamo il potere della paura, e che gli uomini di Neanderthal non avrebbero mai potuto spiegarsi cose come i fulmini e gli incendi delle foreste, i terremoti e le tempeste, i tuoni e le burrasche, cos'altro avrebbero potuto pensare ci fosse dietro questi fenomeni, allora, se non esseri soprannaturali, esseri che dovevano essere placati, venerati e temuti?
La paura deve aver giocato un ruolo fondamentale nello sviluppo di idee riguardanti l'esistenza degli esseri soprannaturali, e anche oggi è la paura che spinge milioni di persone a inginocchiarsi nelle chiese, pagode, moschee e sinagoghe di tutto il mondo.
Chi non ha paura della morte... di quello che accadrà a noi tutti una volta morti; quindi è la paura lo stimolo primario della nostra specie : l'Homo sapiens.
Per quanto poi riguarda il credere nella vita dopo la morte, la risposta più semplice è quella del "sogno".
Un sogno può essere estremamente vivido, reale e toccante.
Una volta svegli ci capita di sorprenderci del fatto che tutto quello che abbiamo visto (oniricamente) sia stato solo un sogno.
Se foste un Homo Neanderthalensis, cosa pensereste di un sogno molto vivido in cui stavate cacciando di nuovo con il vostro amico di tanto tempo addietro? Lui (nel sogno) era vivo! Ma com'è possibile? Il vostro amico è stato sepolto molte lune fa, eppure ecco che la scorsa notte è tornato in vita per cacciare ancora una volta insieme a voi. Allora la spiegazione più semplice è che lui non sia veramente morto, di sicuro sta continuando a vivere da qualche altra parte.
Da allora, migliaia e migliaia di anni fa, si sono sviluppati ed evoluti schemi basilari di comportamento ritualistico e motivi, o temi, mitologici che si sono diffusi mediante un processo di propagazione che va come minimo dal periodo Neanderthaliano alle caverne di Cro-Magnon, fino ad arrivare alle chiese ed alle cattedrali di oggi.
Uno dei più frequenti comportamenti di questo tipo è il "pasto sacro", o meglio il cannibalismo rituale.
Infatti ancora oggi si pratica questo rito.
Un esempio è la forma simbolica della comunione cattolico-romana, quando il fedele mangia il corpo del suo Dio e beve il suo sangue. ("Prendetene e mangiatene tutti: questo è il mio corpo offerto in sacrificio per voi" - "Prendetene e bevetene tutti: questo è il calice del mio sangue, per la nuova ed eterna alleanza, versato per voi e per tutti in remissione dei peccati").
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Messaggio Da tessa il Ven Set 07, 2018 5:47 pm

Caro Samael,
le tue interpretazioni sono senz'altro esatte, ma ricordiamoci che l'uomo ama anche Dio. Gesù non è piu' solo un capro espiatorio ma è l'agnello di Dio. E grazie a quest'amore che con l'eucaristia desidera essere più vicino al suo Creatore.
Pensiamo alla bellezza delle preghiere eucaristiche da parte del sacerdote, e ci renderemo conto che non è solo la paura che spinge l'uomo verso la divinità ma soprattutto l'amore.
Ciao.
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