Il "Gran Giorno" di Juncker (quello del discorso sullo "stato dell'Unione")

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Il "Gran Giorno" di Juncker (quello del discorso sullo "stato dell'Unione")

Messaggio Da Erasmus il Gio Set 14, 2017 11:03 am

Con questo titolo mi ero accinto ieri a scrivere un nuovo "post", ma dopo aver scritto un testo piuttosto consistente, con tanto di link, ecc. ecc., non so per quale tasto sbagliato che devo aver premuto ... HO PERSO TUTTO!

Tento oggi di scrivere sullo stesso argomento ... come se fosse ieri, perché è stato proprio ieri mattina che Juncker ha tenuto, al Parlamento Europeo di Strasburgo, il suo discorso sullo stato dell'Unione.

Juncker, ormai per la terza volta, non si limita a dare un comunicato sulla situazione dell'UE (come è previsto dai trattati in merito alle competenze del Presidente della commissione europea). Juncker sceglie di fare un vero discorso (e parla anche con toni abbastanza enfatici), quasi fosse il Presidente di una vera Federazione di stati, avvicinandosi di più ai toni del presidente degli USA che ai toni (per esempio) d'un presidente di repubbliche come l'Italia o la Germania nei consueti discorsi di fine d'anno. Insiste, poi, sulla agenda della "politica estera europea", anche se, in verità, pur avendo l'UE un "Alto Rappresentante per la Politica estera e della Sicurezza" (attualmente l'italiana Federica Migherini), la politica estera dell'UE non ha sostanza, dal momento che i singoli stati hanno ciascuno la propria e continuano a sbandierare la propria "sovranità" (benché fasulla ormai da mezzo secolo abbondante).
E' la terza volta che sceglie come giorno per questo discorso il suo "compleanno", ossia il giorno dell'entrata in vigore ufficiale del mandato (da parte del Consiglio Europeo) di Presidente della Commissione Europea (dopo l'approvazione del PE della rinnovata "legislatura" europea).

Jean Claude Juncker durante il suo discorso sullo stato dell'Unione dell'anno scorso (2016)

Ci sono, secondo me, segni contradditòri in questo stile di Juncker: da una parte il tutto appare quasi ridicolo (per retorica ed inadeguatezza delle apparenze alla realtà sottostante); d'all'altra è giusto che un uomo che si professa europeista e dice di operare per l'approfondimento dei legami tra gli stati membri – strano linguaggio per intendere un velato desiderio di progresso politico dell'UE in senso federalista – osi atteggiarsi ad un livello di autorità superiore a quello effettivo, perché ci vuole anche questo per far progredire lentamente nell'opinione pubblica e nella classe politica l'idea dell'irreversibilità della costruzione dell'Europa comunitaria che non può avere altro sbocco se non quello federale o quello catastrofico della dissoluzione.

Segnalo – benché in ritardo, appunto come fosse ieri, l'articolo di EUobserver.com (pubblicato ieri mattina prima del discorso, e rdenso di "attesa" dell'evendo del "Gran Giorno" di Juncker).
–––> , (EUobserver.com 13/09/2017 h09:58)
Già ieri mattina tardi, nel sito della Commissione Europea c'era, come ultimo "comunicato stampa", il discorso integrale tenuto da Juncker davanti ai PE a Strasburgo. Vedere qua:
–––> PRESIDENT JEAN-CLAUDE JUNCKER'S State of the Union Address 2017
Ieri (tramite una e.mail di quel Roberto Castaldi più vplte da me menzionato imn questa sezione) ho ricevuto la segnalazione di ... "annessi" al discorso di juncker forse più interessanti del discorso stesso.
Roberto castaldi scrive;
«Oltre al discorso suggerisco di guardare anche la collegata Letter of Intent, che è più dettagliata, e la Tabella di Marcia fino alle elezioni europee. Si trova tutto qui:
color=blue] https://ec.europa.eu/commission/state-union-2017_it [/color]

Come ho detto altre volte, Roberto Castaldi (attiualmente docente alla Scuola Supriore Sant'Anna di Pisa), cura un blog del gruppo "Espresso" e qualche suo articolo è spesso pubblicato su parecchi giornali.
Stamattina, in una apposta e.mail, scrive:
«Cari amici,
Sulla rete dei giornali locali del Gruppo Espresso è uscito oggi un mio articolo sul Discorso di Juncker sullo stato dell’Unione, di solito con il titolo “Europa da completare nel segno dell’unità”. Di seguito il testo. Un commento più ampio è sul mio Blog per L’Espresso.»

Ed ecco il commento di castaldi al discorso di ieri di Juncker.
«Nel discorso sullo stato dell’Unione il Presidente della Commissione Juncker ha rivendicato la via dell’unità, della solidarietà e degli investimenti durante la crisi: oggi la crescita europea supera quella americana, la disoccupazione scende e gli occupati nell’UE sono al massimo storico. Gli investimenti salgono, i deficit pubblici scendono ma in modo attento a non danneggiare la crescita. Vanno completate l’unione dell’energia, della sicurezza, del mercato dei capitali, bancaria e il mercato unico digitale. L’UE ha concluso accordi commerciali con il Giappone e il Canada; presto con il Messico e l’America Latina; e apre negoziati con Australia e Nuova Zelanda. Ha proposto un meccanismo di vigilanza sugli investimenti esteri rispetto alle industrie strategiche, una nuova politica industriale europea, e più impegno contro i cambiamenti climatici. Sui migranti l’impegno europeo ha portato a una riduzione in agosto degli sbarchi sulla rotta del Mediterraneo dell’81% rispetto al 2016. Ha ringraziato l’Italia per aver salvato moltissime persone. L’UE ha accolto 720.000 rifugiati, più di USA, Canada e Australia insieme. Il Trust Fund UE per l’Africa rafforzerà le opportunità lì e faciliterà i rimpatri.
L’UE deve difendere i suoi valori: libertà, eguaglianza e stato di diritto; senza cittadini di serie B. I bambini devono avere accesso ai vaccini, non morire per malattie evitabili come accaduto anche in Italia. Serve un’Autorità europea del lavoro perché lo stesso lavoro nello stesso posto sia pagato uguale. Vanno rispettate le sentenze della Corte di Giustizia dell’UE. Su questi valori va costruita un’Europa più unita, forte e democratica.
Più unita: tutti gli Stati membri entrino nell’area Schengen; si crei un meccanismo di sostegno per la convergenza e l’adesione all’Eurozona degli Stati ancora fuori; tutti aderiscano all’unione bancaria; si stabiliscano standard sociali europei. Va mantenuta la prospettiva dell’allargamento verso i Balcani, anche se non a breve. La Turchia si sta allontanando dall’UE, minando lo stato di diritto e perseguitando i giornalisti, ma l’UE sostiene i cittadini turchi e i loro diritti.
Più forte: passare dal voto all’unanimità a quello a maggioranza qualificata per decidere su mercato unico, fiscalità, digitale. Il Meccanismo Europeo di Stabilità va trasformato in un Fondo Monetario Europeo nel quadro dell’UE. Il Commissario per gli affari economici e finanziari dovrebbe diventare il Ministro europeo dell’economia e delle finanze, anche Vice-Presidente della Commissione e Presidente dell’Eurogruppo, e responsabile di fronte al Parlamento europeo. Serve una forte linea di bilancio specifica per l’Eurozona nel quadro del bilancio dell’UE. Contro il terrorismo va creata un’unità di intelligence europea e una procura anti-terrorismo. Il Fondo Europeo per la Difesa e l’avvio della Cooperazione Strutturata Permanente sono i primi passi vero l’Unione della difesa, e serve anche un’agenzia per la cyber-security.
Più democratica: Juncker sostiene l’idea di una circoscrizione europea alle elezioni europee, e soprattutto che i partiti europei presentino i propri candidati alla Presidenza della Commissione alle elezioni europee, creando un vero dibattito europeo sui programmi e facendo scegliere i cittadini. Unendo la Presidenza della Commissione e del Consiglio Europeo si avrebbe un Presidente unico, con una forte legittimazione democratica derivante dalle elezioni europee.
Il 29 marzo 2019 il Regno Unito uscirà dall’UE. Per Juncker il giorno dopo in un Consiglio Europeo straordinario in Romania (presidente di turno) dovrà prendere decisioni fondamentali su queste proposte, per andare alle elezioni europee con un’UE di cui i cittadini siano più soddisfatti.
Senza nascondere le debolezze dell’UE (il bilancio dell’UE è lo 0,9% del PIL) Juncker ha unito pragmatismo e visione, con proposte volte a fornire risposte sempre più efficaci ai cittadini.
@RobertoCastaldi»


Anche EUobserver commenta oggi l'importante discorso tenuto ieri da Juncker in PE (a Strasburgo). In particolare, sottolimnea le reazioni dei parlamentari e quelle "fredde" dei governi (a cominciare dal premier danese).
Leggere qui
–––>EU countries cool on Juncker's ideas

[i]In a personal speech, Juncker laid out his grand ideas for the EU in Strasbourg[(/i]. (Photo: European Commission)

By ESZTER ZALAN
BRUSSELS, TODAY, 09:27
Member states reacted coolly to European Commission president Jean-Claude Juncker's ambitious ideas outlined in his state of the union address on Wednesday (13 September).
The first cold shower came from the Danish prime minister.

Lars Lokke Rasmussen dismissed Juncker's idea about a super-president - merging the presidencies of the European Commission and the European Council, which is currently led by the Polish politician, Donald Tusk.
Rasmussen tweeted: "#EUCO is important member state institution. Let's not mix roles and competences. Need @eucopresident as voice of member states".

The Dane likely echoed the sentiments of many leaders, who see the European Council president as someone to counter-balance the centralisation efforts by the EU commission.

"Agree w/ @JunckerEU time not for treaty changes. Must focus on essentials. No new grand projects or institutional discussions," he added.

Rasmussen did also voice support, backing Juncker's proposals on more robust EU trade.

Dutch prime minister Mark Rutte dismissed Juncker's grand ideas, telling journalists the commission chief is a "romantic".
"I am more of a: when you have visions, go see a doctor kind of guy," he quipped, using a quote from former German chancellor Helmut Schmidt.

Aside from the super-presidency, Juncker also proposed to have a eurozone finance and economy minister.

But instead of having the eurogroup president, currently Dutch finance minister Jeroen Dijsselbloem, fill the role, the Luxembourg politician suggested that an EU commissioner should act as the eurozone finance minister.

Juncker secured some support for his eurozone ideas, and for his urging of non-euro member states to join the single currency by 2019.

German finance minister Wolfgang Schaeuble said Wednesday that Juncker's plan to build a closer EU based on an expanded eurozone was largely in line with Germany's vision for the bloc.

"It is good that he is putting pressure [to expand the euro zone] but the preconditions [for joining the euro zone] must be fulfilled," Schaeuble told the ARD broadcaster.

Austria's social democrat chancellor and conservative foreign minister sounded less enthusiastic.

Christian Kern on Thursday told ORF radio that there was no point in expanding the euro and passport-free Schengen zone as long as tax fraud, contracting work out to lower-cost eastern European firms, and breaches of limits for government debt had not been dealt with.

"If you like this is an expansion of the problems at the end of the day and not a plus in European cooperation. I think this concept is not thought through," Kern was quoted by Reuters as saying.

Austrian foreign affairs minister Sebastian Kurz, who will face Kern in parliamentary elections on 15 October, said that countries need to fulfil the conditions for public finances before they can join the euro, to avoid a scenario that happened in the case of Greece.

Juncker also proposed an "euro-accession instrument" to offer "technical and even financial assistance" to fulfil the euro criteria.

Germany, along with France and Italy also welcomed the proposal on an EU framework for screening foreign investments to protect sensitive European assets and technology.

Eastern welcome
Slovenia's prime minister, in a nod to the country's ongoing border dispute with Croatia, praised Juncker's comments on the rule of law.

Miro Cerar tweeted: "I welcome #SOTEU2017 calling for stronger, more united #EU of values. @JunckerEU: "The rule of law is not optional in the EU. It is a must."

Czech prime minister Bohuslav Sobotka hailed the fact that Juncker called the dual-food quality unacceptable.

The commission president tried to reach out to eastern European partners by emphasising that selling lower quality food products in the eastern part of the bloc will not be tolerated.

"The result of the efforts of the Czech Republic and Slovakia and a good signal: Juncker clearly rejected the dual quality of food and discrimination of consumers in his state of the union speech," Sobotka tweeted.

"I am delighted that Juncker, in his report on the state of the Union, has supported the cohesion of the Eastern and Western member states as well as convergence within the EU," he added.


L'articolo di EUobserver prosegue con il "twitt" del leader della Socacchia Bohuslav Sobotka e con le reaxìzioni del governo ungherese.
[Siete tutti pregati di andar a leggere l'articolo integrale sul sito di EUobserver]

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