Bologna, non vuole indossare il velo e la madre le rasa i capelli: sottratta ai genitori dalla Procura

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Messaggio Da Verci il Ven Mar 31, 2017 10:45 pm

La 14enne, studentessa di terza media, lo toglieva appena fuori casa. Denunciati padre e madre per maltrattamenti psicologici reiterati anche nei confronti delle due sorelle, tutte collocate altrove.


BOLOGNA  La madre le ha rasato i capelli, quando ha scoperto che la figlia 14enne appena fuori casa si levava il velo dal capo passeggiando coi capelli scoperti, per reindossarlo solo prima di rientrare in famiglia: un velo che non si sentiva più di vestire, ma che per la cultura islamica dei genitori, di origini bengalesi, era evidentemente imprescindibile. La studentessa, una 14enne di Bologna che frequenta con ottimo profitto la terza media, ha raccontato ai suoi insegnanti il motivo di quel taglio di capelli improvviso . La preside ha deciso di informare i carabinieri e la Procura è intervenuta per sottrarre la ragazza alla famiglia.

L’hanno portata in una struttura protetta, lontana dai quei genitori che l’hanno punita perché non voleva portare il velo. Padre e madre che ieri mattina si sono visti notificare i primi atti giudiziari. Entrambi sono stati denunciati dai carabinieri per maltrattamenti ai danni della figlia. Nessuna violenza fisica, la stessa bambina, sentita dagli assistenti sociali ha detto di non essere mai stata sfiorata. Ma violenza psicologica, reiterata nel tempo. Non c’era solo l’imposizione del velo, sia a lei che alle due sorelle di poco più grandi. La coppia di bengalesi, impedivano alle figlie di uscire da sole o di intrattenere qualsiasi rapporto con i coetanei maschi.
I servizi sociali d'intesa con la Procura per i minorenni di Bologna sono intervenuti con l'atto urgente di messa in protezione per la ragazzina  collocata al di fuori dalla famiglia d'origine, così come le sorelle.

"Penso che tutti noi, che siamo padri e madri, - commenta su Facebook l'ex premier Matteo Renzi - immaginiamo quanto possa essere dolorosa questa scelta ma è doveroso dire che si tratta di una scelta giusta. Bravo il Sindaco, bravi i giudici minorili ed ordinari di Bologna, bravi i servizi sociali. Perché in Italia siamo per l'accoglienza ma non c'è accoglienza senza il rispetto della legge e dei principi. E questo deve valere per tutto".

I due mussulmani, residenti nel quartiere di Borgo Panigale da diversi anni, sono noti per essere una famiglia molto chiusa, ma non radicalizzata dal punto di vista religioso. Sconosciuti alle forze dell’ordine non risultano neppure essere frequentatori di moschee o luoghi di culto.
 
Sulla vicenda interviene il sindaco di Bologna, Virginio Merola, che a proposito della punizione inflitta alla ragazza dai genitori parla di “inaccettabile autoritarismo genitoriale” e ammonisce che “chi viene in Italia deve attenersi alla nostre leggi e alla nostra Costituzione”.

Mentre Yassine Lafram, coordinatore della comunità dei musulmani bolognesi, afferma "per la tradizione islamica qualsiasi forma di imposizione rende l'atto stesso invalido". Tutte le prescrizioni dell'Islam, dal digiuno del Ramadan all'andare

 in pellegrinaggio alla Mecca, "rientrano in una libera scelta della persona: nessuno può imporle, religiosamente parlando. Qui siamo al di fuori del religioso: è un fatto che va inquadrato in un codice culturale particolare ed errato". Secondo Lafram è necessario "aiutare i familiari, anche la madre stessa, e capire che cosa l'ha spinta a compiere questo gesto. E' troppo facile condannare e consegnarla al macello mediatico".


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