L'Europa alla resa dei conti

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Messaggio Da Condor il Ven Set 27, 2013 11:30 pm

Previa sollecitazione dell'Amico Erasmus a rientrare nel forum che ci ha visti partecipi in proficue argomentazioni in tema di Europa, e con la mia promessa che se avessi avuto qualche argomento interessante di discussione, avrei fatto immediatamente mio il suo invito, ebbene, con piacere rientro in "Areaforum" - e come sempre con scarsa partecipazione per mancanza di tempo- per condividere con voi, e in particolare con l'Amico Erasmus, un argomento divenuto ormai incandescente di questi tempi di crisi economica, sulla coesione dell'Unione Europea e in particolar modo del progetto €uro.

 
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Bentornato, Condor,
nel forum "Unione europea"!

Il coordinatore L'Europa alla resa dei conti Erasmusname
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Ultima modifica di Condor il Sab Set 28, 2013 12:24 am, modificato 1 volta
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Messaggio Da Condor il Ven Set 27, 2013 11:32 pm

Qui l'intero video dei lavori.

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Messaggio Da Erasmus il Dom Set 29, 2013 1:58 am

Ciao Condor!
Vedo solo ora il tuo rientro.
Ho ascoltato l'intervento di Rinaldi (video da oltre 19 minuti).
Adesso è notte.
[Certamente non è il caso che mi metta ad ascoltare/vedere ul secondo video che dura quasi tre ore!]
Dico subito che 'sto rinaldi non mi è piaciuto per niente. Mescola cose ovvie (che lui porta a sostegno delle sue tesi poco precisate, ma che in realtà non sono le giuste premesse per motivare quelle tesi) con altre "fregnacce" che non stanno né in cielo né in terra! 
Domani mi riprometto di spiegare meglio cosa intendo dire.

Purtroppo il patriottismo alla Rinaldi non basta a tirarci fuori dal guano!
Invece di lamentarsi del comportamento dei governi Berlusconi, di Berlusconi (come politico) e dei berluschini, Rinaldi implicitamente attacca letta e Monti che sono andati appena eletti "premier" a conferire con la Merkel.
Lui dice "a fare gli inchini a Berlino".
Eh no!
Piuttosto a far intendere (o almeno a tentare di farlo ... sperando di non essere contraddetti da lì a pochissimo, come succede ora a Letta) che non tutti gli italiani sono deficienti;  e che non tutti i politici italiani sono dei miserabili "faccia-di-tolla"; e non tutti i "premier" italiani sono dei "capataz" abili solo in demagogia.

Ma ... il nostro sistema politico fa acqua da tutte le parti!
E' di oggi la bella notizia consistente nella attesa che passi il week-end per assistere  al crollo del governo.  La notizia che, invece di rimboccarsi le maniche, è ribadito quel tipo di ricatto dei parlamentari berluschini (e anche ministri!) consistente nel voler a tutti i costi che un condannato definitivamente a 4 anni di carcere continui non solo a non andare affatto in prigione, non solo a restare tranquillo in parlamento come se nulla fosse successo, ma addirittura essere lui la chiave di volta del governo stesso, una specie di "conditio sine qua non".

Il disastro politico è davanti a tutti, a tutti gli europei e non solo europei!
Ma chi ha votato questo parlamento? Gli Italiani, in piena libertà e democrazia!
E noi dovremmo essere fieri del nostro popolo bue?
E dove starebbe l'attuale grandezza del popolo italiano?
Che senso ha il "battere i pugni sul tavolo" che invoca Rinaldi?

A me (purtroppo) torna sempre alla mente la favola di Esopo/Fedro «Le rane vogliono un re».

Ciao Condor. 
A domani

Ciao a tutti

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Messaggio Da Condor il Dom Set 29, 2013 4:44 pm

Amico Erasmus, io da europeista convinto, ascoltando l'intervento di Rinaldi, non ho voluto leggere in quel messaggio l'accanimento anti-europeo – per questa Europa – del relatore; anzi, credo che le ottime argomentazioni addotte, a sostegno dell'Europa che tutti vorremmo: Uniti nella diversità, in un futuro prossimo faranno riflettere molti europei, ad iniziare da coloro che dall'Unione, e dall'Euro in particolare, hanno voluto trarre velati interessi “egemonici”.
Io penso che ci troviamo nella fase di un Risorgimento Europeo, dove come tutte le guerre risorgimentali ha lasciato dei morti sul campo, nel caso specifico: morti da Euro-economia.
La domanda da porci è: quanti morti richiederà ancora la fase di unità politica europea?
Vedendo ancora lontano - tanto da perderne ormai le speranze - tale fase, talvolta mi pongo delle domande e mi rispondo da solo, giungendo alla conclusione che, per come si stanno evolvendo gli eventi, non si richieda l'unione degli stati nella diversità – così come recita il motto dell'Unione - ma si voglia perseguire il concetto di responsabilità delle classi dirigenti e politiche dei paesi membri, attraverso la rigidità della politica economica dei singoli stati. Questo produrrà inevitabilmente il crollo economico di alcuni paesi dell'Unione, trascinando nel vortice anche i paesi virtuosi del Nord-Europa.
La mia su citata tesi la si riscontra avvalorata nell'emorragia di floridissime imprese italiane, finite già da tempo in mani extra-europee.
La responsabilità maggiore della crisi economica italiana, che mina anche l'alto concetto di Unione Europea, è della classe politica nazionale, certamente! E questo non lo nega nessuno, neanche Rinaldi nel suo intervento.
Ma la mentalità dei lestofanti la si può cambiare con un processo di rigore economico?
La mia risposta è: no!
Le mentalità si cambiano con i processi di integrazione politica che, ribadisco, vedo ancora molto lontano per l'Europa.
Se è vero che c'è qualche rana che vuole un re, è anche vero che ci sono topi che approfittano dell'assenza del gatto per fare indigestione di formaggio, e con lo squilibrio digestivo non si è mai vissuti bene.
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Messaggio Da ART- il Sab Ott 05, 2013 5:39 pm

Condor, non ci siamo mai fatti facili illusioni ma sono convinto che in ogni caso bisogna continuare a tentare fino alla fine. Quello che rimarrà se l'Europa cade lo possiamo leggere anche fra le righe di certi squilibrati mentali che bazzicano ogni tanto anche sui nostri forum: saranno loro a gestire a modo loro un'Europa rassegnata alla non-unità, abbandonata a sè stessa, e sappiamo bene a cosa ci porterà. L'idea non mi lascia proprio indifferente.
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Messaggio Da Condor il Dom Ott 06, 2013 7:03 am

Amico Art, tentare fino alla fine di credere in una unità politica dell'Europa potrebbe essere tardi, molto tardi per i nostri figli, i nostri nipoti.
Non tutti i nostri figli avranno la fortuna di avere eredità da privilegi concessi ai loro avi, come li avranno i successori di Carlo Azeglio Ciampi, di Romano Prodi, di Berlusconi, o di Mario Monti.
Ho citato solo alcuni dei nomi tra coloro che hanno svenduto l'Italia al mondo (per i nomi del passato si guardi il video in calce).
Tentare fino alla fine di credere in una Europa dell'euro-zona unita politicamente, potrebbe essere tardi non solo per l'Italia, ma per l'Europa stessa.
Siamo in piena fase di deindustrializzazione dell'Italia, non per effetto della globalizzazione, ma per precisi progetti politici che vengono da molto lontano, non senza la complicità dei nomi sopra citati.
Anche i giganti muoiono. La storia è pregna di eventi che hanno visto la decadenza e la morte di floride civiltà.
La cosa grave è avere la consapevolezza di dove certe politiche ci condurranno, e allo stesso tempo avere una classe politica assopita e complice di chi ci vuole impoveriti; ancor peggio è constatare l'ignoranza del popolo.
Sono trascorsi circa dodici anni da quando abbiamo ceduto la sovranità monetaria; troppi, a mio avviso, per non passare già da tempo all'unità politica dell'Europa.
Una spinta al processo di integrazione politica di tutti gli stati dell'Unione potrebbe venire proprio dall'Italia, ed in questo preciso momento storico - non a caso parlavo di Risorgimento Europeo -
Amico Art, ben vengano gli euro-scettici, probabilmente sarà proprio grazie a loro che finalmente vedremo quelle politiche comunitarie di sviluppo che tutti gli europei attendono.

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Messaggio Da ART- il Sab Nov 16, 2013 6:59 am

Ben vengano gli "euro-scettici"? Ma questi euro-scettici manco sanno di cosa stiamo parlando, Condor: questo qui ad esempio vuol far credere "fra le righe" che l'idea di moneta unica se la sono inventata nel 1989 o giù di lì, tutto per far passare le solite vecchie balle sui complotti per deindustrializzare l'Italia fermando la sua possente avanzata economica (si fa per dire) ed "eliminare gli stati nazionali".
Non esiste nessun progetto di deindustrializzazione, se non quella provocata dalla crisi e dalla disonestà/incompetenza dell'intera classe dirigente italiana. Quelle sono classiche balle paranoidi usate per far passare l'Europa come il mostro cattivo di turno causa di ogni male. E fosse da poco tempo che questa strategia continua... è la base d'azione degli estremisti politici eurofobi da sempre.

Se c'è qualcuno definibile seriamente "euro-scettico" quelli siamo noi federalisti europei, che da decenni continuiamo a ripetere che l'Europa così com'è non andrà lontano. Ma lo facciamo sul serio e con cognizione di causa, non raccontando fesserie paranoiche per secondi fini.
Temo proprio che tu ti stia smarrendo...
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