Spagna: Non vi sembra un esempio emblematico della convenienza di cambiare radicalmente le stesse categorie mentali della "politica"?

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Spagna: Non vi sembra un esempio emblematico della convenienza di cambiare radicalmente le stesse categorie mentali della "politica"?

Messaggio Da Erasmus il Sab Nov 04, 2017 4:50 pm

Da ormai 74 anni i federalisti europei dicono che sarebbe meglio per gli europei e per il mondo intero cambiare radicalmente le stesse categorie mentali a riguardo della "politica" (con riferimento all'etimologia di questa parola) ossia a riguaro della strutturazione dell'ambiente comune che è lo Stato per i suoi cittadini. Detto drasticamente: se va ancora bene continuare con la formale "sovranità ed indipendenza" dello Stato (che pretende di essere "nazionale") allora fa bene il governo spagnolo a fare il duro con i separatisti catalani; fa bene qualsiasi governo centrale a reprimere con la forza – costi quel che costi – ogni tentativo secessionista; e anche ogni pretesa di autonomia "privilegiata".
Ma si può rovesciare la questione! Visto che la pretesa "sovranità ed indipendenza" del cosiddetto "stato nazionale" è spesso contrastata dalla base, cioè da larghe fette degli stessi cittadini, e molto spesso dalla maggioranza dei cittadini di speciali regioni (che di fatto negano la propria appartenenza alla "nazione" che dice di essere il loro Stato), è legittimo che lo Stato si arroghi il diritto di non riconoscere, entro il suo territorio, nessuna autorità "originaria", pretendendo cioè che ogni autorità sia "subordinata" alla sua? E' legittimo che il cosiddetto Stato Nazionale si arroghi il diritto di essere l'unica autorità a rappresentare i propri cittadini esternamente al proprio territorio? E come la mettiamo col fatto che spesso è entrato in trattativa con i "ribelli", evitando la loro repressione con la forza (o anche non riuscendo a sconfiggere le sedizioni), e addirittura ha accordato ad alcune regioni dei veri privilegi che cozzano contro il principio dell'uguaglianza? E come fa a dirsi "nazionale" se poi accorda privilegi a chi quest'unica "nazionalità" non la riconosce? Per esempio, lo Stato Italiano ha accordato privilegi alla Sicilia proprio per evitare il peggio, cioè la secessione della Sicilia e la nascita di uno Stato nuovo, formalmente anch'esso "sovrano ed indipendente".
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Il federalismo non è una "utopia". E' invece la dottrina politica del giusto compromesso per risolvere i problemi che sorgono sempre nell'incontro (o anche "scontro") di grandi comunità politiche distinte (per storia, per tradizioni, per costumi, per lingua ...). Una volta ... semplicemente vinceva il più forte militarmente (da solo o per l'alleanza di altri, magari soltanto imparentati con lui). E' una balla ipocrita il continuare a dire che l'assetto politico dell'Europa dopo la 1ª guerra mondiale corrispondeva meglio di prima all'idea che ogni popolo ha diritto al suo stato. Emblematico è il caso della Iugoslavia. Non gli "slavi del sud" vollero quello Stato. Ma una oligarchia slava sostenuta dalle diplomazie delle potenze vincitrici (Italia esclusa, of course!). La Iugoslavia è stata dapprima un regno, poi una fasulla unione federale di repubbliche (fasulla perché sulla carta era composta da repubbliche paritetiche, ma nella realtà era retta dittatorialmente da Tito supportato dal partrito unico comunista a sua volta guidato da una oligarchia partitocratica serba). E difatti, appena morto Tito ecco il patatrac!
Eppure, in fondo, era meglio una qualche unità iugoslava che lo smembramento in staterelli ... o altre mostruosità come la Croazia! [In origine, la costa adriatica della Iugoslavia, ossia la Dalmazia, era più veneta che slava; e comunque gli slavi erano di diverse etnie infiltratisi provenendo dal più prossimo retroterra. Nella Croazia del dopo-guerra della Grande Guerra erano più numerosi i cittadini di origine ungherese (quasi 3 milioni) di quelli di origine croata. Infatti Austria e Ungheria sono state ridotte al minimo quasi per punizione, lasciando milioni di ex-austriaci ed ex-ungheresi fuori dei confini di questi nuovi Stati, soprattutto entro i confini delle nuove mostruosità politiche (Romania, Cecoslovacchia, Iugoslavia). Altro che diritto dei popoli di avere ciascuno il proprio stato! Palese smembramento, invece, per nuova forma di imperialismo (responsabile anche dei presupposti per la successiva 2ª Guerra Miondiale).
Discorso diverso da quello della Iugoslavia, ma analogo, si potrebbe fare per la Cecoslovacchia, spaccatasi poi in Reubblica Cèca e Slovacchia (dove pure ci sta un sacco di cittadini di origine ungherese).
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Beh: esco dall'ambito storico se no ... non se ne viene più fuori!
Dico la mia, frutto di riflessioni sfociate poi nella "militanza" tra i federalisti europei!
L'errore fondamentale (imputabile alla vittoria della borghesia – che non era affatto la maggioranza della gente! – sulla nobiltà (con le conseguenze dell'abbattimento dello Stato Assoluto in cui tutto il potere era nelle mani del Sovrano) – fu l'affermarsi della categoria mentale dell "stato nazionale" a paertire da quegli stati (specialmente dalla Francia) nei quali l'unificazione forzata operata dalla monarchia e tenuta poi saldamente per secoli ha alla fine davvero "omologato" il territorio. Il modello dello stato "liberale" sviluppatosi in Francia è stato esportato poi a livello planetario! Ma quello francese noon era certo un assetto "libertario", in barba al motto rivoluzionaro framcese e allo stesso suo denominarsi "liberale". Scriveva Cattaneo (dalla Svizzera, agli inizi dell'ascesa politica di Napoleone III, 2ª metà dell'800):
«All’ombra del capestro e della gendarmeria il governo prefettizio, a colpi di telegrafo manovra 86 teatrini di 400 mila marionette ciascuno. Finché i dipartimenti non si trasformano in cantoni con amministrazioni proprie, la libertà in Francia resta un assurdo [...]. Poco importa che il telegrafo ingiunga ai docili dipartimenti il comando di un imperatore, di un re o di un presidente: il destino della moltitudine dei francesi [...] fu sempre l’obbedienza».
E Proudhon (quasi negli stessi anni): «La nazione francese è composta da almeno venti nazioni il cui carattere, osservato nel popolo e nei contadini, è ancora molto definito. Il francese è un essere convenzionale. [...] Una nazione tanto grande non si regge che con la forza. L’esercito serve soprattutto a ciò. Togliete questo sostegno e la Francia cade nel federalismo».

Scusatemi se vi sembro "saltare di palo in frasca"!
Il federalismo è, anzitutto, la negazione di una qualsiasi ultima autorità "sovrana ed indipendente". Ogni strutturazione politica esistente è perfettibile, non è mai da considerare "definitiva", come invece pretende di essere la moderna struttura dello "stato nazionale". Il federalismo individua uno dei più grandi condizionamenti nell'esclusività dello "stato nazionale" di rappresentare un suo cittadino.
Insomma; la "patria" è qualcosa di molteplice, di graduale; anche condizionato dai rapporrti con terzi. Se vado in Cina o in Canada ha più senso che mi qualifichi "Euroopeo" piuttosto che "Italiano". Non così se vado in Germania. E se incontrassi a Roma un calabrese mi qualificherei meglio dicendomi "veneto" piuttosto che "veronese". Ed io. però, per certi versi mi sento distinto anche dai residenti in altre borgate del mio stesso Comune.
E supponiamo che Bossi e Miglio avessero conquistato l'indipendenza della Padania. Avrebbe la Padania dovuto istituire una sua ambasciata in ogni altro stato "sovrano ed indipendente"? Avrebbe dovuto mettere in piedi un proprio esercito? Avrebbe avuto senso condfidare nella forza strategica di quello per garantire la propria "sovranità ed indipendenza"?
Le domande sono ovviamente retoriche. Ci sono competenze "locali" meglio eseguite a livello locale che a livello superiore. Ed i federalisti rivendicano per le comunità locali queste competenze usurpate dal potere centrale dello "Stato nazionale". E ce ne sono altre (come la difesa, la moneta, la macroeconomia) nelle quali neanche gli staterelli europei sono in grado di operare al meglio per i propri cittadini. Ma, ancorché ci riuscissero, questo "ottimo" per i propri cittadini sarebbe ottenuto a scapito dei cittadini di altri stati più deboli. Non si può essere davvero "egualitari" senza essere per certo versi "cosmopoliti"! E non si può sentirsi davvero in una società tollerante e garante delle libertà individuali e del rispetto delle tradizioni locali senza critica allo storico "stato nazionale" che è passato sulle peculiarità locali come un bulldozer livellandole. sì, ma anche cancellando storia, tradizioni e cultura!
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Sempre saltando (apparentemente!) di palo in frasca ... quando uno ha torto non è detto che abbia "tutti i torti" e che l'avversario abbia "tutte le ragioni"; e nemmeno che non abbia torto anche l'avversario
Una Unione Europea integrata politicamente, cioè "federale", sarebbe davvero qulcosa di innovativo nel campo delle diverse strutturazioni piolitiche. In una UE federale ci sarebbe già un effettivo federalismo di livello inferiore. [Federali sono già, per esempio, Germania e Austria. Federale dovrebbe essere anche il Belgio, dove però la contrapposizione tra fiamminghi e valloni crea ancora grossi problemi mantenendosi potenzialmente "conflittuale"]. In UE, a differeza di federazioni quali gli USA o l'Australia, resterebbe aperta la porta ad ulteriori approfondimenti, sia teorici che pratici. E, in ultima analisi, l'applicazione (sempre su basi di compromesso ottimale) del federalismo a qualsiasi livello: dal quartiere (con la rivalutazione di rappresentanze di "circoscrizione") al pianeta intero (con una radicale e profonda ristrutturazione delle Nazioni Unite, trasformandole in una specie di parlamento di rappresentanza democratica delle varie aree geografiche, anzichè di stati formalmente ancora "sovrani ed indipendenti". Ma non è in sé stesso una ipocrita presa per i fondelli il mantenere un organo che, in ultima istanza, dovrebbe garantire il rispetto del diritto internazionale [intervenendo, all'occorrenza, anche militarmente – come è successo nel 1950 con l'affidare agli USA il compito di portare la Corea allo "status quo ante" –) e contemporaneamente pretendere che i singoli suoi membri siano Stati "sopvrani ed indipendenti"?
Sappiamo bene come gira l'ONU in pratica! Nel "Consiglio di Sicurezza" ci sono 5 "Grandi" che, a parte essere loro dotati di diritto di veto alla faccia di altri più di 150 membri, in realtà non sono affatto "ugualmente grandi". Insomma: fin che non si scalza l'idiota principio dell'esclusiva e totale "sovranità ed indipendenza" di ogni singolo "stato nazionale", continierà a valere il paradosso ben descritto da Orwell nella "fattoria degli animali". Eh sì! Davanti alle istituzioni pubbliche siamo tutti uguali: ma qualcuno è PIU' uguale di qualcun altro!

Sempre saltando di palo in frasca: per me è stupida la richiesta di "indipendenza" della Scozia dal Regno Unito (ed è stata sbagliata anche la scissione della Cecoslovacchia, e ancor di più la dissoluzione della Iugoslavia). Ma è ancora più stupida la repressione violenta. Un conto è non riconoscere tout court la validità dell'esito di un referendum nel modificare la struttura dello stato (quale risulta dalla sua Costituzione), un altro è voler impedire (anche con la forza) una consultazione referendaria indetta da una autorità regionale. Trovo ridicolo – purtroppo "tragi-comico" – che il leader del governo regionale della Catalogna, cioè Puigdemont, venga "ricercato" a livello Unione Europea (su richiesta degli inquisitori governativi spagnoli) e rischi più anni di carcere di un terrorista assassino! Ma ci rendiamo conto a che stupido livello siamo arrivati!? Ci sono stati, e ci sono ancora, terroristi colpevoli di uccisioni volontarie commesse in uno stato dell'UE e fuggiti poi in un altro stato dell'UE dal quale non erano "estradabili" perché là si erano dichiarati "perseguitati per motivi politici" e rchiedenti quindi "asilo politico". E c'è stato anche in Italia qualche caso in cui un pluri-omicida se l'è cavata con un paio d'anni di carcere prebentivo perché divenuto poi un "informatore" della polizia! Ma come? Il codice penale italiano parla seza equivoci di "ergastolo" come pena per chi uccide intenzionalmente ... ma poi gli assassini restano in prigione un tempo risibile! E adesso platealmente si dà la caccia pronosticando decenni di carcere a qualcuno che nulla di violento ha commesso contro persone umane!.
E questo perché? Prprio perché resiste ancora il "tabù" della sovranità dello stato nazionale!
Insomma: questa riconosciuta "sovranità" a livello internazionale per me è una specie di appartenenza ad una superiore "mafia" dove i mafiosi sono proprio i governi degli stati "nazionali".

Mi chiedo però quanto persone del tipo di Puigdemont sono "ingenue" e quanto sono invece "opportunisti" e "populisti"!
Ma davvero Puigdemont & Co pensavano di ottenere l'indipendenza dalla Spagna con un plebiscito ed una successiva approvazione maggioritaria del parlamento catalano, ossia con un meccanismo completamente unilaterale? Non posso crederci!
E supponiamo che Puigdemont & Co avessero avuto successo, che il governo Spagnolo avesse detto: OK, staccatevi pure, faremo senza di voi!
Dove starebbe l'effettiva "sovranità" della Catalogna? Non basta dirsi "indipendenti" (a parole) per esserlo davvero!
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E supponiamo che il Veneto ottenga la "maggiore autonomia" che ha chiesto all'Italia col referendum di domenica scorsa (nel quale Erasmus non è andato a votare!). Che vorrebbe dire questa "maggiore autonomia"? Il pieno successo del referendum è dovuto al fatto che alle eventuale maggiore autonomia è associata (da sempre e proprio da chi ha inventato e promosso questo referendum) una riduzione della pressione fiscale, un restare nel Veneto le risorse economiche venete. Ma allora ci sarebbe un qualche privilegio concesso al Veneto e non a tutte le regioni! Da qui ... o l'effetto "domino" che alla fine porterebbe a svuotare lo stesso privilegio, o l'affermazione di una nuova "disuguaglianza". Chi ha promosso il referendum ha giustamente rilevato come i cittadini delle regioni a "statuto speciale" (ed in particolare quelli della provincia di Bolzano) siano economicamente avvantaggiati sugli altri. Ma siccome la torta è sempre quella, se la fetta assegnata ai bolzanini è più grossa della media vuol dire che la fetta di qualcun alro è minore della media!
In un sistema federale, dove prevale la visione (da parte di ciascun membro) dell'insieme (e la ricerca del bene comune), e quindi prevale la visione da un punto di vista al di sopra dell'intero insieme su quella egocentrica sempre e soltando dal proprio punto di vista, le regioni economicamente più sviluppate vengono incontro ai bisogni di quelle meno sviluppate. Ma se il minor benessere è anche colpa di cattiva gestione dell'amministrazione del governo regionale, il superiore governo federale ha anche la possibilità di accantonare temporaneamente le autorità regionali. Il che è un po' diverso sia dalla pretesa della indipendenza di una ragione dalle altre sia da quella di esigere comunque il subordinamento dei governi regionali al governo centrale.
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Adesso ... cuccatevi qualche link al solito EUobserver.com
–––> Spain jails Catalan separatist leaders, looks for Puigdemont
–––> Puigdemont claims to be Catalan 'president' from Brussels
––––> https://euobserver.com/tickers/139729
Puigdemont says no return to Spain for 'political trial'
By EUOBSERVER
2. NOV, 08:24
The ousted regional president of Catalonia, Carles Puigdemont, said on Wednesday he would not return to Spain, which has summoned him to appear in court. "Those summonses are part of proceedings that lack any legal basis and only seek to punish ideas. This is a political trial," he said in a written statement. Puigdemont was last seen in Belgium after the central government in Madrid took control over Catalonia.

E vedremo come andrà a finire...
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Ultima modifica di Erasmus il Mar Nov 07, 2017 3:28 pm, modificato 3 volte

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Re: Spagna: Non vi sembra un esempio emblematico della convenienza di cambiare radicalmente le stesse categorie mentali della "politica"?

Messaggio Da Epoch il Mar Nov 07, 2017 12:22 pm

Per come la posso vedere io, la richiesta di maggiore autonomia, tipo lo "statuto speciale", di Lombardia e Veneto, se fosse concessa, darebbe luogo ad un effetto domino.
Tutte le Regioni la chiederebbero al punto che lo "speciale" non sarebbe più tale, a meno che qualcuno non riesca ad essere più "speciale" di altri.

La Lombardia da questo punto di vista è più moderata, ma quello che il governatore del Veneto non ha spiegato molto bene e che per lo "statuto speciale" che richiede serve una modifica alla Costituzione, cosa tutt'altro che semplice viste le ultime esperienze, e molto molto tempo.

L'effetto domino sta comunque cominciando. Anche il Piemonte si appresta a questa, dal mio punto di vista "Pagliacciata".

Secondo me il Regionalismo è un'arma a doppio taglio, con cui è facilissimo farsi male. Va bene parlare di risorse economiche, ma trovo oltremodo ridicolo, nel 2017, che non ci sia modo di condividere le infornazioni sanitarie tra Regione e Regione, oppure anche solo tra due ospedali della stessa Regione.

Possibile che uno deve girare per gli istituti con chilometri di carta, lastre, ecc.
Possibile che non possiamo creare un sistema EUROPEO, per fare in modo di velocizzare la condivisione di informazioni vitali ed importanti??

Oggi facciamo la guerra per diventare "Piemonte Autonomo", domani sarà l'ora della "Provincia di Torino Autonoma", poi della "Valle di Susa Autonoma" e per finire al Condominio. Ma che senso ha?

Dobbiamo combattere contro giganti come Cina e Russia ed invece di unire le forze, ci facciamo belli con il nostro giardinetto più verde del vicino.

Cui prodest? Mi viene solo in mente un detto "Divide et Impera".
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Re: Spagna: Non vi sembra un esempio emblematico della convenienza di cambiare radicalmente le stesse categorie mentali della "politica"?

Messaggio Da Rossoverde il Lun Nov 13, 2017 5:25 pm

Che facciano un bel referendum e se i catalani vogliono andarsene dalla Spagna se ne vadano , se è così, la Spagna si accontenti d'essere più piccola, a parte il fatto che i catalani non mi pare che vogliano uscire dall'Europa, poi occorrerebbe chiedersi perché si è arrivati a questo punto, che ormai ,a mio parere ,non mi pare abbia molte vie d'uscita.
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Re: Spagna: Non vi sembra un esempio emblematico della convenienza di cambiare radicalmente le stesse categorie mentali della "politica"?

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