Referendum Costituzionale

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Re: Referendum Costituzionale

Messaggio Da ART- il Mer Nov 16, 2016 2:51 am

Per quanto tutta la faccenda sia in realtà più simbolica che reale secondo me la mossa migliore per il referendum è l'astensione.

Ho detto simbolica perchè è evidente al di là della propaganda di parte e della solita corsa alle minchiate terroriste propinate dalle opposte fazioni (riassumibili sostanzialmente in: finiremo in regime di oligarchia/dittatura se vince il SI, cadremo a pezzi se vince il NO) che questa riforma non tocca l'impianto fondamentale della Costituzione, la stessa nella sostanza e nella quasi totalità della forma anche in caso di vittoria del SI. Nel complesso non parliamo di chissà che fondamentali cambiamenti, come vogliono far sembrare tutti o in negativo o in positivo, ma di ritocchi secondari, palliativi che Renzi aveva ideato per crearsi un "biglietto da visita" da spendere in ambito interno ed europeo per potersi dare l'immagine di affidabile riformatore.
E' vero che molto probabilmente qualcuno considera la vittoria del NO come possibile occasione per speculare contro l'Italia (vedasi i vari avvoltoi della finanza mondiale che hanno tentato di farci suicidare durante la crisi greca, appoggiando il fronte per l'uscita dall'Euro) ma non penso che il solo elemento referendum, senza un contesto europeo d'emergenza come quello che avevamo con la Grecia, sia seriamente sfruttabile per far casino.

Per quanto Renzi possa essere scarso e si possa gradire di levarlo dai coglioni è innegabile che nel contesto reale il NO andrebbe a favorire direttamente l'accozzaglia eurofoba fascio-leghista e grilloide che ha avuto facilissimo gioco nel trasformare il referendum in pretesto per una campagna elettorale virtuale, con l'aiuto dello stesso Renzi d'altronde. Questo invece sarebbe un problema molto serio nella situazione attuale.
Perciò a mio avviso l'unico modo per far capire quanto sia gradito questo andazzo è l'astensione: sinistra o destra, se vogliono affogare nella merda con i loro sporchi giochetti lo facciano votando loro.
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Re: Referendum Costituzionale

Messaggio Da Rossoverde il Mer Nov 16, 2016 8:17 am

se vogliono affogare nella merda con i loro sporchi giochetti lo facciano votando loro.


bravo, che ci pensino loro a votare la merda per te. 
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Re: Referendum Costituzionale

Messaggio Da ART- il Mer Nov 16, 2016 8:27 pm

Per me potete andarvene dritti a cagare tutti quanti (in senso politco), loro e voi.
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Re: Referendum Costituzionale

Messaggio Da Condor il Gio Nov 17, 2016 6:18 pm

ART- ha scritto:Per quanto tutta la faccenda sia in realtà più simbolica che reale secondo me la mossa migliore per il referendum è l'astensione.
[...] 
Perciò a mio avviso l'unico modo per far capire quanto sia gradito questo andazzo è l'astensione: sinistra o destra, se vogliono affogare nella merda con i loro sporchi giochetti lo facciano votando loro.

E io ch’avea d’error la testa cinta, 
dissi: «Maestro, che è quel ch’i’ odo? 
e che gent’è che par nel duol sì vinta?».                        

Ed elli a me: «Questo misero modo 
tegnon l’anime triste di coloro 
che visser sanza ’nfamia e sanza lodo. 

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Re: Referendum Costituzionale

Messaggio Da Erasmus il Ven Nov 18, 2016 1:48 am

Rossoverde ha scritto:
Rossoverde ha scritto:http://studgiur.unipv.eu/site/home/persone/scheda250002373.html

ho ricevuto per mail un testo sul referendum in pdf del prof. Bettinelli, appena posso, se ci riesco, provo a postarlo.
non riesco a postarlo, pazienza. scratch
Ma quanto è lungo 'sto testo?
Potresti farne una immagine (copiando per esempio dallo schermo) e  poi caricarla su un sito di hosting.
[Allo scopo  trovo comodissimo " http://www.postimage.org/ ".
Guarda qua il tuo 'post' al quale sto rispondendo. Ci ho messo un minuto!

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NB. Postimage ha cambiato l'aspetto della pagina. Mi piaceva di più quello precedente. Il quale funziona ancora.
Arrivato sulla nuova pagina, guarda sotto e clicca dove ci sta un link sulla scritta 
"Return to the old site"
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Aspetto ... che tu dia retta al mio consiglio!
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Refeendum
Non sono d'accordo con ART.
E mi meraviglia che anche lui, in fondo, caschi nel trabocchetto di ridurre il confronto elettorale a lotta interna tra partiti avversari, come una partita di calcio contro una squadra antpatica!

Io voterò NO perché sono federalista europeo!
Mi spiego.

L'Unione Eurpea funziona poco e male soprattutto perché il coltello dalla parte del manico ce l'hanno i governi nazionali, ossia i politici che, nel Consiglio dell'Unione, sono tanti "Cicero pro domo sua" .
Nella più rosea delle ipotesi non sono là per cercare il meglio per l'Unione, ma per competere ciascuno con gli altri. 
[In verità, accampano "interessi nazionali" ma i veri interessi sono quelli delle rispettive parti politiche domestiche, ossia proprio "interessi personali" dato che di quelle parti politiche sono i rispettivi capoccia!]
Nel sistema federale (per esempio in USA) c'è separazione tra la politica locale e quella generale.
In USA uno non si può candidare al Senato se ha cariche istituzionali nel proprio  stato. 

Il nostro Senato è sbagliato perché è un duplicato della Camera.
Cambiarlo con uno i cui membri sono sindaci, o governatori o assessori regionali sarebbe n peggiorarlo!
Inoltre: avremmo sindaci che fanno i senatori a tempo perso o viceversa! Non potranno svolgere bene entrambe le mansioni. Ma anche se potessero, il lorinteresse prevalente sarebbe la poltrona in casa propria.



Insomma: vogliamo importare dall'Uil massimo sudifetto?


Infine: ha ragione Rossoverde nel dire che itesto della riforma darà luogo a conenziosi a non finire perché è di dubbiinterpretazione.
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Re: Referendum Costituzionale

Messaggio Da Rossoverde il Ven Nov 18, 2016 7:42 am

c'ho provato, sono 70 pagine , non ci riesco , se hai un indirizzo mail e me lo invii in pvt, t'invio il pdf.
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Re: Referendum Costituzionale

Messaggio Da Epoch il Ven Nov 18, 2016 10:17 am

Condor ha scritto:

E io ch’avea d’error la testa cinta, 
dissi: «Maestro, che è quel ch’i’ odo? 
e che gent’è che par nel duol sì vinta?».                        

Ed elli a me: «Questo misero modo 
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Re: Referendum Costituzionale

Messaggio Da Erasmus il Dom Nov 20, 2016 12:27 am

Rossoverde ha scritto:
Rossoverde ha scritto:http://studgiur.unipv.eu/site/home/persone/scheda250002373.html

ho ricevuto per mail un testo sul referendum in pdf del prof. Bettinelli, appena posso, se ci riesco, provo a postarlo.
non riesco a postarlo, pazienza. scratch
L'ho trovato in rete (scaricabile):
–––> http://www.criticaliberale.it/var/data/1624152/RIFORMA_PREPOTENTE.pdf
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Re: Referendum Costituzionale

Messaggio Da Rossoverde il Ven Nov 25, 2016 10:39 am

http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/11/25/referendum-pure-i-monarchici-per-il-no-sudditi-per-scelta-ma-mai-di-renzi-lui-a-corte-in-cucina/3216397/
pure i monarchici sono riusciti a disgustare.
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Re: Referendum Costituzionale

Messaggio Da Erasmus il Ven Nov 25, 2016 12:41 pm

Rossoverde ha scritto:pure i monarchici sono riusciti a disgustare.
Lasciamo perdere i monarchici, dai!
–––––––––––
––> http://www.huffingtonpost.it/2016/11/24/referendum-economist-no_n_13205024.html?utm_hp_ref=italy

 «L'Economist: "Gli italiani dovrebbero votare no. Le dimissioni di Renzi non sarebbero una catastrofe"»
« L'Economist si schiera senza senza se e senza ma per il No al referendum costituzionale del prossimo 4 dicembre. La posizione viene espressa in un editoriale a corredo di un articolo sulla situazione politica italiana nel nuovo numero in uscita. "Questo giornale ritiene che gli italiani dovrebbero votare no" - scrive l'Economist spiegando che "la modifica alla costituzione promossa da Renzi non affronta il problema principale, cioè la riluttanza dell'Italia a fare le riforme. Inoltre, sottolinea il giornale, "le dimissioni di Renzi non sarebbero la catastrofe che molti in Europa temono" e gli italiani e l'errore principale è stato commesso dal premier che ha "creato la crisi collegando il futuro del governo al test sbagliato". "Gli italiani - prosegue l'Economist - non avrebbero dovuto essere ricattati " e il presidente del Consiglio "avrebbe fatto meglio a battersi per migliori riforme strutturali".

La critica dell'Economist è puntuale e nel merito. "Ogni eventuale beneficio è comunque secondario rispetto ai rischi. In cima a questi - rileva il giornale - il pericolo che nel tentativo di fermare l'instabilità che ha dato all'Italia 65 governi dal 1945, si crei un uomo forte eletto al comando". Il settimanale punta il dito in particolare con la riforma del Senato non più elettivo. "Molti de suoi membri sarebbero consiglieri regionali e sindaci" quando "regioni e comuni" sono gli "strati di governo più corrotti", concedendo loro anche l'immunità. Questo - si spiega - renderebbe il Senato "un magnete per la peggiore classe politica".

Il giornale evidenzia quindi i rischi concreti in caso di vittoria del No. "Le dimissioni di Renzi non sarebbero la catastrofe che molti in Europa temono. L'Italia potrebbe mettere insieme un governo tecnico, come già accaduto in passato. Se in ogni caso la vittoria del No al referendum dovesse innescare il disfacimento dell'euro, allora sarebbe il segnale che la moneta unica è così fragile che la sua distruzione sarebbe solo una questione di tempo".
––––––––––––
–––> http://www.economist.com/news/leaders/21710816-country-needs-far-reaching-reforms-just-not-ones-offer-why-italy-should-vote-no

«Why Italy should vote no in its referendum»
ITALY has long been the biggest threat to the survival of the euro, and the European Union. Its GDP per head is stuck at the level of the late 1990s. Its labour market is sclerotic. Its banks are stuffed with non-performing loans. The state is burdened with the second-highest debt load in the euro zone, at 133% of GDP. If Italy veers towards default, it will be too big to rescue.

That is why so much hope has rested with Matteo Renzi, the young prime minister. He thinks Italy’s biggest underlying problem is institutional paralysis, and has called a referendum for December 4th on constitutional changes that would take back powers from the regions and make the Senate subordinate to parliament’s lower house, the Chamber of Deputies. This, together with a new electoral law that seeks to guarantee the biggest party a majority, will give him the power to pass the reforms Italy desperately needs, or so he claims.

If the referendum fails, Mr Renzi says he will step down. Investors, and many European governments, fear a No vote will turn Italy into the “third domino” in a toppling international order, after Brexit and the election of Donald Trump. Yet this newspaper believes that No is how Italians should vote.

Mr Renzi’s constitutional amendment fails to deal with the main problem, which is Italy’s unwillingness to reform. And any secondary benefits are outweighed by drawbacks—above all the risk that, in seeking to halt the instability that has given Italy 65 governments since 1945, it creates an elected strongman. This in the country that produced Benito Mussolini and Silvio Berlusconi and is worryingly vulnerable to populism.

Granted, the peculiar Italian system of “perfect bicameralism”, in which both houses of parliament have the exact same powers, is a recipe for gridlock. Laws can bounce back and forth between the two for decades. The reforms would shrink the Senate, and reduce it to an advisory role on most laws, like upper houses in Germany, Spain and Britain.

In itself, that sounds sensible. However, the details of Mr Renzi’s design offend against democratic principles. To begin with, the Senate would not be elected. Instead, most of its members would be picked from regional lawmakers and mayors by regional assemblies. Regions and municipalities are the most corrupt layers of government, and senators would enjoy immunity from prosecution. That could make the Senate a magnet for Italy’s seediest politicians.

At the same time, Mr Renzi has passed an electoral law for the Chamber that gives immense power to whichever party wins a plurality in the lower house. Using various electoral gimmicks, it guarantees that the largest party will command 54% of the seats. The next prime minister would therefore have an almost guaranteed mandate for five years.

That might make sense, except for the fact that the struggle to pass laws is not Italy’s biggest problem. Important measures, such as the electoral reform, for example, can be voted through today. Indeed, Italy’s legislature passes laws as much as those of other European countries do. If executive power were the answer, France would be thriving: it has a powerful presidential system, yet it, like Italy, is perennially resistant to reform.

The risk of Mr Renzi’s scheme is that the main beneficiary will be Beppe Grillo, a former comedian and leader of the Five Star Movement (M5S), a discombobulated coalition that calls for a referendum on leaving the euro. It is running just a few points behind Mr Renzi’s Democrats in the polls and recently won control of Rome and Turin. The spectre of Mr Grillo as prime minister, elected by a minority and cemented into office by Mr Renzi’s reforms, is one many Italians—and much of Europe—will find troubling.

One drawback of a No vote would be to reinforce the belief that Italy lacks the capacity ever to address its manifold, crippling problems. But it is Mr Renzi who has created the crisis by staking the future of his government on the wrong test (see article). Italians should not be blackmailed. Mr Renzi would have been better off arguing for more structural reforms on everything from reforming the slothful judiciary to improving the ponderous education system. Mr Renzi has already wasted nearly two years on constitutional tinkering. The sooner Italy gets back to real reform, the better for Europe.

Weak foundations
What, then, of the risk of disaster should the referendum fail? Mr Renzi’s resignation may not be the catastrophe many in Europe fear. Italy could cobble together a technocratic caretaker government, as it has many times in the past. If, though, a lost referendum really were to trigger the collapse of the euro, then it would be a sign that the single currency was so fragile that its destruction was only a matter of time.
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Re: Referendum Costituzionale

Messaggio Da Rossoverde il Gio Dic 01, 2016 7:56 am

http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/11/30/referendum-prodi-sento-il-dovere-di-rendere-pubblico-il-mio-si/3227887/
che brutta fine Prodi , non essere d'accordo e votare si, almeno fossi stato d'accordo, almeno non l'avessi definita pasticciata, eppoi caro prodi il clima di rissa non l'ha di certo dato chi si è espresso fin dall'inizio per il No, ma bensi i giannizzeri tutto sorriso del Si.
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Re: Referendum Costituzionale

Messaggio Da Verci il Gio Dic 01, 2016 2:02 pm

Mai visto (si fa per dire) Renzi così spesso in televisione. Praticamente una sorta di monopolio. Evidentemente l'attaccamento alla cadrega deve aumentare la resistenza alla fatica. Un po' come per gli Indios quando masticano le foglie di coca..
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Re: Referendum Costituzionale

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