Revine: Il saluto nazi dei bimbi al raduno skin

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Revine: Il saluto nazi dei bimbi al raduno skin

Messaggio Da Verci il Mar Set 06, 2016 7:34 am

Sconcerto e rabbia per la “cartolina ricordo” della manifestazione dell’ultradestra. L’Anpi: «Vanno perseguiti i genitori»
di Francesco Dal Mas



REVINE. Tredici bambini e bambine che alzano il braccio destro per il saluto romano. Un gesto proibito dalla legge Mancini. È la “cartolina ricordo” di Ritorno a Camelot 2016, la manifestazione degli skinheads che si è conclusa ieri a Revine. La sconcertante fotografia (con tanto di sponsor della manifestazione) da ieri pomeriggio sta circolando sui social network. E sta sollevando un’ondata di indignazione e di rabbia. Inorridisce Umberto Lorenzoni, presidente dell'Anpi: «Questa è l'inculturazione della fede fascista nei piccoli. È esecrabile, sul piano anzitutto educativo, il comportamento dei genitori. E questi genitori andrebbero perseguiti per la strumentalizzazione di cui si sono resi protagonisti».

Umberto Lorenzoni, sollecitando misure presso la questura di Pordenone, nei giorni scorsi, per il raduno in Cansiglio di CasaPound, si è sentito dire che al minimo cenno di saluto fascista gli agenti sarebbero intervenuti per identificare l'autore e denunciarlo. «A Treviso, invece, mi è stato osservato che tutti, in Italia, hanno diritto di parola. Posso dirlo? Le nostre istituzioni democratiche mi sembrano instupidite. Non resta che lavorare dal basso per una nuova coscienza antifascista». Ed è quanto, a Revine, ritiene indispensabile anche il poeta Luciano Cecchinel, che si dice "allibito" ma "non sorpreso" di questa provocazione.

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«Peggio di così non poteva finire» è il commento a caldo di Doris Carlet, vicesindaco di Revine. «Una goliardata inaccettabile» la definisce l'ex sindaco Battista Zardet. Ieri il raduno blindatissimo dalle forze dell’ordine che ha tenuto in scacco il paese per tre giorni ha tolto le tende. Musica e canti fino a dopo l'alba, ieri mattina, presso il campeggio di Santa Maria al lago di Revine, sede appunto del "Ritorno a Camelot". Era l'ultima notte delle testate rasate, qualcuno ha protestato con gli amministratori comunali, ma trattandosi delle ultime ore dell'appuntamento europeo degli skineads la giunta ha consigliato di soprassedere. Nessuno avrebbe immaginato l'epilogo della "cartolina da Revine" che infanga l'immagine del paese e della comunità. Le ultime tende sono state tolte nel tardo pomeriggio di ieri. Da giovedì scorso la vigilanza delle forze dell'ordine è stata particolarmente intensa, non solo all'ingresso del campeggio ma anche presso gli incroci stradali più importanti, distanti anche più di un chilometro da tende e roulotte.[/b]

Tutti in campeggio il pomeriggio e la sera, in paese, invece, durante la giornata. Le birre sono andate a ruba. Ma anche le pizze. Esauriti i B&B e gli agriturismo. Adesso a Revine si aspetta il raduno alternativo, quello dell'Anpi, per dare anche la necessaria risposta alla provocazione fascista. Non si svolgerà fra un mese, come previsto, cioè nel primo fine settimana di ottobre, perché il parco verde in riva al lago sarà occupato da un matrimonio. Rispetto al saluto fascista, l'Anpi si riunirà per decidere la reazione. I bambini, come detto, non sono perseguibili. «I genitori però sì, per cui» insiste Lorenzoni «ci consulteremo con i nostri legali per decidere come procedere».

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