La casa che si sgretola...

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La casa che si sgretola...

Messaggio Da Epoch il Lun Ott 03, 2016 7:58 am

Io vedo l'Europa come una grande Casa Comune, anche se ora assomiglia più ad un grosso condominio, nella cui Assemblea nessuno riesce a mettersi d'accordo e dove ognuno, padrone del suo alloggio, fa come vuole...

Però le case sono da manutenere, altrimenti si sgretolano e poi crollano.
L'Inghilterra o meglio il Regno Unito, sta già abbandonando la casa. L'Ungheria fa quello che vuole e lo dichiara apertamente. Da tutte le parti spirano venti di divisione...
Cosa fare?

Io sarei dell'idea di creare un gruppo piccolo ma unito, che abbandoni le sovranità nazionali e si unisca a Federazione vera.
Ma questo è impossibile, purtroppo perché in Europa ognuno è prima di tutto Italiano, Francese, Tendesco... Al contrario ad esempio degli USA, dove si è Americani, prima che Texani ecc...
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Re: La casa che si sgretola...

Messaggio Da ART- il Mar Ott 04, 2016 1:38 am

...questo nonostante il "paradossale" esempio che abbiamo qualche km a nord della nostra posizione. Quando faccio presente che la Svizzera è un'unione federale da un bel pezzo nonostante si parlino lingue diverse da parte di etnie diverse ottengo in genere mugugni e facce confuse. Qualcuno, non sapendo come uscirne, tenta il colpaccio dicendomi: "Sì, ma la Svizzera è piccola!". Questo è il massimo "ragionamento" che abbia mai ottenuto.

Il guaio è che noi europei in generale abbiamo sempre avuto un difetto: capiamo le cose solo quando andiamo a sbattere violentemente la faccia contro il muro a causa delle vaccate che facciamo.
Esempi classici. Anche se i testi di storia scolastici si "scordano" sempre di parlare di queste cose, verso la metà degli anni '30, quando era ormai chiaro a tutti cosa sarebbe successo poco tempo dopo, tutti (tutti quelli liberi dal sistema d'indottrinamento ultranazionalista delle dittature) davanti alla prospettiva della morte e della distruzione si sentivano improvvisamente un po' meno francesi, inglesi, olandesi ecc. e un po' più "svizzeri" ed europei. Parlavano apertamente sui media dell'epoca di unioni politiche prima che fosse troppo tardi, di federazioni, non solo europee ma qualcuno addirittura mondiali.
Prima ancora di loro, prima della Grande Guerra, i giornali spesso sbattevano direttamente gli "Stati Uniti d'Europa" in prima pagina, con tutto il seguito di discussioni che si facevano sull'opportunità di unire l'Europa per evitare catastrofi, quelle catastrofi che poi puntualmente si verificavano.

I tempi non sono maturi? Dovremo passare altri decenni o secoli a beccarcelo in quel posto, se non arrivare ad altre catastrofi? Non riusciremo mai ad unire l'Europa perchè troppo abituati a pensare nazionale?
Per quanto vediamo oggi può benissimo essere, ma di una cosa sono assolutamente certo: non esistono alternative reali all'unificazione.

Fra chi non ha salami nazional-ideologici sugli occhi c'è chi dice che seppur a malincuore è meglio gettare la spugna ed impegnarsi solo in palliativi che rimandino il più possibile tempi peggiori, che tengano in piedi quanto si è riusciti a costruire per più tempo possibile... una specie di "decadenza controllata" per l'Europa, da accettare e portare avanti meglio che si possa. Si va da chi propone la solita, vecchia, fallimentare balance of power fra paesi, da improvvisare almeno finchè dura il mercato comune europeo, a chi propone un'Europa a leadership tedesca (ammesso e non concesso che la Germania abbia voglia di fare seriamente da guida per l'Europa e non quel disastro che fa oggi sotto il governo finto-europeista CDU-Merkel).

In ogni caso si tratta di modi per accettare senza ammetterlo apertamente che il nostro futuro è quello di rimanere divisi e deboli, a rischio di contrasti continui, soggetti alle potenze esterne. Liberi per finta.
Non fa per me: questo lo lascio agli "addetti alla gestione della rassegnazione". Finchè campo, per quando disperata possa essere l'impresa, tenterò in ogni modo di spingere questo continente ad unirsi e prendere in mano il suo destino, nonostante tutto. Se neanche quella attuale sarà l'occasione di svegliarsi... pazienza, se non altro creperò con la soddisfazione di aver fatto tutto quello che potevo per dare un futuro alla mia terra.
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Re: La casa che si sgretola...

Messaggio Da Epoch il Mar Ott 04, 2016 7:59 am

A me viene soprattutto da sorridere o da piangere ma preferisco ridere per non piangere, perché il maggiore esempio che si utilizza per demonizzare l'Europa è: "l'Euro è un fallimento". I motivi sono i più vari, dal cambio "sbagliato" che è stato scelto alla gestione "pro-tedesca". Queste persone sostengono che si stava meglio con la liretta, perché potevi svalutare come volevi e la gente viveva bene.

Quello che mi preoccupa è che sono discorsi che piacciono alla gente. Però mi chiedo se siamo diventati nuovamente fautori di una nuova "Avtarchia" (la "v" lo messa volutamente al posto della "u"), e se ci rendiamo conto che la nostra Italietta dipende fortemente dall'estero, senza risorse com'è.
Svalutiamo pure la liretta, ma la Benzina come la paghiamo? Pensano davvero che "l'amico Putin" il gas lo regali con la lira svalutata? Io mi chiedo se la gente ragiona su queste cose oppure no...
Il vero problema e che non si può effettivamente continuare a tenere insieme economie diverse con la stessa moneta, o si fa davvero il passo avanti consolidando le fondamenta, oppure il palazzo crolla.
Serve avere regole comuni ed economie comuni. Speriamo che la Germania, che ora si trova con un grosso problema per la sua gloriosa Bundesbank, si renda conto che siamo tutti uguali e che la barca che sta affondando è la stessa.

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Re: La casa che si sgretola...

Messaggio Da ART- il Mer Ott 05, 2016 1:00 am

Epoch ha scritto:A me viene soprattutto da sorridere o da piangere ma preferisco ridere per non piangere, perché il maggiore esempio che si utilizza per demonizzare l'Europa è: "l'Euro è un fallimento". I motivi sono i più vari, dal cambio "sbagliato" che è stato scelto alla gestione "pro-tedesca". Queste persone sostengono che si stava meglio con la liretta, perché potevi svalutare come volevi e la gente viveva bene.

Quello che mi preoccupa è che sono discorsi che piacciono alla gente. Però mi chiedo se siamo diventati nuovamente fautori di una nuova "Avtarchia" (la "v" lo messa volutamente al posto della "u"), e se ci rendiamo conto che la nostra Italietta dipende fortemente dall'estero, senza risorse com'è.
Svalutiamo pure la liretta, ma la Benzina come la paghiamo?  Pensano davvero che "l'amico Putin" il gas lo regali con la lira svalutata? Io mi chiedo se la gente ragiona su queste cose oppure no...
Il vero problema e che non si può effettivamente continuare a tenere insieme economie diverse con la stessa moneta, o si fa davvero il passo avanti consolidando le fondamenta, oppure il palazzo crolla.
Serve avere regole comuni ed economie comuni.

Secondo me il problema non sta nell'economia, nel senso che quelle degli stati europei non sono poi così diverse: la Comunità europea forma uno spazio economico integrato da decenni e tutto sommato le differenze sono le stesse riscontrabili anche fra regioni di uno stesso stato (classici esempi l'Italia nord - sud e la Germania est - ovest, oppure grandi città - campagne nell'est europeo in generale). Infatti sappiamo benissimo che al netto delle vaccate che ci raccontano sopra l'unione monetaria in sè e per sè funziona bene, quello che non funziona è il sistema politico che ci sta dietro.

Il problema vero è politico, perchè qualunque questione da affrontare ci sia in ballo (che siano gli stati con differenti livelli di sviluppo economico o altro) è necessario un governo per gestirla e non 28, dove tutto dev'essere sempre frutto di compromessi e accordi spesso tutt'altro che ottimali.
Regole comuni ed economie comuni ce le abbiamo già... quello che manca è il governo comune, il "cervello" comune che prenda decisioni rapide e nell'interesse di tutti.

Epoch ha scritto:Speriamo che la Germania, che ora si trova con un grosso problema per la sua gloriosa Bundesbank, si renda conto che siamo tutti uguali e che la barca che sta affondando è la stessa.

Beh, date le dimensioni della Deutsche Bank (se fosse la Bundesbak ad avere problemi così faticherei a dormire la notte...) direi che i potenziali caxxi non sono solo della Germania ma di tutta l'UE: parliamo di uno dei gruppi bancari più grandi del mondo e quindi il suo fallimento non sarebbe uno scherzo per nessuno a partire da noi europei. Conosicamo fin troppo bene l'andazzo: come sempre abbiamo problemi comuni, e grossi, ma non un governo unico a gestirli efficacemente o almeno a provarci.
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Re: La casa che si sgretola...

Messaggio Da Epoch il Mer Ott 05, 2016 8:46 am


sbagliai un pochino...
Grazie della correzione.
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Re: La casa che si sgretola...

Messaggio Da Epoch il Mer Ott 05, 2016 8:48 am

ART- ha scritto:Beh, date le dimensioni della Deutsche Bank (se fosse la Bundesbak ad avere problemi così faticherei a dormire la notte...) direi che i potenziali caxxi non sono solo della Germania ma di tutta l'UE: parliamo di uno dei gruppi bancari più grandi del mondo e quindi il suo fallimento non sarebbe uno scherzo per nessuno a partire da noi europei. Conosicamo fin troppo bene l'andazzo: come sempre abbiamo problemi comuni, e grossi, ma non un governo unico a gestirli efficacemente o almeno a provarci.

Non sono solo Antonveneta e Monte dei Paschi a fare passi falsi. Vediamo ora come si comporteranno tutte le istituzioni Europee...
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Re: La casa che si sgretola...

Messaggio Da ART- il Gio Ott 06, 2016 12:15 am

Ben poco possono fare in questa situazione...
Mi sa che andrà a finire che il governo tedesco dovrà nazionalizzare la Deutsche Bank così come quello britannico fece per la Royal Bank of Scotland (ora in corso di ri-privatizzazione).



[breve off topic]

Royal Bank of Scotland che fra l'altro è una delle poche banche private al mondo autorizzata ad emettere banconote proprie... alla faccia delle s*******e complottiste del signoraggio dove le banche "dominano il mondo" attraverso l'emissione di banconote.


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Re: La casa che si sgretola...

Messaggio Da Epoch il Mer Ott 12, 2016 11:10 am

Nazionalizzare le perdite e privatizzare i profitti?

A me le operazioni di lavaggio stile Alitalia non sono mai piaciuti e le Nazionalizazioni seguite dalle ri-privatizzazioni non sono nulla di diverso, solo fatte in modo diverso.
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Re: La casa che si sgretola...

Messaggio Da ART- il Sab Ott 22, 2016 5:33 pm

Del resto era impossibile che le azioni della RBS che il governo ha comprato per averla in mano fossero rivendute a prezzo superiore o anche solo pari. Più che altro è stata molto criticata la scelta d'iniziare a venderle adesso invece di aspettare eventuali rialzi.
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